Quello che le donne non dicono

Ci fanno compagnia certe lettere d’amore
parole che restano con noi,
e non andiamo via
ma nascondiamo del dolore
che scivola, lo sentiremo poi,
abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
è una mancata verità che prima o poi succederà
cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po’
è per la voglia di piacere a chi c’è già o potrà arrivare a stare con noi,
siamo così
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro “si”.
In fretta vanno via della giornate senza fine,
silenzi che familiarità,
e lasciano una scia le frasi da bambine
che tornano, ma chi le ascolterà…
E dalle macchine per noi
i complimenti dei playboy
ma non li sentiamo più
se c’è chi non ce li fa più
cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po’
è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare
ancora con noi.
Siamo così, dolcemente complicate,
sempre più emozionate, delicate,
ma potrai trovarci ancora quì
nelle sere tempestose
portaci delle rose
nuove cose
e ti diremo ancora un altro “si”,
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro “si”

ENRICO RUGGERI

Insonnia

Credo di sognare
è giorno forse,
e la luce non arriva
ad illuminare
il mio camminare
petroso;
invece
se è notte
vedo stelle
in luce soffocata
con chiarore
insolito.
Cammino e tutto
mi pare come morto
Il tempo si è stancato
di questo lungo
camminare e si è
addormentato
Ho dimenticato
la familiarità
del paesaggio
scorgo appena
un tremito lunare
sul sentiero
che è contornato
da ombre carnose
e contorte
di ulivi antichi
Piove o forse è altro
Io cammino ancora
mentre intorno
la terra è piena
di silenzio
E’  proprio
nella condizione delle cose
essere silenziosi ora?

Marcello Plavier

I libri

“I libri ci offrono un godimento molto profondo, ci parlano, ci danno consigli e ci si congiungono, vorrei dire, di una loro viva e penetrante familiarità”

FRANCESCO PETRARCA

Published in: on gennaio 5, 2011 at 07:17  Comments (1)  
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