Nel bosco sospeso

 
Nel bosco sospeso nel tempo fantastico
rimane dolce, amorevole idea
legata al ramo gentile
per grazia d’un tenero picciolo
d’anima fragile
che al primo soffio di vento audace
rimarrà indifesa
costretta alla resa.
Rideranno dispettosi i folletti
le fate intoneranno canto felice
l’unicorno tornerà prodigioso a calpestare
felci argentate di terra rigogliosa
e tu magia dun sogno d’amore,
tornato dalle braccia del cielo meraviglioso,
risuonerai come dolce tamburo
nel mio cuore vibrato e pizzicato
da mille violini baciati
da labbra di stelle soffuse.

Roberta Bagnoli

Labirinti usurati

Ci rapimmo ai margini del bosco
tra pezzi di cielo, felci avvolgenti
e tronchi caduti.
Una fuga improvvisa
tra sentieri immaginati,
fragole rosse e cespugli di more.
Lontano, ruggiva il mondo
di suoni stonati, gesti sfiancati,
labirinti usurati
da rettilinei senza perché.

Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 27, 2012 at 06:54  Comments (4)  
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Vive l’anima

.
nelle strade sterrate
sui cigli
dove l’erba s’intreccia
tra sterpi e fiori.
Respira
nella quercia
che d’autunno
ha le fronde.
S’adorna
di foglie rosse
perline di pioggia.
Nel bosco
risale
tra umide felci
e bacche lucenti.
Sul monte
si posa
alla Luna
trascende.
.
Graziella Cappelli
Published in: on maggio 4, 2012 at 07:36  Comments (9)  
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Venti di me

 
 
Venti di me!!
Venti pargoli e di spade,
alzatevi sul miraggio,
portatemi fino alla pelle
del respiro.
.
Ho solo un cestino
di questi petali assenti,
solo un miglio
che sa cantarne il volo
e ne conosce le virgole.
.
Mi spettino volentieri
se il sole è forte,
chissà se la carezza
mi verrà a mondare
e mi chiamerà grano !!
.
Venti di me, venti di vespro
e giunchi chini
e felci maestrali
sulla terra nera.
Portatemi alla mano
i brividi scartati
dalla noia.
Ne farò profili
che solo i ciechi
guardano.

Stefano Lovecchio

Notturno amalfitano

 
Luna ruffiana dell’ultima sera
che in mille schegge argentee sull’acqua
sei dolce culla a barche addormentate.
Ora mi appare questa primavera
stupendamente bella,  se   ripenso
a questi luoghi, alle gioie provate.
Liquida azzurrità, che va   sfumando
all’orizzonte….e si perde nel cielo,
dove l’anima vinta ……si confonde!
Infrattati sentieri, col pensiero,
io ripercorro, e borghi assolati
tra il respiro di felci e verdi fronde;
e su vetuste, frastagliate rupi
ove odorano il mirto e il rosmarino
e scarabeo trascina il suo lavoro;
sgombro la mente dai pensieri cupi.
Ancora giù per bianche scalinate
tra il giallo profumato dei limoni,
finchè il sordo fragore del torrente
mi dà ristoro tra spume ghiacciate.
Violando il sonno delle antiche ville
fantastico di fasti e di esistenze,
gli occhi socchiusi a trattenere il sogno
tra il viola intenso delle b0uganville.

Viviana Santandrea

Il percorso

Il bosco accoglie
abbracciando i sensi
essenze di resina e mugo
felci rigogliose
e muschio che ricopre le rocce
bassi licheni emergono
a cercare la luce
improvviso scrosciare di acque
imponente cascata
come pioggia impetuosa
si getta dall’alto
riemerge da rocce
spruzzando nell’aria
ricade, scivola
e ancora s’imbatte
nella ruvida roccia
risale, riscende
si getta, salta nel vuoto
colmando il silenzio
del mondo

Maristella Angeli

Published in: on giugno 4, 2011 at 07:11  Comments (18)  
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Respirare l’azzurro

Canzone
lungo un sentiero
di farfalle
diffondersi di note
profumate d’erbe.

Risveglio nel bosco
ricami in controluce.

Cascatelle tra felci
incresparsi di pensieri
in fiore viola.

Respirare l’azzurro
e posarsi
sulle ali di un falco
nel vento.

Graziella Cappelli

Giro inesauribile di vita

Fresca e cristallina
è la sorgente,
nasce improvvisa
zampilla tra i sassi e
cattura i raggi del sole.
Gioiosa spumeggia
salta e scende,
si allarga e prende forma.
Corre, senza sosta
lungo i pendii
di rocce antiche e levigate.
Bagna rovi e cespugli,
si insinua nel muschio
odoroso di foglie,
schiamazza e trasparente
si riposa in pozze ombrose
di larici ed abeti.
Bacche si affacciano
negli specchi d’aghi galleggianti,
inquieta scroscia
tra le rupi assolate.
Sembra arrivata. E’ presto.
Così si increspa e indugia
tra le felci, incantata, guarda
corolle di giunchiglie, prende
foglie e monete di sassi,
maestosa si trascina sotto i ponti.
Ride del suo fragore,
nuvole nebulizzate intorno.
Canta nello spettacolo
senza sipario,
attira battiti d’ali,
stupisce ancora
occhi d’animali furtivi.
Poi stanca si placa,
sonnolenta si snoda
e si allunga alla pianura.
Solitaria e silenziosa aspetta,
compagna del cielo aperto.
Si affacciano casolari,
cipressi sentinella,
il vento l’accarezza
e la incoraggia nel suo
giro inesauribile di vita.

Graziella Cappelli