Il fantasma del parco “La Tesoriera”

 
Una vecchia cappella sconsacrata
venne alla luce
nel parco di Torino: senza entrata.
Era murata.
Dentro le ossa, con capelli biondi.  
.
D’Irene si scoprì una sedicenne
soave, in rito
del demonio: delle mani assassine
forse una sètta,
che l’immolò su quel perverso altare.  
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Ora si senton nella notte strani
strusciar di ferri,
la fecero morir di sete e fame.
Potente entità
non trova ancora pace nell’Eterno…  
.
S’immobilizza il cane del custode
di quella villa,
chiamata  Tesoriera, in una stanza
vento di gelo,
in un’Estate torridassolata.  
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Trova alfine pace, vergin fanciulla,
fiore di stella,
che incessante vendetta ancor ti move,
non rivelarti
più ai tuoi Pievani: cessa l’azione.  
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Nel nome del Signore, che ti vide
morir di stenti.
Gli assassini son stati trucidati,
dalla giustizia
popolana, ed il demonio sconfitto.  
.
Anche stavolta.

Paolo Santangelo

Occhi curiosi di bambino

Occhi curiosi di bambino
tutti presi ad osservare
un vecchio ciabattino
che batte, batte
su una vecchia scarpa.
Occhi pensosi di bambino
intenti a curiosar
su quel panchetto
pieno di chiodi, ferri,
pinze, lucidi e trincetto,
che, con lieve tremore
e con indifferenza,
con una manina bianca,
toccate una tenaglia,
sfiorate un tronchesino.
Ed io vi invidio, oggi,
occhi pensosi,
occhi furtivi,
occhi lontani,
occhi curiosi di bambino,
tutti intenti ad osservare
un ciabattino.

Salvatore Armando Santoro