Io e te…

Io e te…
persi in un mondo troppo distante
fatto di suoni e pensieri diversi,
dove i sentimenti si perdono tra nebbie
che avvolgono fin nel profondo
anche il più rumoroso silenzio.

Io e te…
tra falsità e maldicenze,
solitudini ricercate e volute
espresse con parole ingannatrici
ad emulare il canto delle sirene
tra immagini che scorrono lente.

Io…
per giorni e notti alla ricerca
di colori sbiaditi tra la malinconia
che costella di frammenti la vita,
come sabbia che scorre in una clessidra
per ricordarmi che il tempo non lo vivrò con te…

Patrizia Mezzogori

Piove

 
Piove su vecchi pensieri,
cielo reso plumbeo dalla falsità
di momenti rubati alla gioia,
nell’intimità dell’anima
defraudata con laido inganno.
.
L’acqua salvifica scende
sulle guance infiammate
dal freddo vento dell’indifferenza,
su sentimenti usati e stracciati
come carta da macero.
.
Piove, piove ancora
sul corpo ormai inerte,
su desideri d’amore annullati,
sogni spezzati e derisi
dalla stanchezza del tempo,
 
mentre la memoria vaga
nel mormorio delle ombrose fronde
alla ricerca d’una linea di confine
che allontani per sempre
ricordi ricolmi di melma.

Patrizia Mezzogori

Gioco col vento

Gioco col vento che mi parla
tra foglie ingiallite dal tempo
e come fiume in piena
racconta i silenzi dell’anima.

Ridere, correre, gioire
per poi fermarsi ad ascoltare
i battiti del cuore che risuonano
all’unisono con la melodia della natura.

Sfuggenti sono i ricordi malinconici
scivolati negli inganni della vita
insieme a parole vuote
che ora tacciono per sempre.

Libera da catene di falsità
m’inoltrerò nella limpidezza del cielo
e senza costrizioni di tempo
spalancherò il cuore a nuove emozioni.

Patrizia Mezzogori

Chattare e sognare

Ognuno alla ricerca
dell’altrui verità;
ciascuno si cautela,
e trincera con falsità

E’ un gioco curioso,
a volte rischioso
Le anime si aprono
con difficoltà.

E’ un gioco gioioso,
ed a tratti noioso…
è coinvolgente,
quando intrigante,
e crea le condizioni
per far nascere amanti

L’amore sublime,
quello implorato
quello cercato,
ed a volte trovato…
il sogno appagato

Ciro Germano

Published in: on dicembre 28, 2011 at 06:54  Comments (4)  
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Una città…

Una città che balla
al ritmo degli spari
ora vicini a volte lontani,

una città che scansa
i corpi a terra,
gira la faccia per stanchezza
più che per indifferenza.

Una città che pulisce il salotto
e mette i rifiuti sul balcone
sperando nella pioggia
o nel vento che spazzi via tutto,

una città che non dorme
se non sul dolore, fatta a pezzi
e mangiata poi digerita
o peggio vomitata
da bocche brillanti di falsità
e denti, tutti contenti.

Una città che balla
al ritmo di un urlo assordante:
infatti non si sente niente!

Maria Attanasio

Sera di Pasqua

Alla televisione
Cristo in croce cantava come un tenore
colto da un’improvvisa
colica pop.

Era stato tentato poco prima
dal diavolo vestito da donna nuda.

Questa è la religione del ventesimo secolo.

Probabilmente la notte di San Bartolomeo
o la coda troncata di una lucertola
hanno lo stesso peso nell’Economia
dello Spirito
fondata sul principio dell’Indifferenza.

Ma forse bisogna dire che non è vero
bisogna dire che è vera la falsità,
poi si vedrà che cosa accade. Intanto
chiudiamo il video. Al resto
provvederà chi può (se questo chi
ha qualche senso).

Noi non lo sapremo.

EUGENIO MONTALE

Feccia d’impero

BORRAS DE IMPERIO

Os impérios sempre se fiera

e cuspidos pelos que querce fazeé-los

e come os que ficam para ser mandados

e cuspidos pelos que quarem fazè-los

Por isso, hà nos povos imperiais

algo de um visgo de alma : que ou è cupo

ou um prazer dolente como de escarra e cospe

Hà imperios que deixam no deserto ruinas de capitais pomposas

E hà outros que deixam no deserto com tremores de terra

De terem passado sobre si mesmos gafanhotos

Pergunto-me a mim mesmo como foi possivel:

ou os imperio gastam o seo povo at èque ele seja

uma raca agachada, mesquinha e traicoeira,

ou è com gente dessa que os imperios se fazem,

jà que nada glorioso se constròi humanamenente

sem 10% de herios e 90% de assasinos

Que cosa fedorenta  a gloria, sobretudo

enquanto nao passam seculos  e so ruinas

fiquem- onde nem o po dos mortos

ainda cheire el mal.

                                                                        §

Gli imperi si sono sempre fatti

con quelli che sono costretti a farli

e con quelli che restano per essere comandati

e presi a sputi da quelli che vogliono farli

Per questo, c’è nei popoli imperiali

un che d’un vischio d’anima:  che o è sputo

o un piacere dolente come di chi scaracchia e sputa

Ci sono imperi che lasciano nel deserto rovine di capitali pompose.

e ci sono gli altri che si scusano con tremiti di terra

d’essere passati su se stessi come cavallette

Chiedo a me stesso come è stato possibile:

o gli imperi consumano il proprio  popolo finchè sia

una razza sottomessa, meschina e traditrice,

o è con gente simile che si fanno gli imperi

giacchè niente di glorioso si costruisce umanamente

senza un 10%  di eroi e  90% di assassini.

Che cosa fetente la gloria,  soprattutto,

mentre i secoli non passano e solo rovine

restano  dove nemmeno la polvere dei morti

ancora male odora.

JORGE CANDIDO DE SENA    (da “Esorcismi”)

Published in: on novembre 26, 2009 at 07:37  Comments (2)  
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