Filamenti

Stringe il sorriso
dietro le grate di ferro
come l’urlo di un bambino
in poco spazio.
Perché si sa che i bimbi
ne hanno bisogno
e molto,
per non sentirsi prigionieri
in erba.
Le gabbie degli adulti
non hanno fondamento
a volte,
e sopprimono le voci
degli impulsi,
a freddo.
Così si strozza
il gusto
sullo smalto bianco,
ogni volata un fermo:

e si filano fibre sottobanco.

Beatrice Zanini

Cellule


Invisibili cellule
Composte come eserciti
In lotta, allo sbando
Tra simili in guerra
Componenti dello stesso corpo
Senza guida, ammassi informi
Di muscoli inoperosi
Di organi non più vivi
Di menti non più pensanti
Che formano arti inermi
Sorrisi spenti
Sguardi nel vuoto
Il nulla per il domani
Solo buio
Solo materia
Chiusa in una scatola
Fatta di cellule spugnose
E forti create per sorreggere
Le lunghe fibre alimentate a sangue
Per poco ancora poi
solo un ammasso di cellule morte

Gianna Faraon

La fabbrica delle nuvole

Nella fabbrica
delle nuvole
nuove
armonici fiati
a gonfiare l’ovatta.
Lacrime
dolci di gioia
a diluire rancori,
ed esili
dita celesti
a guarnire orizzonti.
Nella fabbrica
delle nuvole rare
sogni randagi,
pensieri spumosi
ad imbottire
nembi giocosi,
e tiepidi
sprazzi di sole
a dar luce
a speranze.
Nella fabbrica
delle nuvole
vere
voli di seta,
fibre sottili
a segnare
tragitti
mai scritti,
e tanta,
tutta la voglia
di Sereno
del mondo
a spingere
ruotare
incitare
ingranaggi
corrosi,
perché
non chiuda.

Flavio Zago