Scricchiolio di un ramo spezzato

KNARREN EINES GEKNICKTEN ASTES

Splittrig geknickter Ast,

Hangend schon Jahr um Jahr,

Trocken knarrt er im Wind sein Lied,

Ohne Laub ohne Rinde,

Kahl, fahl, zu langen Lebens,

Zu langen Sterbens müd.

Hart klingt und zäh sein Gesang,

Klingt trotzig, klingt heimlich bang

Noch einen Sommer,

Noch einen Winter lang.

§

Ramo spezzato e scheggiato,
che ormai pende anno dopo anno
e asciutto scricchiola al vento il suo canto,
senza più fogliame né scorza,
spelato, scialbo, di lunga vita
di lunga morte stanco.
Secco risuona e tenace il suo canto,
caparbio risuona e in segreto angoscioso
ancora per tutta un’estate,
per tutto un inverno ancora.

HERMANN HESSE

Published in: on aprile 9, 2012 at 07:05  Comments (2)  
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L’amore addormentato

Là reposait l’Amour, et sur sa joue en fleur
D’une pomme brillante éclatait la couleur.
Je vis, dès que j’entrai sous cet épais bocage,
Son arc et son carquois suspendus an feuillage.
Sur des monceaux de rose au calice embaumé
Il dormait. Un souris sur sa bouche formé
L’entr’ouvrait mollement, et de jeunes abeilles
Venaient cueillir le miel de ses lèvres vermeilles.

 §

Là riposava l’Amore, e sulla sua guancia in fiore

divampava il colore di una mela brillante.

Io vidi,  entrando sotto la fitta boscaglia

il suo arco e la faretra appesi al fogliame.

Dormiva su mucchi di rose dai calici profumati.

La forma di un sorriso gli apriva pigramente la bocca

e giovani api venivano a raccogliere il miele dalle sue vermiglie labbra.

ANDRÉ CHÉNIER

Il tramonto a dicembre

E’ tardo fogliame d’autunno
sotto i passi rigidi incalzanti
del tipico freddo invernale,
nel comporsi inesausto
della sera in attesa,
lo sbriciolarsi lento del giorno.

Daniela Procida

Published in: on ottobre 27, 2011 at 06:49  Comments (4)  
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Tu delirio

Il tuo caro vello ambrato
il tuo ventre, le tue labbra
morbide e audaci,
il mio sangue che risuona
nella alcova confine argentato
rotolando nel tuo fiume ardente
La lingua  esplora
lambendo
il vestito che ti sveste
Chioma, fogliame del tuo
albero carnale, grappolo d’uva
otre di vino caldo
versato in un nodo
di gemiti ed urli
delirio per la  mia lingua
nel tuo pozzo d’amore
e la tua luna in due quarti
misteriosa e gaia
dove metterò i miei
sogni d’amante e di esteta
nell’attesa della lotta estrema
per rendere universale
il nostro fiammeggiante
delirio d’amore.

Marcello Plavier

Scuote gli alberi il vento d’autunno

Der Herbstwind rüttelt die Bäume,

Die Nacht ist feucht und kalt;

Gehüllt im grauen Mantel

Reite ich einsam, einsam im Wald.

Und wie ich reite, so reiten

Mir die Gedanken voraus;

Sie tragen mich leicht und luftig

Nach meiner Liebsten Haus.

Die Hunde bellen, die Diener

Erscheinen mit Kerzengeflirr;

Die Wendeltreppe stürm’ ich

Hinauf mit Sporengeklirr.

Im leuchtenden Teppich gemache,

Da ist es so duftig und warm,

Da harret meiner die Holde,

Ich fliege in ihren Arm!

Es säuselt der Wind in den Blättern,

Es spricht der Eichenbaum:

«Was willst Du, törichter Reiter,

Mit Deinem törichten Traum?»

§

Scuote gli alberi il vento d’autunno,

nella notte umida e gelida;

avvolto nel mio grigio mantello,

cavalco tutto solo nel bosco.

Mentre cavalco, io vedo in frotta

cavalcare con me i miei pensieri;

come il vento mi portan leggeri

a casa della mia diletta.

I cani abbaiano e la servitù

accorre con le fiaccole in mano;

salgo con furia su per le scale

facendo risuonar gli speroni.

La sala splendida degli arazzi,

è pervasa di aromi e calore,

lì m’attende il dolce mio amore…

mi precipito tra le sue braccia.

Il vento mormora tra ‘l fogliame,

e si sente la quercia parlare:

<< Cosa vuoi, folle cavaliere,

con questo tuo folle sognare ?>>

HEINRICH HEINE