Nel bosco sospeso

 
Nel bosco sospeso nel tempo fantastico
rimane dolce, amorevole idea
legata al ramo gentile
per grazia d’un tenero picciolo
d’anima fragile
che al primo soffio di vento audace
rimarrà indifesa
costretta alla resa.
Rideranno dispettosi i folletti
le fate intoneranno canto felice
l’unicorno tornerà prodigioso a calpestare
felci argentate di terra rigogliosa
e tu magia dun sogno d’amore,
tornato dalle braccia del cielo meraviglioso,
risuonerai come dolce tamburo
nel mio cuore vibrato e pizzicato
da mille violini baciati
da labbra di stelle soffuse.

Roberta Bagnoli

Buona notte

 
Dolce sarà la notte
dolce tra le tue braccia
dolce nel tuo respiro.
.
Ti porterà in un sogno,
sogni fino al risveglio.
Magiche fate ed elfi
notte proteggeranno.
.
Mano nella tua mano
bocca sopra tua bocca
guardo per rimirarti.
 
E spunterà poi l’alba
d’un grato nuovo giorno
che  a te verrà cantando
serenità donando.

Piero Colonna Romano

Published in: on maggio 4, 2012 at 07:31  Comments (9)  
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Si piegano al vento…

Si piegano al vento i rami degli alberi
resi pesanti dal gelo della notte,
mentre esili mani sciolgono i nodi del tempo
e smemorate fate volteggiano
tra sogni racchiusi in perle di cristallo. 
 
Indossato come cappotto sdrucito,
il cuore pulsa prigioniero in una gabbia
con sbarre arrugginite dalle lacrime,
nell’impossibilità di aggrapparsi
ad un cielo senza appigli,
 
e fragili steli di fiori di carta
si aggrovigliano a formare riparo
al saccheggio delle emozioni 
perpetrato da ombre silenziose
col sapore amaro della solitudine.
Patrizia Mezzogori

A te che stai nascendo…

 
…in questo mondo di favole smarrite
quale ninna nanna ti potrà salvare
dal rumore di un odio che stride
con l’amore che ti sarà tepida culla?
In questo  mondo senza poesia   
dove non necessita la fiaba
per raccontare di famelici lupi
che divorano i deboli indifesi.
La cattiveria ora a te ignota
elude l’amore per il fratello                                 
Crescendo sarai disorientato
da un azzurro tingersi di sangue
e non saranno le fate a sopperire
al tuo giusto sdegno per l’orrore.
Io ti vorrei salvare dall’insorgere
di brama a rivendicar giustizia.
Riempi presto l’anima e la mente
di solo due parole
che sono dei miracoli la genesi:
perdono e amore.
Non ti chiedere perché: ama!
Non chiederti se è giusto: perdona!
Altra via da percorrere non c’è
affinché il tuo respiro sia di pace
che non si conquista con la spada
ma solo rivestendosi dei panni
di chi odiar vorresti e capirai che
è l’amore che nel mondo manca
e perdonando te ne arricchirai.

Elide Colombo

Ndr: questa poesia ha ottenuto il 3° posto assoluto in classifica, per le poesie inedite, nel concorso letterario “L’integrazione culturale per un mondo migliore” indetto dalla CEAC- Centro Ecuadoriano di Cultura in Milano-

Ricordi d’ufficio

Architetto del comfort
dimoro in scatoloni pieni di parole
in forma intelligente da design
in ascensore
sono home e sono office
arredo i danni da spessori nevrastenici
illumino gli angoli riposti nello sporco
painting su disegni scancellati…ops, cancellati dalle directory mnemoniche
mani di fate che colorano le frasi scritte sulla luna alla parete
cammino sulla moquette e furbo m’attutisco il mio dolore
isolo il rumore dal sonoro e col fumo writer nel futuro
scolpisco muri che non dividono le sedie dalla luce
poi alla fine io architetto delle magie fatte nell’aria senza finestra
coi lasciti passati non pagati per inscatolare al sole spento della stanza
progetti conti fatti bilanci computerizzati amori strapazzati
in sede arriverò in mini short.

Enrico Tartagni

Quante storie

Quante storie
ho da raccontarti
piccola
del salice piangente
che raccoglie passeri
le notti tiepide di Giugno
della tortora Billa
che entra in cucina
e spazza briciole
e malinconia
del ranocchio grasso
e pomposo là
nello stagno
che sembra principe
a ben guardare
del mirto profumato
che strappa lacrime
mentre cuoce il porceddu
del monte di Portofino
intatto e sano
che bacia il mare
e sorride
delle casette di fate
di Camogli
color di cielo e sabbia
e di stradine tra i rovi
dove giocare a prendersi
con le trecce al vento
di…..
piccola
ora te le racconto
in abito da clown
domani avrò davvero
le guance rosate
non più dipinte.

Tinti Baldini

M’è presa

una voglia di aurora
quella carezza di pesca
vestita di bianco
che aspetta
la nascita del nuovo
e guarda
dolce
la notte
lasciando scia
di fate.

Tinti Baldini

Published in: on agosto 26, 2010 at 07:00  Comments (9)  
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Andrò a ballare questa sera


Andrò a ballare questa sera,
a farmi un po’ di giri in pista,
a coglier note dentro le ossa
e conservarle, dopo, per l’inerzia.
Con una dama farò dei passi
– non voglio finte fate del 2000 –
mi accosterò alla sua nuca
e sentirò un brivido di pace.
Sarò alla fine un po’ sudato
ma non importa, ci si asciuga.
A quasi vita poi mi rivolgerò
per dir che un’ora le ho rubato,
che mai capace essa diventerà
di farmi schiavo dei non sensi.

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 9, 2010 at 07:12  Comments (6)  
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