Assurda vela

 
Assurda vela.
E dietro c’è il mare…
Lontana
ben al di la
…cancello l’orizzonte
lo sposto…
lontano tanto dalle onde
e invisibile alle stelle
che ne illuminano il quadro
visualizzo
sfiorando l’aria dei pensieri
la mia sponda.
In una fessura di luce
limite allo sguardo
ferma agli occhi
che la scrutano dolenti
sfila
stesa di vento
la vela corsara
passaggio in altomare
in ogni giorno
e non ha senso
senza le emozioni.
Dopo ogni spiro di vento
rinforzo la vela.

Enrico Tartagni

Se devo vivere senza di te

SI HE DE VIVIR SIN TI

Si he de vivir sin ti, que sea duro y cruento
la sopa fría, los zapatos rotos, o que en mitad de la opulencia
se alce la rama seca de la tos, ladrándome
tu nombre deformado, las vocales de la espuma, y en los dedos
se me peguen las sábanas, y nada me dé paz.
No aprenderé por eso a quererte mejor
pero desalojado de la felicidad
sabré cuanta me dabas con solamente a veces estar cerca.
Esto creo entenderlo, pero me engaño:
hará falta la escarcha del dintel
para que el guarecido en el portal comprenda
la luz del comedor, los manteles de leche, y el aroma
del pan que pasa su morena mano por la hendija.
Tan lejos ya de ti
como un ojo del otro,
de esta asumida adversidad
nacerá la mirada que por fin te merezca…

 §

Se devo vivere senza di te, che sia duro e cruento,

la minestra fredda, le scarpe rotte, o che a metà dell’opulenza

si alzi il secco ramo della tosse, che latra

il tuo nome deformato, le vocali di spuma, e nelle dita

mi si incollino le lenzuola, e niente mi dia pace.

Non imparerò per questo a meglio amarti,

però sloggiato dalla felicità

saprò quanta me ne davi a volte soltanto standomi nei pressi.

Questo voglio capirlo, ma mi inganno:

sarà necessaria la brina dell’architrave

perché colui che si ripari sotto il portale comprenda

la luce della sala da pranzo, le tovaglie di latte, e l’aroma

dl pane che passa la sua mano bruna per la fessura.

Tanto lontano ormai da te

come un occhio dall’altro,

da questa avversità che assumo nascerà adesso

lo sguardo che alla fine ti meriti.

JULIO CORTÀZAR

Toccare

Lungata
alle colonne del buio, mani avanti
per sospettare il pozzo dell’acqua
e unire il viso, al tiepido conforto
di chi ti vuole bene.
Di chi ora mette il segno sui sogni,
altro da fare,
altri merletti e pizzi
cotoni delicati.

Toccare.
Come si fa col grano
e il diritto dell’amore.

Con quell’inchiostro dolce
che viene dal mio ieri,
le pagine tue aperte
lasciate controvento.
Come un messaggio uscito dalla bottiglia,
il fiore,
venuto alla fessura
di due piastrelle mute.

Massimo Botturi

Repliche

Quel dolce matrimonio
tra nudità e penombra,
io lo rinnovo tutte le sere
che tu vieni
a prepararti come le volte in riva al fiume.

Il piede, primo suono nell’acqua
il seno duro
pomelle rosse prima di colta;
e poi la seta
che inciampa dove il brivido
ti scheggia la fessura.

Massimo Botturi

Published in: on marzo 4, 2010 at 07:24  Comments (6)  
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Trieste in vento

A vele spiegate ti giungo
a rotta di collo
e cuore spompato
le vene in subbuglio
e bisbiglio di nervi intrecciati

ti fiondo le labbra serrate
a spicchio di luna
svestita
con trama di maga
imbastisco la rete
che pesca bagliori di notte
scaduta.

–  S c a n d i s c i m i   i l   t e m p o   r i m a s t o  –

Mi hai tra le gambe
in giostra di bimba
che afferra il suo premio
a sorpresa
avvolta in braccia di bora
mi scarti in fessura
spiata dal posto comandi
e scrivi sull’acqua le notti
di Liga

*non è tempo per noi
piccola stella senza cielo*

( e si perdono parole )

Trieste un po’ puttana sei
ti svendi in poesia e dintorni
al limite i pensieri
più a nord
stella che accendi e spegni
hai spalmato sogni
pane burro e afflati
e poi ___________

giralo il vento in poppa!

Beatrice Zanini

Published in: on febbraio 6, 2010 at 07:40  Comments (3)  
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