Un “per sempre”

milioni di attimi
non basteranno
a costruire un giorno di sole,
lo splendore d’un istante
la magia del firmamento
la pazzia delle stelle.
una corsa contro il tempo
e il mio cuore
come un folle
cerca d’afferrare il vento
trattenere
con un “per sempre”
l’eterno che vorrei .

astrofelia franca donà

Annunci
Published in: on giugno 26, 2012 at 07:38  Comments (5)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Miracolo d’amore

 
Vi racconto il mio pensiero, sulla vita e il suo mistero
Un po’ vera e un po’ menzogna: sotto al cavolo o… cicogna?
.
Angioletto birichino guarda Terra un bel mattino
da una nube tutta blu si rivolse al suo Gesù:
io quassù che ci sto affà? Mi dài mamma ed un papà?
.
E strillando a sfinimento, sveglia tutto il firmamento!
Mezzanotte: brilla il sole ed abbaglia un girasole
e la luna a mezzogiorno per l’arrosto accende il forno,
due o tre stelle, un unicorno, la galassia lì in soggiorno,
tre pianeti ormai confusi,  sulla Terra tutti ottusi!
.
“Olilalà” disse il Signore, ma cos’é ‘sto gran fragore?
Vide il piccolo angioletto:  lo guardò pieno d’affetto:
zitto piccolo urlatore,   corri sotto a un cavolfiore
poi vediamo cosa avviene, ma stà attento, attento bene!
.
Vola lesto l’angioletto, ma quel cavolo era stretto,
poi si sposta un pochettino: patapùnfete,  un tombino.
Per fortuna una cicogna che suonava la zampogna,
tra una nota un canto e un forse, da un comignolo lo scorse!
.
Vola giù in gran picchiata, piglia pure una testata
Prende quindi l’angioletto e lo pone in un sacchetto.
E poi va sulla città,  a cercar mamma e papà!
.
Vede il babbo dentro l’orto, che zappava tutto assorto…
un granello seminato, in Agosto ormai inoltrato,
nel giardino assai curato, era appena già sbocciato.
Meraviglia:  ma cos’è?  Questo è il dono per un Re!
.
Lo raccoglie con amore,  ma non era un cavolfiore…
Là, nel centro, una sorpresa, bella grande, a lungo attesa:
dentro il grande fazzoletto ci dormiva un pargoletto!
.
Quel papà tanto contento, ringraziò del dolce evento.
Prese un ramo di mimosa e poi tante rose rosa
e le offrì riconoscente, a una mamma sorridente!
.
Un abbraccio collettivo:  tutti gli angeli in arrivo
e un bacione esagerato a ogni bimbo che è già nato.
Ma cicogne o cavolfiore, son Miracoli d’Amore!

Sandra Tosi

Il nostro Paolo ci ha segnalato questa brava autrice, la cui specialità sono le presentazioni Powerpoint, quei “regali” che ogni tanto ci giungono allegati alle mail degli amici e che ci fanno divertire, commuovere o riflettere con testi illustrazioni e musiche. Potere trovare le sue creazioni a questo indirizzo http://www.mondopps.com/ . Complimenti a Sandra anche per l’inventiva e la grazia della sua filastrocca!

Quaranta oche

Quaranta oche al prato,
tutte le sere in libero arbitrio.
Oche bianche.
Quaranta oche, appuntati il numero
è importante
come importante è il tuo firmamento
e starti accanto
tutte le sere che io mi volto
e sei vicina, con quelle gambe ancora
non pronte per le calze.
Unite, belle
sopra il sedile a farmi sul serio questa vita
che più matura e più mi fa sangue il digiunare
il suono che fa un albero
la coda al temporale.
Quaranta oche per ricordare,
e non capire;
quaranta campanelli di neve in piena estate
la strada con i sassi
le donne da moroso.
Quaranta oche, e me
che sto a scrivere conventi
col male nella gola e nel petto
il cuore a posto.

Massimo Botturi

Il cerchio che si chiude

Si parte da lontano
a ricercar certezze
e giostre paesane
a rivangare il poco
del sale della vita.

Vivere con il poco
non impedisce il riso,
le chiacchiere nel fuoco,
il senso delle cose
davanti al firmamento.

C’è poi il gioco d’amore
il prendersi e lasciarsi
la corsa nelle stelle
il sangue che ribolle
i sensi devastati.

Ci sono anche le vette
di chi non s’accontenta
mettendo a dura prova
un abito già pronto,
la sorte già assegnata.

Si sfrutta l’intelletto
come una pianta viva,
un ceppo rampicante
che tutto verde avvolge
per risalir le scale.

Si succhia dalla terra
il sale delle cose,
si beve conoscenza
per giunger alla saggezza
da cui s’era partiti.

Ma con le scarpe sporche
e suole consumate
per tante scale fatte
per soddisfar la voglia
d’illuminar cervello.

Lorenzo Poggi

L’acero

Ho sempre amato
gli alberi colore del mio sangue,
gli stessi polsi
i tendini
i nervi risoluti.
E ancora più che oggi ho soldati nelle crepe
vermi di terra e gesso
a segnarmi nome e storia.
Corro veloce al netto dei sensi
nulla disto, dall’acqua
che mi vide sbocciare
nulla disto.
Golosità d’infanzia non l’ho perduta,
invero,
la stessa che metteva degli occhi in quelle gole
fatte di seni e croci sudate.
Si, passione, è la mia faccia lingua di vento
carne e pianto
risata delle rondini, a volte
firmamento
gocciolatoio e labbro zecchino,
amo ancora.

Massimo Botturi

EVVIVA LE DONNE!

Evviva le Donne! oggi è la nostra Festa!
quando andiamo, quando si resta
se siamo aperte o chiuse in noi stesse
ad ascoltar le parole nel cerchio riflesse
quel sospiro quel cielo
quell’alito leggiero
che solo noi sentiamo
o quando condividiamo
pane e sogni con amore
quando siam cieche di furore
ogni tanto succede
non è la nostra fede
è reazione quando non siamo ascoltate
non siamo solo belle fate
a volte streghe nere arrabbiate

quanto bello sarebbe sempre sognare
allargate le braccia al vento
della primavera fiore che si apre
splendide sulle colline di tutti i tempi
accanto al mare col suo dolce rumore
nel sole o fra tutte le stelle del firmamento
senza più l’ombra dei rimpianti
alzare assieme i nostri canti
libere e folli di quell’ebbrezza
che apre la mente e fantastiche
con tutta la nostra tenerezza
dire sì sì  al bello alla vita alle antiche
madri che ce le hanno trasmesse
tutte queste possibilità di essere
di essere in essere ci hanno fatte
noi e i nostri compagni amici fratelli
non sempre belli a volte nemici
coi figli coi padri andare forse in bici
e credere ancora all’Amare pure
nelle amare ore di incerti momenti
nelle avversità sperare contenti
in un Destino un Futuro un Mondo Migliore!

Alessandra, una Donna!

Alessandra Generali

E’ giunta l’ora dei rosai antichi

È giunta l’ora dei rosai antichi
irti di spine di rugiada e pianto,
dei frutti accesi della passiflora
: fiori di stelle come un firmamento.

È giunta l’ora di gridare forte
rabbia e dolore d’infertilità
: barriere, porte, rincoglionimento…
grida straziate che neppure sento.

Silvano Conti

Per altri venti, fuori rosa

“Sorvoleremo insieme il firmamento
dove le stelle brilleranno a cento” e poi
precipiteremo dagli alti strabiliamenti
in annuvolamenti sbilenchi
a trascinarci a sfilacciarci
in mille dissipazioni?
O finiremo, consustanziale sangue,
disseccati in mappe
in indizi per i meteosat
persi sull’orlo di ignizioni?
O saremo, soltanto,
insieme a mugghiarci addosso
stipati nel manufatto mostro:
non-uomo non -natura, in fondo al fosso
Tohu e Bohu?

ANDREA ZANZOTTO

Profumi d’incensi e rose

Un giorno smetterò queste vesti
nuda mi presenterò a mio padre
sul suo letto di terra
e afferrando la sua mano
tornerò come al primo vagito
figlia del creato.
Musica e danze mi accompagneranno
tra profumi d’incensi
petali teneri di rose profumate
tiepide lacrime asciugate
all’angolo degli occhi.
Nessuna preghiera, né litanie
non son figlia di peccato
ma frutto dell’amore
in amore ho vissuto
per amore ho dato
e ho avuto.
Tornerò polvere
in un firmamento d’oro
scriverò sulle stelle la mia poesia
sarò carezza e sorriso
…ancora.

astrofelia franca donà

Memorie d(estate)

Come un mantello
di canto di grilli
questa sera
d’estatica Estate.
Copre groppe gelate
e malinconie smarrite
tra cortecce
ed occhi di betulle,
ritrovate tra rami
d’abeti di pensieri.
Sul crepuscolo dorato,
temendo il suo letargo
il ghiro dell’aurora
racimola barlumi, per
l’Inverno a venire;
non conosce pace
la vena del nevaio,
il timore mio accarezza
e borbotta e spuma
e bolle
e canute pietre aguzze,
smussa.
Vestita di lamé
da dietro il colle,
sguscia madre notte.
Espande il firmamento
ed io con lui.
Piccolo mi sento e nudo,
sotto tutto questo
immenso, che smarrisce
il mio domani.
Illibato d’avvenire sfumo,
si dissolvono certezze.
Torno seme antico,
m’inumo,
e in questo letto
di terriccio lascerò
che la mia vita accada.

Flavio Zago