Campane

 
A festa
Rintocco felice
E nell’aria il suono
D’ali di Angeli
Ancora in volo.
.
A lutto
Come battito
Duro del cuore
Ché  non si ritorna mai
Dal funerale
Di chi si è amato e perso
Caduto dalla vita
In nuova Luce.

Maria Attanasio

Published in: on gennaio 26, 2012 at 06:58  Comments (12)  
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Gemme

Ti dico della volpe, con la sua coda rossa
la strada con un cenno indicata
la salvezza.
La sua eleganza è la gioventù che avevo
i cani il letto triste del tanto non amore.

Ti dico della lontra che scivola, di pietra
nel fiume nome semplice e povero
il suo peso
corredo di un istante sognato
un guizzo antico
simile a quello che insieme facevamo
io ed il mio corpo serpe di luna.

Dico l’erba, il mais novello per le poiane
e quelle gemme
capezzoli immaturi di un latte passeggero.
Ti dico le ho succhiate per tutto il tempo giusto
ne ho ancora qualche festa annunciata per la bocca.
Insieme a tenerezze vicine agli occhi
e in fronte
nel cavo delle mani, sul petto
tra le rose.

Massimo Botturi

Attore della tua vita

Lasciati avvolgere dal calore di un caminetto,
diventando anche tu fiamma che riscalda.
Lasciati illuminare dalle luci della festa,
diventando anche tu luce
per chi è nel buio.
Lascia che lo sfarfallio della neve
infonda gioia nel tuo cuore,
sì da trasmetterla a chi è triste.
Lascia che la serenità dei bimbi
ti abbracci,
ricordandoti la tua infanzia.

Diventa attore della tua vita,
prendendola per mano.
Vivila, assaporala,
sentine il gusto,
seppure a volte acerbo ed amaro.

Ma è vita,
sempre.

Ed ad ogni nascita essa si rinnova.

.
Sandra Greggio

Published in: on dicembre 31, 2011 at 07:39  Comments (6)  
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IL MIO ALBERO DI NATALE

Il mio albero
a guardarlo bene
è come quello vero
piantato nel giardino di casa
radici profonde
a irrorare linfa
prezioso nutrimento di vita
foglie forti e fragili
rami stecchiti adesso di gelo
domani gemme di luce
ad annunciare festa
di  prodiga primavera.
Il mio albero è un continuo
fremito di voci e memorie mai sopite
uno scandaglio di terra fremente
in cerca di nuove zolle sempre migliori,
se chiudi gli occhi
e porgi il cuore
puoi vederlo e sentirlo
come una creatura in carne ed ossa
abbracciarti di calde parole sempreverdi.
Il mio albero vorrei
che fosse infinito come il cielo
e portasse in dono
il regalo più bello
certezza di stella
splendente d’amore,
fuggente meteora sulla terra,
per strapparti un “oh”
di tenera, stupita meraviglia.

Roberta Bagnoli

Siamo come le lucciole

Sull’Aurelia al tramonto
c’è sempre una ragazza
anzi una bambina piccina
quasi nuda e infreddolita
che a Natale vicino al fuoco
mostra occhi infossati
labbra arse, mani minute
crisalide in attesa
di vita e di casa
e arrivano a frotte
macchinoni e clacson
all’impazzata in cerca
di carne fresca da macello
mentre in villa a Portofino vetta
la famiglia fa festa con
Dom Perignon.

Tinti Baldini

Era il Natale

 
Un sole irritante nel gelido inverno
s’impone egoista sul velo di nuvole
deludendo la speranza di soffice neve
che rasserenare possa l’anima greve.
.
Mi ritrovo a sognare bianche farfalle
lo sguardo perso in un quadrato di cielo
col naso schiacciato  su vetri appannati
nell’attesa gioiosa del Bambino Santo.
 .
Vuota la culla nella capanna
pronta a ricevere miracolo e amore
con Giuseppe a Maria proni a proteggere  
chi ancora non c’era ma già si adorava.
.
Persistente profumo di festa nell’aria,
il pane mia madre moltiplicava
nel suo lieto donarsi senza riserve
perché Natale fosse il Natale.
.
Era lei l’atmosfera, il dono, la gioia,
le sue mani il più atteso prodigio
per tutti un pensiero in serbo nascosto
per tempo studiato, con un nulla creato.
.
Felice sorpresa di consapevole amore
ripagava festosa la sua dedizione
e sulla tersa tovaglia aleggiava armonia
fra antichi ricami di sogni ancora fecondi.

Elide Colombo

All’orizzonte

All’orizzonte…
un barlume di speranza
riaccende il fuoco
spento dal nulla

Esultano i sensi
per l’imminente evento,
e l’ansia tiene vivo
il lasso di tempo,
conteso e represso
da vili pensieri

E’ un giorno di festa
per le rosee vedute,
e gli amanti s’acquetano
in attesa del fato

I volti tirati mostran
ora le pieghe
del sorriso gaudente
che primeggia sul viso

Ciro Germano

Published in: on dicembre 19, 2011 at 07:04  Comments (4)  
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Marzo

MARS

Oh! que Mars est un joli mois!

C’est le mois des surprises:

Du matin au soir dans les bois

Tout change avec les brises.

Le ruisseau n’est plus engourdi,

La terre n’est plus dure,

Le vent qui souffle du midi

Prépare la verdure…

Par-dessus la haie en éveil,

Fière des fleurs écloses,

On voit le pêcher au soleil

Ouvrir ses bougeons roses.

Gelée ou vent, pluie ou soleil,

Alors tout a ses charmes;

Mars a le vissage vermeil

Et sourit dans ses larmes.

§

Nei boschi, da sera a mattina,

si schiudono fresche sorprese:

leggero sui prati cammina

Marzo, incantevole mese.

Ancora non c’è l’usignolo

ricolmo di note e di trilli,

ma lungo le prode e nel brolo

già fremono e parlano i grilli.

E, guarda, la siepe s’è desta

coperta di fiori, odorosa;

il pesco s’ammala di festa

schiudendo i suoi petali rosa.

C’è pioggia, c’è vento, c’è sole:

è Marzo, ogni cosa ha un incanto:

è Marzo che piange e non vuole..

che mostra il sorriso tra il pianto.

ALFRED DE MUSSET

Fugaci passeggeri

Nell’aria di festa
riaffiora letizia
lieve è la scala
che termine pone
all’ultimo gradino

mentre……
percorro pensieri
spezzando secondi

aspetto di passare
l’uno dopo l’altro
attraverso i tuoi
baci passeggeri

Pierluigi Ciolini

Published in: on dicembre 7, 2011 at 07:30  Comments (4)  
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Festa?

E’ proprio
l’ora di festeggiare
di far coda
per le luci e i babbi
di studiare l’acconciatura
d’almanaccare
menu e bevande scelte
quando
bimbi del mondo
vivono per un giorno
madri succhiano
sangue
lavoro non è più nel
gergo
speranza pare obsoleta
fiumi e vulcani
ci mandano messaggi
la luna
si vede a mala pena
e il sole non ride più
le nocche dei vecchi
sanno di sale
e la terra emana
odore di morte
e la terra si riprende
tutto quello che ha dato
il mare si scalda
il cuore pulsa più in fretta
i motori si spengono
il denaro vola
nelle
solite tasche
il futuro
è un’ipotesi
per ottimisti
i panettoni
ingrassano
le chiacchiere dopo cena
rallentano i pensieri
ma non c’è
tregua
le fosse si riaprono
anche se di morte
non parla mai nessuno
la paura
è l’unico vero
sentimento popolare
che nascondiamo
così bene.

da sentirne l’odore
davanti alle vetrine
luccicanti.

Vogliamo far
festa d’amore?
Allora ricominciamo
a contare da 0.

Tinti e Maria