Che

 
…Ti dirò, stasera?
Non sarà voce sorgente,
se medito ora.
Mente a mente,
occhi negli occhi, noi
ciascuno mezzo mondo alle spalle,
ma non formare una sfera.
Forse fardelli  terreni pressanti,
lingue di fuoco, paletot pesanti.
Che ti dirò stasera?
Da mille anni, al canto del gallo,
tradisco l’orgoglio.
Ti penso.
Mille anni che inciampo il calvario,
ed ogni tuo sguardo
là, in cima m’incrocia.
.
Che ti dirò stasera,
se la mia lingua è spuntata
ed ogni tuo chiodo risorge?
Ti dirò che l’Estate
non è mai terminata
e la luna sui monti
sa ancora incantare;
che il gatto tuo appeso
nel quadro in salotto
lo sfamo a sorrisi e ricordi;
che parole stilettano,
dai tuoi fogli scrostati.
 
Che ti dirò, stasera?
racconterò venature
riarse dal sole,
o ciò, che davvero
irrora il mio cuore?
… Ti dirò stasera?

Flavio Zago

Pretesti

Quando l’agire si fa più pressante
e neppure l’attesa raffredda il rovente,
sovente l’errore diviene padrone
carpendo l’ambire, facendolo proprio.

il laccio si serra, il fine tramonta
dietro colline di scuse ed appigli,
dove, la falce, è la cura del grano,
dove, la mano, è una fonte di fati.

Fardelli ribelli si cedono al forse,
le ataviche morse divengono incerte,
le aperte ganasce, arretrano il ruolo
lasciando, sul suolo, bisacce afflosciate.

Certo, son cento, mille i pretesti
che restano, resti, in eterno languire;
non serve giurare, al tempo tiranno;
le fosse, si fanno ogni giorno più ingorde.

Così, la tua meta, si scopre deviata,
si ferma, rifiata, contempla d’intorno;
poi scorge l’inverno che avanza spietato:
“Ormai mi ha raggiunto. E’ fiato sprecato.”

Come dighe di fumo, sul fiume vitale,
pretesti.

Flavio Zago

Passeggiata

Passeggio nei boschi tra le selve
verso il pendìo dei monti
guardo picchi e nubi
i miei fardelli di giunchi
i miei soli spirati da ogni minuto
sono senza pietà

Canto e mi pongo
in-cedo il passo
carezzevole al vento.

Rinuncio alla mia pelle
alle crepe sui muri, ai semioscuri
ai piccoli fori dei dubbi
traino l’ emisfero
a cresta alta anche oggi
mi lascio intatta.

Aurelia Tieghi

Ho visto


Ho visto campi di grani
sfarsi in chicchi di bronzo
al trasalir dell’igneo tramonto.
Ho visto fardelli di sacro dolore
affastellati su nude spalle
spargersi al vento.
Ho visto nubi plumbee
spiovere acqua pesante
come rabbia lucente.
Ho visto…Ho visto…
Quante cose ho visto
ma ancora non ho visto
la terra partorire
gemme di duratura pace.
Non ho visto pascere
insieme lupi e agnelli
senza finire a miseri brandelli.

Roberta Bagnoli

Published in: on luglio 12, 2010 at 07:05  Comments (12)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,