A Pontremoli con Anna

 

 
a Pontremoli con Anna
nella casa di nonna
.
chi ha ancora la casa di famiglia
e mi accoglie mi piglia
.
è un po’ la casa che sogno, ora mi accorgo
non è una fantasia ma un ricordo
.
nel sogno sono con mia sorella
invece ero con te Anna bella
.
ha lasciato un segno così profondo
quello stare assieme a tutto tondo
.
pittura o scultura eravamo artiste
ora a Londra che fai
hai una bambina che si chiama Viola
io qua sono un po’ triste
.
per il tempo che non vola
ma s’incrosta e resiste
.
i quadri di tutti i colori nella tua soffitta
era come quella di Paoli “La gatta”
.
tuo padre in viaggio jazz e Chagall
noi a Bologna nel salotto azzurro
tua madre in cucina ci faceva il te
.
Anna che sei a Londra, Anna bionda
.
Anna dagli occhi verdi
amiche per sempre, Anna che non ti perdi
non mi perdi
Anna col tuo compagno, e io… che sogno 

azzurrabianca

Crêuza de mä

Umbre de muri muri de mainé
dunde ne vegnì duve l’è ch’ané
da ‘n scitu duve a l’ûn-a a se mustra nûa
e a neutte a n’à puntou u cutellu ä gua
e a muntä l’àse gh’é restou Diu
u Diàu l’é in çë e u s’è gh’è faetu u nìu
ne sciurtìmmu da u mä pe sciugà e osse da u Dria
e a funtan-a di cumbi ‘nta cä de pria
E ‘nt’a cä de pria chi ghe saià
int’à cä du Dria che u nu l’è mainà
gente de Lûgan facce da mandillä
qui che du luassu preferiscian l’ä
figge de famiggia udù de bun
che ti peu ammiàle senza u gundun

E a ‘ste panse veue cose ghe daià
cose da beive, cose da mangiä
frittûa de pigneu giancu de Purtufin
çervelle de bae ‘nt’u meximu vin
lasagne da fiddià ai quattru tucchi
paciûgu in aegruduse de lévre de cuppi

E ‘nt’a barca du vin ghe naveghiemu ‘nsc’i scheuggi
emigranti du rìe cu’i cioi ‘nt’i euggi
finché u matin crescià da puéilu rechéugge
frè di ganeuffeni e dè figge
bacan d’a corda marsa d’aegua e de sä
che a ne liga e a ne porta ‘nte ‘na  crêuza de mä

§

MULATTIERA DI MARE

Ombre di facce facce di marinai
da dove venite dov’è che andate
da un posto dove la luna si mostra nuda
e la notte ci ha puntato il coltello alla gola
e a montare l’asino c’è rimasto Dio
il Diavolo è in cielo e ci si è fatto il nido
usciamo dal mare per asciugare le ossa dall’Andrea
alla fontana dei colombi nella casa di pietra.
E nella casa di pietra chi ci sarà
nella casa dell’Andrea che non è marinaio
gente di Lugano facce da tagliaborse
quelli che della spigola preferiscono l’ala
ragazze di famiglia, odore di buono
che puoi guardarle senza preservativo.
E a queste pance vuote cosa gli darà
cosa da bere, cosa da mangiare
frittura di pesciolini, bianco di Portofino
cervelle di agnello nello stesso vino
lasagne da tagliare ai quattro sughi
pasticcio in agrodolce di lepre di tegole.
E nella barca del vino ci navigheremo sugli scogli
emigranti della risata con i chiodi negli occhi
finché il mattino crescerà da poterlo raccogliere
fratello dei garofani e delle ragazze
padrone della corda marcia d’acqua e di sale
che ci lega e ci porta in una mulattiera di mare.

FABRIZIO DE ANDRÉ

Davanti allo schermo

Ecco ! Ora entro
col pseudonimo di sempre.
Saluto, per prassi,
la marea virtualmente
qualcuno, alquanto,
risponde celermente,
gli altri, tra loro,
a parlar animosamente

I nomi sono strani
bizzarri ed arcani,
molti inventati, volgari
o alludenti rappresentanti
la multi specie festosa,
costituita da gente sana,
ma anche mostruosa

I dialoghi si aprono
con grande fervore,
i racconti son tanti…
molti espressi col cuore.

Occorre la sensibilità
d’intravedere il soggetto,
per poi intraprendere
gli argomenti oggetto.

Le discussioni
procedono per ore,
si conversa su tutto,
dalla famiglia al lavoro

Tra persone cortesi
si stabilisce l’intesa,
e l’amicizia, a volte,
si trasforma in amore:
bella la chat …
se questo è il suo fine.

Ma, la cosa che odio,
e che più mi ripugna
son coloro…
che entrano mirati
col sesso in pugno :
i maniaci perversi,
e le ninfomani di turno…
pronti a dar sfogo
ai loro complessi interiori
davanti allo schermo…
con immenso squallore

Ciro Germano

A capofitto nell’anno bisestile 2012

A CUFÉTT INT L ÂN BISÈST 2012

A vòi fèr al girundlån
e a infåurc un vaird insónni
cme s’la fóss un’aventûra
mé ch’a viâz da pió d vént ân
in stra mèz ala Poesî,
e a m i fécc con dsinvultûra!
Ai n’é tanti, dòn e òmen,
ch’viâzen trésst in sti mumént
ch’i én in câsa o i van zarcànd
la cadäina sfrutadåura
d fèr di tûren nòt e dé,
ch’vrénn andèr con la famajja
in muntâgna al mèr o ai sí
mo ch’ai tåcca d cuntintères
d’un uvén cån dû radécc’!
Bän, nuèter bî bulgnîs,
par l’amèra congiuntûra
s cuntintän pr al Bån Nadèl
ed pluchèr vèci parnîs,
pò andèr zå pr i ûltum pirû
dl’Ân ch’finéss sänza surîs!
Acsé entrarän con tant’angósstia
in cl antepâtic Ân Bisèst
pr’inizièr na vétta nòva:
gnínta scónt a tótt i lêrz
speranzû§ ed psair rubèr
cómm i an fât in fén adès!
Sänpr in èlt i én i Povêta
con la forza sovrumèna
ch’i an i Pûr: Vîva l Amåur,
tótt al månd al se dsdarà
e sugnànd pió giósst turtlén
fôrsi… la batâglia al vinzarà!

§

Voglio fare il giramondo
e inforco un verde sogno
come se fosse un’avventura
io che viaggio da oltre vent’anni
sempre in mezzo alla Poesia,
e mi ci ficco con disinvoltura!
Ce ne son tanti, donne e uomini,
che viaggiano tristi in questi momenti
in cassa integrazione o van cercando
la catena di montaggio
per fare turni notte e giorno,
che andrebbero con la famiglia
in montagna al mare o sugli sci
ma che devono accontentarsi
d’un ovino con due radicchi!
Bene, noi bei bolognesi,
per l’amara congiuntura
ci accontentiamo per il Buon Natale
di leccare vecchie pernici,
poi scendere gli ultimi gradini
dell’Anno che finisce senza sorrisi!
Così entreremo con tant’angustia
in quell’antipatico Anno Bisestile
per iniziare vita nuova:
niente sconti a tutti i lerci
speranzosi di poter rubare
come han fatto fino adesso!
Sempre in alto sono i Poeti
con la forza sovrumana
che hanno i Puri: Viva l’Amore,
tutto il mondo si sveglierà
e sognando più giusti tortellini
forse… la battaglia vincerà!

Sandro Sermenghi

Natali

I natali lontani nel tempo,
ricordi di un infanzia infelice e sola.
Tu madre dove sei, mi mancano le tue carezze,
le tradizioni, alle quali tenevi tanto,
ne andavi fiera di quei pochi momenti felici.
Per non dimenticare, continuo portare avanti
quei raduni di famiglia.
Ho dato tutto ciò che potevo, giovinezza,
purezza, denaro, ho insegnato quanto sia importante
la famiglia.
Adesso le mie gambe sentono la fatica, è ora di sedersi ad osservare
il passare lento del tempo,
assaporare gli eventi,
non farsi coinvolgere dalle emozioni.
Sono stanca di imitarti, ho superato te, e anche me stessa.
E’ arrivata l’ora di incassare amore, tanto e per tanto tempo ancora

Gianna Faraon

Siamo come le lucciole

Sull’Aurelia al tramonto
c’è sempre una ragazza
anzi una bambina piccina
quasi nuda e infreddolita
che a Natale vicino al fuoco
mostra occhi infossati
labbra arse, mani minute
crisalide in attesa
di vita e di casa
e arrivano a frotte
macchinoni e clacson
all’impazzata in cerca
di carne fresca da macello
mentre in villa a Portofino vetta
la famiglia fa festa con
Dom Perignon.

Tinti Baldini

Contro la viltà

Giovani, fino a quando inerti?
Dove avete il cuore?
Qual’onta per tale lassismo!
Qua seduti, tranquilli, come in pace,
e tutt’attorno è tumulto e guerra.

Onore e gloria per chi combatte
i nemici per la patria
e la famiglia.

Avanti, dunque, con cuore impavido,
gagliardi, protetti dallo scudo
prima dell’assalto.

Fuggire alla morte è da codardi,
quand’anche da progenie
d’immortali stirpi.

CALLINO

La fotografia

Uhe, no guarda la fotografia
sembra neanche un ragazzino
io, io son quello col vino
lui, lui è quello senza motorino
così adesso che è finito tutto e sono andati via
e la pioggia scherza con la saracinesca della lavanderia
no io aspetto solo che magari l’acqua non se lo lavi via
quel segno del gesso di quel corpo che han portato via
e tu maresciallo che hai continuato a dire andate tutti via
andate via che non c’è più niente da vedere niente da capire
credo che ti sbagli perché un morto di soli tredici anni
è proprio da vedere perché la gente sai magari fa anche finta
però le cose è meglio fargliele sapere.
Guarda la fotografia
sembra neanche un ragazzino
io son quello col vino
lui è quello senza motorino
era il solo a non voler capire d’esser stato sfortunato
nascere in un paese dove i fiori han paura e il sole è avvelenato
e sapeva quanto poco fosse un gioco… la sua faccia nel mirino
la… ohi… la… da… daradan… daradan… daradan…
è finita la pioggia tutto il gesso se l’è portato via
lo so che ti dispiace maresciallo, ma appoggiato alla lavanderia
era il mio di figlio, e forse è tutta colpa mia perché
perché come in certi malgoverni se in famiglia il padre ruba
anche il figlio a un certo punto vola via
e così lui non era lì per caso no. Anche lui sparava e via
ma forse il gioco era già stanco e non si è accorto neanche che moriva
guarda la fotografia
sembra neanche un ragazzino
io son quello col vino
lui è quello senza motorino
guarda la fotografia
sembra neanche un ragazzino
io son quello col vino
lui è quello senza motorino
la fotografia la fotografia la fotografia
tutto il resto è facce false della pubbliciteria
tutto il resto è brutta musica fatta solamente con la batteria
tutto il resto è sporca guerra stile stile mafieria
la fotografia tu che sei famoso, firma firma per piacere la fotografia.

ENZO JANNACCI

A Liuba che parte

Non il grillo ma il gatto
del focolare
or ti consiglia, splendido
lare della dispersa tua famiglia.
La casa che tu rechi
con te ravvolta, gabbia o cappelliera?
sovrasta i ciechi tempi come il flutto
arca leggera – e basta al tuo riscatto.

EUGENIO MONTALE

Andiamo avanti

 
Come va ?
Ma come vuoi che vada ?
I  problemi sono tanti…
la salute che non và,
il lavoro che non c’è,
l’inflazione galoppante,
il rincaro del petrolio,
i soldi sempre meno,
i figli adulti, ancora
nello stato di famiglia,
in attesa…
della prima occupazione,
e via discorrendo ….
il rapporto che non va ,
per completar la lista ,
e  non sono un pessimista…
ma solo un realista
Allora, suggerirei…
per evadere la domanda,
dal sopra detto…
effetto dirompente,
senza alcuna esitazione
e consentir cosi,
la sdrammatizzazione
di rispondere :
va  tutto bene…
anzi benissimo…
e, nel frattempo…
andiamo avanti

Ciro Germano