Se mi allungassi per ogni desiderio

il mio corpo
sottile e leggero
arriverebbe persino a toccare le stelle
e per ogni stella accarezzata
una speranza accolta.
così via, fino al prossimo desiderio
la prossima fermata.
questa è la storia
del nostro allungamento
nella notte stellata
l’amore è un mezzo potente
l’amore ci salva
se c’è bontà nei nostri cuori
la natura si fida.
in dono due piccoli occhi
la civetta ora è salva!
camminiamo ancora insieme
guardando le nostre mani…
non sono più vuote.

Michela Turchi

Published in: on luglio 8, 2012 at 07:25  Comments (8)  
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La vita grama

E dopo fumi, in qua dalla pioggia
un po’ nascosta.
Come aspettassi il giorno migliore per bussare
e chiedermi il futuro, come si suona un piatto
con la forchetta unta del tempo.
È un organetto
come di quelli visti la volta alla fermata:
un cagnolino, e un uomo
col suo vestito solo
senza serate a perdere, o amori da schiattare.
È un organetto il letto nel buio
e dopo fumi.
E dopo un altro colpo di tosse hai un anno in meno.
E una soddisfazione alle gambe
che non dici.

Massimo Botturi

Trasferimenti paradigmatici

Un momento in fondo
è un po’ d’eternità resa presente
il dire mentre dire è già passato
un fibrillare ammutolito
sulla costa di un giorno
sono le alesature a vene cave
il battito incostante dell’attesa
mentre
dormo di tutto il mondo che mi culla

alla fermata della mezzanotte
là dove si scolora ogni parvenza
resto muta nei limiti del corpo
e so soltanto che
vorrei sparire.

Cristina Bove

Merlo e Merlino

Il mio amico merlo
per me lo stesso
immortale da sempre
si specchia
nella pozza
sotto il melo
sguazza e chiama
a raccolta
cinciallegra e
rossetto
e l’aria si fa
un chiacchiericcio amico dove
la mia voce suona
note di vento.
Ecco la magia
di merlo Merlino
farmi sentire
parte
bella e pulita.

Poi viene l’ombra
e i suoni nell’aria
sono
storpi
stridenti
sono quelli umani
di rabbia e paura.

Merlino
fammi volare
perdere nel viaggio
occhi di brace
e afferrare
pace.

Tinti Baldini

Così poco…così tanto…

Dei giorni che si snodano
intorno ai propri passi
facoltativa
una fermata nell’irrequietezza
il vento a scarmigliare ultime rose
solo resta
(reale più di un essere concreto)
un racconto di suoni a voce fioca
e ci si ride
ma sul finire della mia stagione
anche un petalo basta
a ricevere un fiore per intero.

Cristina Bove
Published in: on marzo 12, 2010 at 07:22  Comments (7)  
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