Le rose di Saadi

LES ROSES DE SAADI

J’ai voulu ce matin te rapporter des roses ;
Mais j’en avais tant pris dans mes ceintures closes
Que les noeuds trop serrés n’ont pu les contenir.

Les noeuds ont éclaté. Les roses envolées
Dans le vent, à la mer s’en sont toutes allées.
Elles ont suivi l’eau pour ne plus revenir ;

La vague en a paru rouge et comme enflammée.
Ce soir, ma robe encore en est tout embaumée…
Respires-en sur moi l’odorant souvenir.

§

Volevo portarti delle rose questa mattina
ma ne avevo raccolte così tante nel mio corsetto
che i nodi troppo stretti non hanno potuto contenerle.

I nodi sono esplosi. Le rose sono volate via
nel vento e al mare sono tutte arrivate..
Hanno seguito l’acqua per non tornare più;

l’onda è apparsa rossa, come in fiamme.
Stasera il mio vestito ancora ne è profumato.
Respirane su di me l’odoroso ricordo.

MARCELINE DESBORDES-VALMORE

Aspettando Pasqua

Aspettando Pasqua,
sì fra sette giorni arriverà,
intendo quella vera
Pasqua d’Amore e di Pace
dipingo le mie uova
con inchiostro arcobaleno
è pura illusione
sventolare la bandiera dell’olivo
quando a Gaza hanno da poco
impiccato un italiano
e nel Mediterraneo
si gioca con la sorte
barconi affondati
con corpi di clandestini
dati in pasto ai pesci
senza pensare
alla Libia in fiamme
al Giappone devastato
e al nostro governo sempre più
malconcio e imbarazzato,
sì che venga presto Pasqua
ma scenda senza indugio
l’Angelo della Consolazione
a rammendare lo strappo del cuore,
non c’è bisogno in Italia
d’altra Costituzione,
solo la carta della Resurrezione.

Roberta Bagnoli

La morte degli amanti

LA MORT DES AMANTS

Nous aurons des lits pleins d’odeurs légères,
Des divans profonds comme des tombeaux,
Et d’étranges fleurs sur des étagères,
Ecloses pour nous sous des cieux plus beaux.

Usant à l’envi leurs chaleurs dernières,
Nos deux coeurs seront deux vastes flambeaux,
Qui réfléchiront leurs doubles lumières
Dans nos deux esprits, ces miroirs jumeaux.

Un soir fait de rose et de bleu mystique,
Nous échangerons un éclair unique,
Comme un long sanglot, tout chargé d’adieux ;

Et plus tard un Ange, entr’ouvrant les portes,
Viendra ranimer, fidèle et joyeux,
Les miroirs ternis et les flammes mortes.

§

Avremo letti pieni di profumi leggeri,
divani profondi come tombe,
e sulle mensole fiori strani,
dischiusi per noi sotto cieli più belli.

A gara bruciando gli estremi ardori,
saranno i nostri cuori due grandi fiaccole,
specchianti le loro doppie luci
nei nostri spiriti, specchi gemelli.

Una sera fatta di rosa e di mistico azzurro,
ci scambieremo un unico bagliore,
come un lungo singhiozzo, grave d’addii;

e un Angelo più tardi, schiudendo le porte,
lieto e fedele verrà a ravvivare
gli specchi offuscati e le fiamme morte.

CHARLES BAUDELAIRE

Lasciatemi

 
O forse il glicine
di novembre scruta ?
.
Ci si porta, assenti,
sul ciglio della zolla
e gridiamo alle stoppie
che saranno.
E il grano…
Il grano ?!
.
Non mi farò urtare
dal cielo cupo
che pure morde il pane
nero e nero !
Non mi farò vestire
per andare oltre
questo miglio appena
che mi bacia il passo.
.
O forse, il glicine,
corteggia la calce spenta ?!
.
Lasciatemi la pelle, nuda !
Lasciatemi al pane duro
al tepore dell’urlo d’amore,
alle fiamme del poco
per inventare azzurri.

Stefano Lovecchio

Published in: on gennaio 28, 2012 at 06:59  Comments (5)  
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Richiesta

RUEGO

Quiero otras sombras de oro, otras palmeras
con otros vuelos de aves extranjeras,
quiero calles distintas, en la nieve,
un barro diferente cuando llueve,
quiero el férvido olor de otras maderas,
quiero el fuego con llamas forasteras,
otras canciones, otras asperezas,
que no haya conocido mis tristezas.

 §

Voglio altre ombre dorate, altre palme

con altri voli di uccelli stranieri

voglio strade differenti, nella neve,

una fanghiglia differente quando piove,

voglio il fervido odore di altri legni,

voglio il fuoco con fiamme forestiere,

altre canzoni, altre asprezze,

che non abbia conosciuto le mie tristezze.

SILVINA OCAMPO

Fahrenheit 451

 
Risplendono fiamme
nell’est del paese.
.
Ritorna il ricordo
di roghi passati,
accesi da chiese
nefaste ed oscure.
.
D’Egitto Cirillo
bruciò biblioteca
e santo lo fece
il clero di poi.
.
 Così come tutti
tiranni del mondo
Benito con Adolf
bruciarono libri
assieme a Francisco,
temendo cultura.
.
Così anche oggi
ripete la storia
la lega padana.
Distorce il passato,
 inventa regioni.
Di scomodi libri
farà delle pire.
.  
Ma ancora son vivi
quegli uomini libro,
memoria di tutto
sapere del mondo
 e ultimo sogno
d’un viver civile.

Piero Colonna Romano

Chella sera

Arricuordete ’e chella sera,
’e quanno ’na canzone
doce doce m’hai cantato
e ’na carezza m’hai lasciato
miezzo ’e mmane,
dint’ ’e capille.
Arricuordete,
nun me ne vaco cchiù
e sempe aspetto a te
pe’ te strappà nu vase
pe’ te putè parlà
ca niente me po’ zittì
pecchè l’ammore parla.
Parla assaje, sona meglio,
meglio ’e tutt’ ’e parole
ca saccio dicere pe’ te.
T’hann’ abbastà ll’uocchie
pe’ me capì e si nun capisci
allora azzarda e tuocca
’sta pelle mia, rosa e rossa …
risponne a fiamme e fuoco!
E’ ’na fiamma ca nun scarfa,
abbrucia pure ll’acqua
l’anema e ogne suspire
d’ ’e nuttate passate
scetata a te penzà
cu ’na smania ’e femmena,
’nnammurata,
ca scunsulata strigne ’npietto
sulo ’na poesia arrubbata
sott’a ’sta fronna ’e nuvole,
nuvole janche a spasso,
dint’ ’a ’stu cielo azzurro,
chella sera ca me vulist’ bbene.

Daniela Procida

Published in: on settembre 4, 2011 at 07:47  Comments (9)  
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E’ solo un sogno?

 
Leggero, il pensiero sognato,
volteggia
si libra nel vento;
tra l’ombre di fiamme danzanti,
archetipo d’ombra,
si specchia nel sogno pensato.
Ignaro di sé si compiace;
si fa, quel suo dolce abbandono,
via…via…più vivace;
confuso tra lingue di fuoco,
e sogna di un gioco
entro cerchi di mura pagane.
Frenetico, il ritmo lo ingoia;
travolto, lui crede
di esser del vero l’essenza….
poi, brusco il risveglio,
il sogno si muta in coscienza:
è solo.  Non vede
che tracce confuse di passi
di strade ormai chiuse;
l’arcano comprende…..
gli restan deluse chimere;
esausto, si arrende.

Viviana Santandrea

Fortemente

vieni
ad afferrare i miei fianchi maturi
lenti percorsi ricurvi di mani
è certo, lo so
danzeranno fiamme interiori
al rapido ritmo
della luna in chiarore
respiri intrecciati
turbamenti
corpi abbracciati
sgomenti!
i nostri nomi sdraiati
li sciogliamo ora
posando labbra selvagge
fortemente premute
sui piaceri nel cuore di loto
accendiamo fuochi;
baci* pegni* follie*
cedono nei rifugi appartati
nidiate ansimanti.

Aurelia Tieghi

Il viandante alla morte

DER WANDERER AN DEN TOD

Auch zu mir kommst du einmal,
du vergißt mich nicht,
und zu Ende ist die Qual
und die Kette bricht.

Noch erscheinst du fremd und fern,
lieber Bruder Tod.
Stehest als ein kühler Stern
über meiner Not.

Aber einmal wirst du nah
und voll Flammen sein.
Komm, Geliebter, ich bin da,
nimm mich, ich bin dein.

 §

Anche da me giungerai un giorno,

non mi dimentichi,

s’infrange la catena

ed il tormento avrà una fine.

Sembri ancora lontana ed estranea

sorella morte,

sovrasti come stella gelida

al mio destino.

Ma un giorno ti farai vicina,

ricolma di fiamme sarai.

Vieni amata, sono qui,

prendimi, sono tuo.

HERMANN HESSE

Published in: on Mag 25, 2011 at 06:52  Comments (3)  
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