Note d’inverno

 
               Fischia il vento
                       sui bruni campi,
            dei salici
            suona
            i rossi archetti
            su armoniche
            querce.
            Musica
            di flauti
            in canneti
            frastagliati.
            Note
            risuonan
            tra i sassi,
            vibrano vigne tese
            verso l’azzurro
            Montalbano
            pungente
            al cielo.

            Graziella Cappelli

Published in: on dicembre 17, 2011 at 07:06  Comments (14)  
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Che non lo dimentichi

LET ME NOT FORGET

If it is not my portion to meet thee in this life

then let me ever feel that I have missed thy sight

—let me not forget for a moment,

let me carry the pangs of this sorrow in my dreams

and in my wakeful hours.

 

As my days pass in the crowded market of this world

and my hands grow full with the daily profits,

let me ever feel that I have gained nothing

—let me not forget for a moment,

let me carry the pangs of this sorrow in my dreams

and in my wakeful hours.

 

When I sit by the roadside, tired and panting,

when I spread my bed low in the dust,

let me ever feel that the long journey is still before me

—let me not forget a moment,

let me carry the pangs of this sorrow in my dreams

and in my wakeful hours.

When my rooms have been decked out and the flutes sound

and the laughter there is loud,

let me ever feel that I have not invited thee to my house

—let me not forget for a moment,

let me carry the pangs of this sorrow in my dreams

and in my wakeful hours

 §

Se non mi è dato d’incontrarti in questa vita

fa allora ch’io sempre mi ricordi

che non ti ho veduto –

che non lo dimentichi un solo momento,

che porti la stretta di questo dolore

nei miei sogni e nelle mie ore  insonni.

Mentre i miei giorni passano

nell’affollato mercato di questo mondo

e le mie mani si riempiono

dei miei guadagni quotidiani,

fa ch’io sempre mi ricordi

che non ho guadagnato nulla –

che non lo dimentichi un solo momento,

che porti la stretta di questo dolore

nei miei sogni e nelle mie ore insonni.

Quando siedo sul bordo della strada,

stanco e dolente,

quando stendo il mio letto nella polvere,

fa ch’io sempre ricordi

che un lungo viaggio ancora mi attende –

che non lo dimentichi un solo momento,

che porti la stretta di questo dolore

nei miei sogni e nelle mie ore insonni.

Quando le mie stanze sono tutte addobbate

e i flauti suonano

e le risate echeggiano alte,

fa ch’io sempre mi ricordi

che nella mia casa non ti ho invitato –

che non lo dimentichi un solo momento,

che porti la stretta di questo dolore

nei miei sogni e nelle mie ore insonni.

RABINDRANATH TAGORE

Poesia

Alle sue mani affido
l’angolo di terra
che ho qui nel petto.

Nell’ora della semina
le ninfe m’ accerchiano
danzando
nel sottofondo dei flauti
i canti degli uccelli
che tornano ad abitare
gli alberi intorno
o la pioggia radunano
nelle mani a catino
dai miei cigli
ora grondaie
ora archi
pronti a scoccare
nuovi orizzonti
come bersaglio
io stessa
talvolta colpito
o mancato
un battito dopo.

Alle su mani affido
le mie mani
e continuo a seminare
gocce di luce ed ombre
in quest’angolo
di terra fertile.

Anileda Xeka

Soffio di primavera

Fermagli di smeraldo
per i capelli sparpagliati
spighe di grano acerbo.

Fermo il cielo
ad ascoltare
il suono dei flauti.

Anileda Xeka

Published in: on Maggio 9, 2010 at 07:01  Comments (3)  
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