Onironauta

Un mordersi continuo
come a sfamarsi degli umori
fermare il flusso  d’un tempo caldo
che ancora avverte d’esser vivi
a toccarsi le gambe pare strano
testimoniare tutti i giorni
sedute o deambulanti
e le braccia una loro geografia
di vene e squame

sognare alligatori sotto il letto
i figli sparsi da salvare
urlavo
nessuno mi ascoltava
ridevano di quelle care bestioline                   e
non aver paura, sciocca, vedi che sono innocui?
Non era vero
li mangiarono tutti                     grandi e piccoli
qui ci vorrebbe un gesucristo armato – pensavo –
che se aspetto miracoli…

ho poi guardato                   ho visto tra le fauci
d’una stanza affamata di me
scricchiolarmi di ossa
espropriarmi di sangue e d’ogni fluido
in questo sogno che rimane fisso
e so
d’essere sveglia.

Cristina Bove