Non potrai

Non potrai chiudermi in un angolo,
scacciarmi dal tuo esistere e andare
da sola per quella strada che finisce
nella nebbia dell’ignoto eterno domani
Non potrai prendere di me i gesti,
le parole, i sorrisi, il sudato corpo che
al tuo si unì tra silenzi e grida d’amore
in una stanza sul mare dove il tempo
era eternità e noi frammenti di universo.
Non potrai, amore mio, non potrai di me
giocarti fuggendo dai giorni inventati
da noi per sfidare la vita che restava,
la gente che di noi l’amore invidiava.
Se fu per amore lo stringersi le mani
che disperate nell’altre amore cercavano,
sarà per amore l’ultima stretta quando
di te la mano dalla mia scivolerà stanca
di una vita lastricata di dolori e offese.
Non potrai amore mio negarmi il diritto
di baciare i tuoi occhi socchiusi, parlarti
di noi e della nostra povera felicità rubata
mentre lentamente scivoli nell’oblio
e nel faticoso ricordo sorriderai di noi.
Se tuo fu il diritto di essere amata,
mio fu quello di prendere tutto di te,
anche il dolore che mi regalerai quando
il nostro tempo sarà un pendolo fermo,
un ora, una data nel calendario del cuore.
In quella stanza sul mare qualcuno
sentirà i nostri sussurri, i nostri gemiti
e sarà ancora amore tra noi perché
non ti lascerò andar via da sola, perché
sarà ancora mio quell’amore dal quale
scacciarmi vorresti.

Claudio Pompi

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Risposte

 
La mia felicità
non ha forma finita
non può trovarsi
all’angolo del mondo
non esiste
come oggetto
che plachi il desiderio
una volta per tutte.
La mia unicità
è nel sapere
di essere uguale
a molti
senza pretese di superiorità
a correre in quel fiume
a volte impetuoso
a volte lento
che porta tutti
verso il mare dei più.

Gian Luca Sechi

Published in: on luglio 1, 2012 at 06:50  Comments (3)  
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E’ caduta la linea

 
 
 
Pronto? Paolo?
     Sì, pronto, chi parla?
Prova a indovinare chi sono.
     Mah, non saprei, la voce sembra bella..
Sono Flora..
     Flora? Ma pensa.. Come stai?
Sto bene, mi son sposata.
     Io ancora no..Ti ho pensato tanto..
Sì, ho sposato un operaio della Fiat.
     Bene. Sono contento, ti vuol bene, sei felice?
Abbiamo un figlio, e l’ho chiamato Paolo.
     Ma come? Come me? Perché?
Forse ti volevo ancora bene, ma eri troppo geloso..
     Non dire sciocchezze, tu eri troppo allegra.
Ora sto bene, Carlo mi vuol bene.
     Allora auguri di felicità, bacia per me il bambino…
Mi suonano alla porta, devo andare..
     Aspetta, senti, ascolta…  ancora un poco…
Pronto, pronto… è caduta la linea.
.
Paolo Santangelo
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Published in: on giugno 11, 2012 at 06:57  Comments (22)  
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Mia

Un sogno forte
e tra le mani solo polvere
rincorsa assurda d’una felicità
nei prati colorati di rosso.
Profumo d’oblio
devasta il cuore
la mente è nebbia
nelle sere stanche di pioggia.
Vene azzurre di mare
è onda che torna
questo battito anomalo
le braccia intorno
ad abbracciare me stessa
il mio corpo l’anima
un puzzle da rimettere insieme
per sentire che sono mia.

astrofelia franca donà

Anima in Ellade

 
 
Pensieri vaghi, immagini perdute
cavalcano le ombre dell’insonnia,
rimbalzano nei gorghi della mente
memorie come aghi, a rintuzzarmi il sonno.
Le partenze…….. i ritorni………….
Sospesa la tua mano, di là dal vetro
simulando un saluto…
era un addio!
 
Felicità! …..Ma c’è?
Io ne ho intravisto il lampo,
poi subitaneo il buio
per pupille accecate
più scuro, ineluttabile.
Dimmi: – Tu l’hai trovata?
E quel limpido sguardo di  cerbiatto
non l’ha sfocato il tempo?
Pare immutato agli occhi del cuore!
 
Se un dì l’anima inquieta
libera ormai dagli aggravi terreni
andrà a posarsi in Ellade
potrà bearsi ancor di quel sorriso.

Viviana Santandrea

A quelli che mi hanno chiesto

e anch’io vorrei sapere
e anch’io vorrei trovare
ma non si può
né comprare
né farsela prestare

allora guardo fra la gente
ma quella effimera
non serve a niente

che sia?

In una lacrima che scende
o la mano che si tende
a chi nel cuor s’arrende
o in parole
che non diciamo
o nel consiglio
che non accettiamo
in un ricordo liso
o in un semplice sorriso
nella luna con le stelle
o in un brivido a fil di pelle

ma anch’io non so dove sta
ma cerco ancora la felicità

Pierluigi Ciolini

Published in: on Mag 26, 2012 at 06:50  Comments (7)  
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El pueblo unido

El pueblo unido jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido!
De pie, cantar que vamos a triunfar.
Avanzan ya banderas de unidad,
y tu vendrás marchando junto a mí
y así verás tu canto y tu bandera
al florecer la luz de un rojo amanecer
anuncia ya la vida que vendrá.

De pie, marciar,
que el pueblo va a triunfar.
Será mejor la vida que vendrá
a conquistar nuestra felicidad
y en un clamor mil voces de combate
se alzarán, dirán,
canción de libertad,
con decisión la patria vencerá.

Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando: ¡Adelante!
El pueblo unido jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido!

La patria está forjando la unidad.
De norte a sur se movilizará,
desde el salar ardiente y mineral
al bosque austral,
unidos en la lucha y el trabajo irán
la patria cubrirán.
Su paso ya anuncia el porvenir.

De pie cantar que el pueblo va a triunfar
millones ya imponen la verdad.
De acero son, ardiente batallón.
Sus manos van, llevando la justicia
y la razón, mujer,
con fuego y con valor,
ya estas aquí junto al trabajador.

Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando: ¡Adelante!
El pueblo unido jamás será vencido,
El pueblo unido jamás será vencido!

§

Il popolo unito, non sarà mai vinto
Il popolo unito, non sarà mai vinto

In piedi, cantare
che trionferemo.
Già avanzano
Bandiere di unità.
E tu verrai
camminando con me
e così vedrai
prosperare il tuo canto e la tua bandiera.
La luce
di un tramonto rosso
già annuncia
la vita che verrà.

In piedi, combattere
il popolo trionferà.
Sarà migliore
la vita che verrà
a conquistare
la nostra felicità
e in un lamento
mille voci di lotta si alzeranno,
diranno
canzone di libertà,
con decisione
la patria vincerà

E ora il popolo
che si alza nella lotta
con voce da gigante
urlando: avanti!

Il popolo unito, non sarà mai vinto
Il popolo unito, non sarà mai vinto

La patria sta
forgiando l’unità
da nord a sud
si muoverà
dal salare
ardente e minerale
al bosco australe
uniti nella lotta e nel lavoro
andranno,
percorreranno la patria
il loro passo già
annuncia il futuro.

In piedi, cantare
il popolo trionferà.
A milioni
impongono la verità,
sono uno squadrone
di acciaio ardente,
le loro mani
porteranno la giustizia e la ragione
Donna,
con fuoco e con valore,
sei qui
insieme al lavoratore.

E ora il popolo
che si alza nella lotta
con voce da gigante
urlando: avanti!

Il popolo unito, non sarà mai vinto
Il popolo unito, non sarà mai vinto

SERGIO ORTEGA ALVARADO

Felicità della sera

 
Felicità, non so ancora vederti.
E vengo a parlarti, ad ogni sera,
quando chiusa la porta
quel che mi resta in casa
tace, nell’ombra della cena.
E quel che ho, quel che ho tenuto del giorno,
resta legato in me.
Ed ho ancora speranza, senza più la fatica,
senza alcuna stanchezza.
.
Forse non ti guardo gli occhi, ma tu,
vedi i miei, riparati alla notte.
.
Può darsi quel giorno
mi sia ancora sospeso
ma tu, con il tuo nome semplice,
guàrdati  intorno, e guardami.
Senti il mio sacrificio, la mia sevizia d’agnello
che accetto, nel nome di Colui in cui credo
e di lei, che respira in me.
.
Lasciati accadere, nell’improvviso.
E quando verrai, fai un fischio.
.
Forse non so trovarti
e se tu ora non sei, non importa:
è  una sera, ed è tutta una vita.
.
Non so ancora vederti,
ma giuro
che non ho più tormenti.

Antonio Blunda

Miraggio

Afferrami la mano
e trascinami per le strade
del mondo
dove è ancora possibile
cogliere tenui tremori di pelle,
brividi gioiosi di felicità
racchiusi in fragili conchiglie
di argilla ricamati sulla rena
d’una spiaggia solitaria.

Ascolta con me
il mare che sussurra sui sassi
o urla tra gli scogli
parole d’amore
che solo tu ed io comprendiamo.

Fatti accarezzare dall’acqua
della risacca
che scivola sul tuo corpo
abbandonato su una roccia
baciata dal sole.

Ripetimi per un attimo
le parole d’un tempo
spogliate dal peso degli anni
ch’io ritrovi la mia primavera
e possa ancora guardarti negli occhi
mentre mi sorridi
e m’allunghi un sorriso.

Salvatore Armando Santoro

Incontrare l’amor tra giochi e risa

 
In una gioia spumeggiante come
sprizzo: non conoscesti che amore,
la più divina e tremenda delle
nostre tristezze, ché la felicità
più completa sgorga da un apogèo
di sofferenza.
.
Lenta nel cammino, Tu andasti oltre ..
e di Te non vidi più che penombra,
crescere a dismisura sul deserto.
Mentre l’ultimo sole a te spariva:
Tu partivi per sempre. Dato ho tutte,
intiere le spighe.
.
Del mio campo, le più care ricchezze:
incontrare l’Amor tra giochi e risa.
Al lume delle stelle, spigolo il  resto
che hai lasciato per me, non hai raccolto
nel mio povero sito, abbandonate
cadùche dietro Te.
Paolo Santangelo