Febbraio

 
 
Così chiaro oggi il sole
dalla finestra  attraversa la stanza
fino all’uscio di casa, e ne sento il calore
eppure la neve, a dune riposa fuori
il sole dolce la scioglie
in rivoli d’arcobaleno
mentre la luce mi scalda l’anima
ascolto il gocciare delle grondaie
è febbraio che si scrolla piano.

Rosy Giglio

Published in: on febbraio 29, 2012 at 07:22  Comments (18)  
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Gatti innamorati

Miagolano i gatti
amore al vento
sotto gli alberi e sulle terrazze.
Una musica straziante e lamentosa
si diffonde nell’aria
luminosa e fredda di Febbraio.
Non abbaiano i cani
quasi spauriti
dai pianti amorosi
degli ancestrali nemici,
e sono in ascolto
meno nervosi e più mansueti,
anche se passa uno sconosciuto.
Intanto indaffarata prosegue
la vita dell’uomo:
rumori di macchine,
canzoni alla radio,
un bambino che piange,
porte che sbattono.

Ora tacciono i gatti innamorati.
Al crepuscolo si risveglierà
l’istinto primordiale della vita
e i lamenti si faranno più alti.
Sarà la notte pietosa
a chiudere il loro concerto.

Nino Silenzi

Storia di dodici mesi

Dice gennaio: chiudete quell’ uscio!
Dice febbraio: io sto nel mio guscio!
Marzo apre un occhio e inventa i colori
Aprile copre ogni prato di fiori.
Maggio ti porge la rosa più bella
Giugno ha in pugno una spiga e una stella.
Luglio si beve il ruscello in un fiato
Sonnecchia agosto all’ombra sdraiato.
Settembre morde le uve violette
Più saggio ottobre nel tino le mette.
Novembre fa di ogni sterpo fascina
Dicembre verso il Presepe cammina.

Sandro Sermenghi

Ancora apprestando la cena

Ancora apprestando la cena
parliamo delle cose di ieri.
Sai, come sciarpa tiepida
ho avvolto intorno al collo la pena
stranamente godendola.
Mi racconti i tuoi amori
quelli di oggi e quelli
che domani attendi,
l’amore grande che presto
venga a donarti
un lunghissimo tempo.
T’ascolto senza gridare
perché io devo capire
che un nuovo sole ti scalda:
io chiedo un silenzio
spalancato d’anima.
(Comprerò anemoni scuri
e gialla mimosa
per la mia stanza d’ombra).
Eravamo la goccia che chiude il mondo
e l’incauta felicità
la nota che s’alza dal flauto
e penetra il cielo. Tu vai
in questo febbraio di vento,
poi apprestando la cena
parliamo delle cose di ieri.

ELIO PECORA

Fevràr

Sensa fuèjs a era l’aria,
sgivìns, ledris, moràrs…
Si jodèvin lontàns
i borcs sot i mons clars.

Strac di zujà ta l’erba,
in tai dis di Fevràr,
i mi sintavi cà, bagnàt
dal zèil de l’aria verda.

I soj tornàt di estàt.
E, in miès da la ciampagna,
se misteri di fuèjs!
e àins ch’a son passàs!

Adès, eco Fevràr,
sgivìns, ledris, moràrs…
Mi sinti cà ta l’erba,
i àins son passàs par nuja.

§

FEBBRAIO

Senza foglie era l’aria,

canali pianelli, gelsi.

Si vedevano lontani

i borghi sotto i chiari monti.

Stanco di giocare, sull’erba,

nei giorni di Febbraio,

mi sedevo qui, bagnato

dal gelo dell’aria verde.

Sono tornato d’estate.

E in mezzo alla campagna,

che mistero di foglie!

e quanti anni sono passati!

Adesso, ecco Febbraio,

canali pianelli, gelsi…

Mi siedo qui sull’erba,

gli anni sono passati per nulla.

PIER PAOLO PASOLINI (da “La meglio gioventù”)