Estate

 
Amo tuffarmi nell’aria dorata
nel sole che al mattino mi accoglie
come una serenata;  anche se brucia
e arroventa i pensieri, ma poi stana
rimosse voglie e il corpo fino a ieri
appassito, d’improvviso germoglia.
L’amo e subisco languida la strana
fatata spossatezza del meriggio
ogni ora mi piace; anche il tramonto
della tristezza propria si dispoglia e
di rosso accende la mia fantasia.
Quanto erotismo c’è nella carezza
di questa brezza che dolce s’insinua
sotto le vesti e d intorno spande
gl’inebrianti aromi
della magnolia e ancor del gelsomino!
Non averti vicino è un gran peccato!
Sì tanto amo questo luglio assolato
che vorrei fosse eterno e…….in cambio
io potrei rinunciare anche…….all’inverno!

Viviana Santandrea

Ancora

TODAVIA

No lo creo todavía
estás llegando a mi lado
y la noche es un puñado
de estrellas y de alegría
palpo gusto escucho y veo
tu rostro tu paso largo
tus manos y sin embargo
todavía no lo creo
tu regreso tiene tanto
que ver contigo y conmigo
que por cábala lo digo
y por las dudas lo canto
nadie nunca te reemplaza
y las cosas más triviales
se vuelven fundamentales
porque estás llegando a casa
sin embargo todavía dudo
de esta buena suerte
porque el cielo de tenerte
me parece fantasía
pero venís y es seguro
y venís con tu mirada
y por eso tu llegada
hace mágico el futuro
y aunque no siempre he entendido
mis culpa y mis fracasos
en cambio sé que en tus brazos
el mundo tiene sentido
y si beso la osadía
y el misterio de tus labios
no habrá dudas ni resabios
te querré más
todavía.

§

Non ci credo ancora

stai arrivando accanto a me

e la notte è un pugno

di stelle e di allegria

palpo gusto ascolto e vedo

il tuo volto il tuo passo lungo

le tue mani e tuttavia

ancora non ci credo

il tuo ritorno ha tanto

a che vedere con te e con me

che per cabala lo dico

e per i dubbi lo canto

nessuno mai ti rimpiazza

e le cose più triviali

si trasformano in fondamentali

perché stai tornando a casa

tuttavia ancora

dubito di questa fortuna

perché il cielo di averti

mi sembra fantasia

però vieni ed è sicuro

e vieni col tuo sguardo

e per questo il tuo arrivo

rende magico il futuro

e ancorché non sempre abbia capito

le mie colpe e i miei disastri

invece so che nelle tue braccia

il mondo ha senso

e se bacio l’audacia

e il mistero delle tue labbra

non ci saranno dubbi né cattivi sapori

ti amerò di più

ancora.

MARIO BENEDETTI

Ottobre

Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori, aria, mosto, vino,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulla vigne saccheggiate.
 
Sole d’autunno inatteso,
che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell’anima.
Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t’inoltri
e sei lì per spirare.
E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch’è tutta una dolcissima agonia.
VINCENZO CARDARELLI

Il treno

 
 
 
Ferrigno fischia a ghermir l’orizzonte
inghiotte i campi, fende la montagna
ma nel suo ventre solo poche anime
van consumando un boccone di vita
nel rosario di aurore su cui scende
prematuro il tramonto, abbozzolando
larve di desideri .
In queste vite vedo
rispecchiarsi la mia
che spesso inciampa in giorni sbagliati
quando non so afferrar la fantasia
pur se la sento volteggiarmi intorno
in bolle d’ozio….e stento a catturarla
sul foglio vergine….e il pensiero fiaccato
costretto da inferriate di ovvietà
cerca annaspando rapprese emozioni;
sogna atmosfere perpendicolari
smarrite qua e là nei vuoti a perdere.
Mentre ferrigno svetta incontro al tempo
ove il sogno si schiude alla realtà
là fuori petulanti mosche tracciano
macabre danze sugli spot in fuga
titillanti menù che gettan brume
su cervelli all’ammasso.

Viviana Santandrea

Ti ho visto morire

Ti ho visto chiudere gli occhi sotto il suo ansimare
e ti ho sentito che dentro lo maledivi
ti ho visto piangere per una data da dimenticare
lacrime al vento, un amore da buttare,
ma ti ho sentito anche ridere e gioire
mentre parlavi e mi raccontavi
di come un giorno saresti partita
lasciando lui, lasciando tutto, tranne la vita.

E ti ho sognato che ancora eri bambina
mentre nuotavi in un mare di speranze,
e ti ho sognato che non eri più bambina
mentre incendiavi la sua casa di tre stanze,
ma poi da sveglio ho sognato di abbracciarti
e di tenerti stretta sul mio cuore
di accarezzare i tuoi capelli biondi
sperando ancora di sentirti sperare.

E ora che sei ad un bivio della vita,
di qua è normale, di là c’è la follia,
senza saperlo ti sei già incamminata
e stai inseguendo la tua malinconia,
spero soltanto che tu riesca a voltarti
e ad imboccare decisa l’altra via
quella più angusta, certo più solitaria,
ma che porta al sogno come per magia.

C’incontreremo senz’altro a metà strada
portando ognuno il suo fardello d’incertezza,
proseguiremo poi ovunque si vada
perché alla fine l’importante è far chiarezza
in fondo quello che tu ed io cerchiamo
è solo amore e tanta fantasia,
ricominciare col sole alle spalle
e all’orizzonte… la tua vita e la mia.

Sandro Orlandi

Com’acquarello

E’ policroma tavolozza
il diluirsi di parole in versi
tra le mani del poeta,
com’acquarello.

Colori ed emozioni
stemperati in fluida
creativa fantasia,
la poesia.

Daniela Procida

Published in: on luglio 19, 2011 at 07:00  Comments (6)  
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Ove il pensiero va

 
Da un ricamo di nuvole la luna fa capolino
e lucciole di stelle accendono e spengono
un brillar di sogni fra illusione e fantasia.
Un fruscio di profumi mi raggiunge dai tigli.
Era di ieri il sorriso
ora nascondi fra l’erba il viso cui rassomiglio.
Sento una voce, la tua
ma ho perso la mano che forte stringevi piano
a condurmi ogni giorno fra giochi e tenerezza
nell’alveo del mio scorrere verso il domani.
Svanisce la luna e le stelle si velano di nuvole.
E’ buio il cielo.
Sola, penso e non vedo.

Elide Colombo

Uomo…

Uomo che hai il deserto nel cuore
stoppa della frenesia
l’impulso di un’insaziabile
piacere dal gusto ignoto,
rallenta la tua corsa
quando spingi forte l’acceleratore
della fantasia solo un dissapore,
inequivocabile gioco di pazzia
della tua mente, caduta
per errore nelle mani di colei
che si fa chiamare “perversione”

Beatrice Zanini

Io sono l’unica

I am the only being whose doom

No tongue would ask no eye would mourn

I never caused a thought of gloom

A smile of joy since I was born

In secret pleasure – secret tears

This changeful life has slipped away

As friendless after eighteen years

As lone as on my natal day

There have been times I cannot hide

There have been times when this was drear

When my sad soul forgot its pride

And longed for one to love me here

But those were in the early glow

Of feelings since subdued by care

And they have died so long ago

I hardly now believe they were

First melted off the hope of youth

Then Fancy’s rainbow fast withdrew

And then experience told me truth

In mortal bosoms never grew

‘Twas grief enough to think mankind

All hollow servile insincere –

But worse to trust to my own mind

And find the same corruption there

§

Io sono l’unica il cui destino

lingua non indaga, occhio non piange;

non ho mai causato un cupo pensiero,

né un sorriso di gioia, da quando sono nata.

Tra piaceri segreti e lacrime segrete,

questa mutevole vita mi è sfuggita,

dopo diciott’anni ancora così solitaria

come nel giorno della mia nascita.

E vi furono tempi che non posso nascondere,

tempi in cui tutto ciò era terribile,

quando la mia triste anima perse il suo orgoglio

e desiderò qualcuno che l’amasse.

Ma ciò apparteneva ai primi ardori

di sentimenti poi repressi dal dolore;

e sono morti da così lungo tempo

che stento a credere siano mai esistiti.

Prima si dissolse la speranza giovanile,

poi svanì l’arcobaleno della fantasia;

infine l’esperienza mi insegnò che mai

crebbe in un cuore mortale la verità.

Era già amaro pensare che l’umanità

fosse insincera, sterile, servile;

ma peggio fu fidarmi della mia mente

e trovarvi la stessa corruzione.

EMILY JANE BRONTË

Un sorriso in un abbraccio

Nelle strade assolate della città,
in questa estate insperata e tanto diversa
la fantasia va a braccetto con la realtà
risvegliando un’anima creduta persa,

laddove il giorno confina con la notte,
leggo sorpreso un messaggio di vita:
lascia i rimpianti, le illusioni passate,
scegli di contare i tuoi giorni sulle dita

e la mia mente incredula e impreparata
a confidare di nuovo in un futuro
vacilla  indifesa e un po’ impaurita
sospinta dal tuo amore così puro

sotto questo sole di agosto
nelle strade deserte e desolate
cerco quindi di ritrovare ad ogni costo
il senso di antiche speranze abbandonate

forse potrò  finalmente  realizzare
in un tratto di strada ormai limitato
i sogni sepolti in una scatola e ad apprezzare
ciò che rimane di un’esistenza da commiato

è a te che devo tutto questo e lo so bene
come so che questa è la vera vita
una serena semplicità senza più pene
un sorriso in un abbraccio e la tua gioia infinita.

Sandro Orlandi