Contatto

Accarezzo con mano leggera, quasi a sfiorare,
il tuo corpo disteso al mio fianco,
con occhi chiusi lasci scorrere il tempo, vorrei fermarlo,
troppi sono gli anni che le mie mani ti sfiorano.
Il tempo a me segnato si accorcia inesorabilmente.
Mi restano i ricordi di notti meravigliose trascorse
a sognare un futuro migliore, viaggi lontani,
tramonti in riva al mare, scalate e rifugi tra i nostri monti.
Ora ricordo il passato,
quel passato diviso in due nel bene e nel male,
sempre solo noi.
Non voglio staccare questa mia mano dal tuo corpo assonnato,
non voglio spegnere questo incanto,
creato da un contatto innocente come una carezza.
Inconsapevole tu dormi, un respiro profondo scuote le tue membra
Quasi fosse una risposta ai miei pensieri.
Un grazie dato attraverso il contatto di due corpi inseparabili da sempre.

Gianna Faraon

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Domani

MAÑANA

«Mañana». La palabra
iba suelta, vacante,
ingrávida, en el aire,
tan sin alma y sin cuerpo,
tan sin color ni beso,
que la dejé pasar
por mi lado, en mi hoy.
Pero de pronto tú
dijiste: «Yo, mañana…»
Y todo se pobló
de carne y de banderas.
Se me precipitaban
encima las promesas
de seiscientos colores,
con vestidos de moda,
desnudas, pero todas
cargadas de caricias.
En trenes o en gacelas
me llegaban -agudas,
sones de violines-
esperanzas delgadas
de bocas virginales.
O veloces y grandes
como buques, de lejos,
como ballenas
desde mares distantes,
inmensas esperanzas
de un amor sin final.
¡Mañana! Qué palabra
toda vibrante, tensa
de alma y carne rosada,
cuerda del arco donde
tú pusiste, agudísima,
arma de veinte años,
la flecha más segura
cuando dijiste: «Yo…»

§

“Domani”. La parola
libera, vacante, senza peso,
si muoveva nell’aria,
così senz’anima e corpo,
senza colore nè bacio,
che l’ho lasciata passare
al mio fianco, nel mio oggi.
Ma all’improvviso tu
hai detto: “Io, domani…”
E tutto si è animato
di carne e di bandiere.
Mi si precipitavano
addosso le promesse
di seicento colori,
con vestiti alla moda
nude, ma tutte
ricolme di carezze
In treni o gazzelle
mi giungevano – acute,
suoni di violini –
snelle speranze
di bocche verginali.
O veloci e grandi
come navi, di lontano,
come balene
da mari remoti
immense speranze
d’un amore senza termine.
Domani! Che parola
vibrante, tutta tesa
di anima e carne rosata,
corda dell’arco dove
tu hai messo, acutissima,
arma di venti anni,
la freccia più sicura
quando hai detto: “Io…”

PEDRO SALINAS Y SERRANO

Argomenti

Tirarmi fuori poesia ci vuol pazienza
un dito di cognac sul dente che fa male;
l’odore delle vecchie osterie che viene basso
nelle mattine un poco scurrili dei paesi.
Ci vuole un secchio con l’acqua marcia, e fiori
che aspettano al cancello dei morti;
le sottane, messe a lavare il primo del mese
e ancora appese, il quindici che c’è luna piena
e piove a ore.
Ci vuole un mancamento d’amore, il tuo ritorno
il fianco che si snuda nel muovere la terra
nel riordinare vecchi cassetti.
Del tremore, che fanno le tendine lasciate all’aria
rotte, negli angoli per troppo toccarle
certe sere, che mai venivi dentro la strada
e io smaniavo.

Massimo Botturi

Futura

Chissà chissà domani
su che cosa metteremo le mani
se si potrà contare ancora le onde del mare
e alzare la testa
non esser così seria, rimani
I russi, i russi gli americani
no lacrime non fermarti fino a domani
sarà stato forse un tuono
non mi meraviglio
è una notte di fuoco
dove sono le tue mani
nascerà e non avrà paura nostro figlio
e chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella
e se è una femmina si chiamerà Futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura
ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
che si arriva alla luna, si la luna
ma non è bella come te questa luna
è una sottana americana
Allora su mettendoci di fianco, più su
guida tu che sono stanco, più su
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
son sicuro che c’e’ il sole
ma che sole è un cappello di ghiaccio
questo sole è una catena di ferro
senza amore, amore, amore, amore.
Lento lento adesso batte più lento
ciao, come stai
il tuo cuore lo sento
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai
ma adesso non voltarti
voglio ancora guardarti
non girare la testa
dove sono le tue mani
aspettiamo che ritorni la luce
di sentire una voce
aspettiamo senza avere paura, domani

LUCIO DALLA

Volevo

Volevo giacere nell’ovatta
dentro un seno naturale
con una via d’uscita
caro mio avatar imbottito di vita

Volevo avere la bussola con te
*Amore senza ragione
per adagiarti sulla mia mano migliore
stretta nella tua come una missione

Volevo viverti accanto fianco a fianco
*Amore ad ogni costo, non aspettavo a stringerti
o mio centesimo sanscrito ardore
sono nata per ballare sul tuo fiore

*Amore da mille e una notte
m’hai tempestata d’ uragano
fino al centro di una tempesta di sole
M’hai trasformata in temporale di sale

Aurelia Tieghi

Gerundiade

(Sollazzo poetico con licenze)

Amando l’amor per l’amore,
badando a non perdere il cuore,
cantando quel che forse accosta,
donando ben oltre il dovuto,
essendo alla fine cornuto.
.
Facendo di legge dovere,
godendo dell’altrui piacere,
habendo una pena nascosta,
iellando chiunque io possa,
lasciando frementi le ossa.
.
Muovendo così questa vita,
narrando alla gente assopita,
offrendo per loro risposta,
pensando che hanno iattanza,
quotando la lor stravaganza.
.
Rendendo normato il piacere,
sognando quel suo bel sedere,
tornando di nuovo ove sosta,
uscendo col viso poi bianco,
vedendo nessuno al mio fianco.
.
Zappando…. alla fine…. un po’…. stanco.

Piero Colonna Romano

Un amore

Un nastro di luna
adagiato sul mare,
un foulard
incastonato dal vento,
una scia di cipria
sospirante nell’aria.
*
Assaporando la notte
su gorgogliante spuma di scoglio
si scioglie inebriante
il ricordo di te.
*
Eravamo ragazzi
sulla riva dei sogni
guardavamo le stelle,
salivamo sui carri
a conquistare le orse.
*
Poi c’era l’amore,
un plaid sulla sabbia,
una siepe nascosta,
la gran voglia di te.
*
Ripensando quei giorni
mi giro di fianco
a cercare di nuovo
le labbra d’un tempo.

Lorenzo Poggi

Le ali della sera

Ho sentito arrivare la sera
eppure era ancora l’alba
avevan appena slacciato
il loro bottone le margherite.

Ho visto la sua ombra
di fianco al mio corpo.

Ho avvertito il suo respiro
soffiare dentro gli abiti
palpabile sulla mia pelle.

Ho sentito arrivare la sera
mani larghe come ali.

Catturò il mio cuore
per darlo all’ultimo gabbiano
fermo sullo scoglio
attendendo la notte.

Sandra Greggio

Published in: on marzo 13, 2012 at 07:01  Comments (13)  
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CIAO LUCIO (4 marzo 2012)

 
 
Tanti che piangono al tuo fianco oggi ce n’è
tutti riuniti in Piazza Grande…
.
Lucio dove vai?
Non puoi volare tra le stelle
mentre qui il sole ti sorride , sai?
Lo senti, è quasi primavera ormai.
.
Lucio non te ne andare!
Ora tu sai com’è profondo il mare?
Vedi i pesci volare?
Ora tu sai dove finisce il cielo
e dove si è fermato il tuo futuro?
Già voli via rapito dal mistero.
.
Cantano i portici: “Un uomo come me
                               s’allontana di sera
                               credeva fosse inverno
                               e invece è primavera”
.
Prima che sfumi l’ultima canzone
Lucio, dì che hai scherzato
per regalarci ancora un’emozione!

 Viviana Santandrea

No non aggiungerò

No non aggiungerò nuova legna
al fuoco lasciamo
che la legna che già c’è si consumi
a poco a poco
che la vampa si trasformi a poco a
poco in brace
ed io e te zitti – seduti
uno a fianco dell’altro – dal fondo
buio della sala a guardare
spegnersi finalmente anche
quella.

GIORGIO BASSANI

Published in: on gennaio 14, 2012 at 07:33  Comments (5)  
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