Come faccio a lasciarti

La mia anima vive
nel subbuglio
di un cielo stellato
dove stelle cadenti
che ho raccolto
stanno bruciando i fogli
del mio libro di sogni
col bagliore.
Come faccio a lasciarti
se ti incontro ogni notte
prima di addormentarmi,
se mi sfiora il tuo vento,
se pure la tua cenere spenta
mi entra negli occhi…
Come faccio a lasciarti
se conservo sorrisi imbalsamati
in un astuccio d’oro,
le tue mani dal sapore di cielo,
baci sfiorati …
dove ogni sera
prima di addormentarmi
porto un fiore.
La tua ombra é incollata
al mio respiro
ma gravano colpi di scalpello
sull’incedere muto.

Giuseppe Stracuzzi

La stanza

 
Se sto qui, è come una piccola lucciola della sera.
Qui, con la piccola luce dal collo rosso
che si piega al tavolo,
ed il bicchiere bianco
ed occhiali e libri
e i fogli sparsi dei condomìni
.
Come può una stanza
freddarmi nel cuore?
.
Cosa può freddarmi
questa madre
mia matrigna del nuovo
che sa bene in cuor suo
la mia stanca speranza?

Antonio Blunda

Published in: on giugno 3, 2012 at 06:52  Comments (4)  
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Ritorno al passato

Torneremo a penne d’oca
su fogli di pergamena
con firme di ceralacca
rosso sangue su foglio avorio.

Apriremo il nostro cuore
a parole, a gesti d’amore
d’amicizia, d’affetto.

Sentiremo di nuovo
il profumo del pane
appena sfornato
di un dolce fatto da mani amorevoli
in una cucina ridente.

Vedremo di nuovo la serenità
negli occhi dei nostri figli.
Saranno pure le nostre mani
limpido il nostro sguardo.

E a sera diremo di aver vissuto
intensamente.

Sandra Greggio

Grande mistero

Grande mistero avvolto nel silenzio
il freddo abbraccio che cinge
i pensieri di chi non sa amare
e con finte lacrime di solitudine
sconfina nella follia.

Versi malinconici vagano nel tempo
lungo una strada sterrata
dove porte nascoste racchiudono
costanti e imperituri ricordi
legati al passato colmo di tormento,

mentre una triste nenia
pregna d’ansia e rimpianti,
imbratta una danza scomposta
di fogli bianchi, unici depositari
di chi volutamente ha scelto l’oblio.

Patrizia Mezzogori

Come…

Nel vento volan parole e fogli
mentre il mare sbatte su gli scogli

e a piedi nudi vago su la sabbia
lasciando indietro la mia rabbia

senza la tua anima sulla mia pelle
e come la notte senza luna e stelle

come senza l’aria non si può campare
come l’edera senza l’albero avvinghiare

ma nell’alba sono sempre solo
come gabbiano all’orizzonte in volo

con le parole si può volare
e l’immenso mare traversare

ma sul finir devo planare
e sulla mia spiaggia ritornare

e nel silenzio ascoltar un momento
la musica di questo mar nel vento

e pensar delle parole
dicono son pittore
ma senza te è …..

come dipinger senza colore

Pierluigi Ciolini

Che

 
…Ti dirò, stasera?
Non sarà voce sorgente,
se medito ora.
Mente a mente,
occhi negli occhi, noi
ciascuno mezzo mondo alle spalle,
ma non formare una sfera.
Forse fardelli  terreni pressanti,
lingue di fuoco, paletot pesanti.
Che ti dirò stasera?
Da mille anni, al canto del gallo,
tradisco l’orgoglio.
Ti penso.
Mille anni che inciampo il calvario,
ed ogni tuo sguardo
là, in cima m’incrocia.
.
Che ti dirò stasera,
se la mia lingua è spuntata
ed ogni tuo chiodo risorge?
Ti dirò che l’Estate
non è mai terminata
e la luna sui monti
sa ancora incantare;
che il gatto tuo appeso
nel quadro in salotto
lo sfamo a sorrisi e ricordi;
che parole stilettano,
dai tuoi fogli scrostati.
 
Che ti dirò, stasera?
racconterò venature
riarse dal sole,
o ciò, che davvero
irrora il mio cuore?
… Ti dirò stasera?

Flavio Zago

Il modo tuo d’amare

La forma de querer tú

es dejarme que te quiera.

El sí con que te me rindes

es el silencio. Tus besos

son ofrecerme los labios

para que los bese yo.

Jamás palabras, abrazos,

me dirán que tú existías,

que me quisiste: jamás.

Me lo dicen hojas blancas,

mapas, augurios, teléfonos;

tú, no.

Y estoy abrazado a ti

sin preguntarte, de miedo

a que no sea verdad

que tú vives y me quieres.

Y estoy abrazado a ti

sin mirar y sin tocarte.

No vaya a ser que descubra

con preguntas, con caricias,

esa soledad inmensa

de quererte sólo yo.

§

Il modo tuo d’amare è lasciare che io ti ami.

Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio.

I tuoi baci sono offrirmi le labbra perchè io le baci.

Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi e mi hai amato: mai.

Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no.

E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,

per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.

E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti.

Non debba mai scoprire con domande, con carezze,

quella solitudine immensa d’ amarti solo io.

PEDRO SALINAS Y SERRANO

Chi siede

Chi siede
su quello scranno
e tutti attorno
chi sbuccia banane
chi rimesta fango
chi conta scudi
chi li disperde
c’è massa silenziosa
che acconsente
gruppi inerti che
scandiscono il tempo
poi quelli che arrossano
gote e malleoli
mentre chini raccolgono
briciole di luna
a parte un cerchio di festanti
che mandano fetore e risate
c’è chi mormora al vento
chi assopito rinuncia
chi applaude senza le mani
o s’accanisce su ruvidi fogli
ci sono poi anziani e bambini
a raccolta
attorno ad uno stagno
che si specchiano
avari di sorrisi
e donne colorate che
attendono
sguardo al mare
che non c’è
………….
ma chi è seduto
su quello scranno?

Nessuno

Vuoto è il potere
se ferisce le anime
dei vivi
e quelle dei morti.

Tinti Baldini

Primo amore

Primitive emozioni,
rossori di gote e palpiti di cuore,
tremor di voce,
farfallio di mente.

Nottate bianche,
parole perse su fogli colorati,
scialbe mattine
sciupate a meditar per il domani.

Pensieri dolci
tra gli olmi d’un viale,
pudici baci
e piccoli tormenti.

Prime sessualità
confinate in un toccar di mani,
represse tra tenerezze
e semplici carezze.

Salvatore Armando Santoro

Giorno d’autunno

HERBSTTAG

Herr: es ist Zeit. Der Sommer war sehr groß.

Leg deinen Schatten auf die Sonnenuhren,

und auf den Fluren laß die Winde los.

Befiehl den letzten Früchten voll zu sein;

gib ihnen noch zwei südlichere Tage,

dränge sie zur Vollendung hin und jage

die letzte Süße in den schweren Wein.

Wer jetzt kein Haus hat, baut sich keines mehr.

Wer jetzt allein ist, wird es lange bleiben,

wird wachen, lesen, lange Briefe schreiben

und wird in den Alleen hin und her

unruhig wandern, wenn die Blätter treiben.

 §

Signore: è tempo. Grande era l’arsura.
Deponi l’ombra sulle meridiane,
libera il vento sopra la pianura.

Fa’ che sia colmo ancora il frutto estremo;
concedi ancora un giorno di tepore,
che il frutto giunga a maturare, e spremi
nel grave vino l’ultimo sapore.

Chi non ha casa adesso, non l’avrà.
Chi è solo a lungo solo dovrà stare,
leggere nelle veglie, e lunghi fogli
scrivere, e incerto sulle vie tornare
dove nell’aria fluttuano le foglie.

RAINER MARIA RILKE