Poesia

 
Ecco come mi vedo
spettare piccione
viaggiatore
aspettare la tortora e
il marito
aspettare le fusa
di una piccola riccia
e festosa
aspettare parole dal vento
soffi di pace dal cielo
baci di gente in fermento
mani di donne allargate
braccia di uomini forti
zattera in mare in attesa.
 
Sei tu poesia.
.
Tinti Baldini
Published in: on maggio 29, 2012 at 07:15  Comments (14)  
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Fermento

Insorge il rischio
chiedendo tumultuare
d’impeto inondare
mente e corpo.
Giova al sonno
da tempo squassato
confortevole guanciale
che almeno doni
a chi stregato chiede
il cauto riposo
del proprio respiro.

Daniela Procida

Published in: on gennaio 22, 2012 at 07:42  Comments (3)  
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Insostenibilità assistita

 
Dalle unghie mi scorrono
fili spinati non riavvolgibili
da urti remoti di piccoli passati
.
lo smalto è un focolaio inavvertibile
su coprenti pienezze di muffa
per inerzia alla debolezza
.
il mestiere del respiro
rattoppa altri rumori
come fermento coprente
.
(… perdo…)
.
la sostanziale tragedia
tra filamenti di rughe si urla
ad adrenalinico incazzo
.
per sommosse scommesse
tra un me ed io rispolverato
in determinata accoglienza
.
un vivere acquietato
(perdente)
nell’accettazione
d’uno zero agonizzante.

Glò

Nell’animo

Nell’animo
di chi resta
di chi viaggia
di chi sogna
di chi non c’è
di chi non spera
di chi s’aggrappa
di chi non si rassegna
di chi crede

rinasce un fermento
in un’alba invernale
che forte richiama
lo sguardo
di chi, incantato
ferma il sentimento

Maristella Angeli

Published in: on maggio 6, 2011 at 07:12  Comments (8)  
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Impalcature

Non so se è tutto un gioco
se non avrà importanza la morale
delle piccole cose
né se darà fiato a trombe
e clangore a trafiggere
impalcature insonni

Quello che adesso è persuasione
coraggio o naturale smarrimento
se non saprò riunificare
il caldo e il freddo
chi sarò mai? Un pensiero
una vibrissa al minimo fermento?..

con movenze di gatto ammaestrato
ora vorrei dimenticare il mondo
essere un punto adatto al gusto e al tatto
un tatuaggio di labbra
un brivido guizzante sotto pelle
e spogliata di me
lambire il suolo.

Invece smisurata
la mia sete di nuvole mi porta
sempre più vuota e sempre più distante
ai confini di me
che sto perdendo.

Cristina Bove

L’odor di penna

E’ quando ne sento
la mancanza
che cerco tratti sperduti
anche nel nasconderlo a me stessa
naufragandomi
in cerca d’ossimori

spostandomi nel domani
per una caccia al tesoro
dove la mia mappa mentale
perpetra sconfinate cifre illogiche
in assetto baritonale

lungo sospiro bramato
l’esistenza di questi punti
e virgole non presenti
(ma veggenti)
da questi disegni di parole
appena-appena traslocate
dalla primaverile sostanza
in essere di corsa del mio
momentaneo fermarmi
in fermento.

Glò