Al Dio d’amore


Dio d’Amore non ti mancò
sangue né carne, ora
non dare più figli al mondo,
taci di notte ma di giorno grida
tutto il dolore
ché le piaghe son tante
e gli occhi appicccicosi, pieni di mosche
fa’ che non li debba più vedere
nessun uomo,
su un altro uomo.
Dio d’Amore
non ti mancarono guerre
né vite in dono, sacrificate
al tuo nome,
fa che non debba più vedere
corpi scheletrici in fila per un tozzo di pane,
o vite stroncate fatte a pezzi
e mai riconosciute,
fa’ che non debba vedere gente migrare
verso altri fuochi da chiamare case,
fa’ che questi occhi che si avviano verso la fine
di ogni umana comprensione,
non debbano più vedere
vite di donne feti o bambini
perdute e consumate,
fa’ che non debba più vergognarmi
dell’egoismo dell’uomo sull’uomo,
io così umana da morire
e voler ritornare alla polvere
come all’inizio di ogni storia,
feto femmina animale e uomo
a futura memoria.

Maria Attanasio