Una lunga storia d’amore

Quando ti ho vista arrivare ,
bella così come sei
non mi sembrava possibile che
tra tanta gente
che tu t’accorgessi di me
E’ stato come volare
qui dentro camera mia
come nel sonno
più dentro di te
io ti conosco da sempre
e ti amo da mai
Fai
finta di non lasciarmi mai
anche se
dovrà  finire prima o poi
questa lunga storia d’amore
ora è già  tardi
ma è presto se tu te ne vai
Fai
finta che solo per noi due
passerà
il tempo ma non passerà
questa lunga storia d’amore
ora è già  tardi
ma è presto se tu te ne vai
E’ troppo tardi
ma è presto se tu te ne vai
ma è presto se tu te ne vai

GINO PAOLI

Published in: on Mag 27, 2012 at 06:54  Comments (3)  
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Quale allegria

Quale allegria
se ti ho cercato per una vita senza trovarti
senza nemmeno avere la soddisfazione di averti
per vederti andare via

quale allegria,
se non riesco neanche più a immaginarti
senza sapere se strisciare se volare
insomma, non so più dove cercarti

quale allegria,
senza far finta di dormire
con la tua faccia sulla mia
saper invece che domani ciao come stai
una pacca sulla spalla e via…
quale allegria,

quale allegria,
cambiar faccia cento volte per far finta di essere un bambino
con un sorriso ospitale ridere cantare far casino
insomma far finta che sia sempre un carnevale…
Sempre un carnevale.

Senza allegria
uscire presto la mattina
la testa piena di pensieri
scansare macchine, giornali
tornare in fretta a casa
tanto oggi è come ieri

senza allegria
anche sui tram e gli aeroplani
o sopra un palco illuminato
fare un inchino a quelli che ti son davanti
e son in tanti e ti battono le mani.

Senza allegria
a letto insieme senza pace
senza più niente da inventare.
Esser costretti a farsi anche del male
per potersi con dolcezza perdonare
e continuare.

Con allegria
far finta che in fondo in tutto il mondo
c’è gente con gli stessi tuoi problemi
e poi fondare un circolo serale
per pazzi sprassolati e un poco scemi

facendo finta che la gara sia
arrivare in salute al gran finale.
Mentre è già pronto Andrea
con un bastone e cento denti
che ti chiede di pagare

per i suoi pasti mal mangiati
i sonni derubati i furti obbligati
per essere stato ucciso
quindici volte in fondo a un viale
per quindici anni la sera di Natale…

LUCIO DALLA

Raccontami di me

raccontami di me
di quanto nella mente tracci
il viso mio sconosciuto.
se all’improvviso un sorriso sciocco
il pensier mio ti strappa
e trattenerlo non puoi.

se per assurdo talvolta t’invade
la mia stessa nostalgia e nell’immaginare
che io ti stia pensando
il cuore ti sboccia nel petto

o che io t’ami come te mi ami. cosi in silenzio.
facendo finta di nulla, magari.
perché un tale amore è pari solo all’immenso
non si può che portarlo in due.

raccontami di me amor mio
delle cose che non so e al contempo
mi racconterai di te le cose
che solo gli occhi miei ti mostreranno;

di come si affretta questo mio fiume
nel raggiungere il tuo mare
di come sia facile riconoscersi, pur
senza vedersi o incontrarsi, perché

le attraversa la semplicità del Vero
le nostre anime.
ci pesca la vita di continuo
ad ogni profondo

Anileda Xeka

Un giorno ti porterò

Un giorno ti porterò
sulla cima di un monte altissimo
tra nuvole di sole
ti bagnerò di pioggia di vita
lasciandoti asciugare piano
al calore dell’amore
Un giorno ti porterò
su una barca di lago
narrandoti storie
di antiche lotte
finite per mano
di regina Natura
Un giorno ti porterò
a conoscere i misteri
dell’animo umano
di uomini puri e veri
capaci di costruire soltanto
senza distruggere quello che trovano
Un giorno ti porterò
su un’isola di fiaba
dove non ci sarà bisogno
di calpestare i sogni
che sono il fondamento della vita
Un giorno ti porterò
in terre inesplorate
senza dover far finta
di essere quel che non sono
per vivere nella serenità
insieme a te.

Sandro Orlandi

La fotografia

Uhe, no guarda la fotografia
sembra neanche un ragazzino
io, io son quello col vino
lui, lui è quello senza motorino
così adesso che è finito tutto e sono andati via
e la pioggia scherza con la saracinesca della lavanderia
no io aspetto solo che magari l’acqua non se lo lavi via
quel segno del gesso di quel corpo che han portato via
e tu maresciallo che hai continuato a dire andate tutti via
andate via che non c’è più niente da vedere niente da capire
credo che ti sbagli perché un morto di soli tredici anni
è proprio da vedere perché la gente sai magari fa anche finta
però le cose è meglio fargliele sapere.
Guarda la fotografia
sembra neanche un ragazzino
io son quello col vino
lui è quello senza motorino
era il solo a non voler capire d’esser stato sfortunato
nascere in un paese dove i fiori han paura e il sole è avvelenato
e sapeva quanto poco fosse un gioco… la sua faccia nel mirino
la… ohi… la… da… daradan… daradan… daradan…
è finita la pioggia tutto il gesso se l’è portato via
lo so che ti dispiace maresciallo, ma appoggiato alla lavanderia
era il mio di figlio, e forse è tutta colpa mia perché
perché come in certi malgoverni se in famiglia il padre ruba
anche il figlio a un certo punto vola via
e così lui non era lì per caso no. Anche lui sparava e via
ma forse il gioco era già stanco e non si è accorto neanche che moriva
guarda la fotografia
sembra neanche un ragazzino
io son quello col vino
lui è quello senza motorino
guarda la fotografia
sembra neanche un ragazzino
io son quello col vino
lui è quello senza motorino
la fotografia la fotografia la fotografia
tutto il resto è facce false della pubbliciteria
tutto il resto è brutta musica fatta solamente con la batteria
tutto il resto è sporca guerra stile stile mafieria
la fotografia tu che sei famoso, firma firma per piacere la fotografia.

ENZO JANNACCI

Far finta di essere sani

Vivere, non riesco a vivere
ma la mente mi autorizza a credere
che una storia mia, positiva o no
è qualcosa che sta dentro la realtà.

Nel dubbio mi compro una moto
telaio e manubrio cromato
con tanti pistoni, bottoni e accessori più strani
far finta di essere sani.

Far finta di essere insieme a una donna normale
che riesce anche ad esser fedele
comprando sottane, collane, creme per mani
far finta di essere sani.
Far finta di essere…

Liberi, sentirsi liberi
forse per un attimo è possibile
ma che senso ha se è cosciente in me
la misura della mia inutilità.

Per ora rimando il suicidio
e faccio un gruppo di studio
le masse, la lotta di classe, i testi gramsciani
far finta di essere sani.

Far finta di essere un uomo con tanta energia
che va a realizzarsi in India o in Turchia
il suo salvataggio è un viaggio in luoghi lontani
far finta di essere sani.
Far finta di essere…

Vanno, tutte le coppie vanno
vanno la mano nella mano
vanno, anche le cose vanno
vanno, migliorano piano piano
le fabbriche, gli ospedali
le autostrade, gli asili comunali
e vedo bambini cantare
in fila li portano al mare
non sanno se ridere o piangere
batton le mani.
Far finta di essere sani.
Far finta di essere sani.
Far finta di essere sani.

GIORGIO GABER