Paesaggio triste

Le tife
rese giallastre
dall’imminente morte
costeggiano
con i ciuffi piegati,
come a chiedere perdono,
il solitario canale
che lento trascina
le sue acque melmose
attraverso i campi
posseduti
da stoppie grigiastre di mais
ove si posano uccelli affamati.
Strisce di nebbia leggera
formano ponti
filtrati
da pallidi raggi di sole.
Il cielo malato
riflette la sua grigia tristezza
nella foschia cinerina
che tutto avvolge.
E la luce straziata infiochisce.

Nino Silenzi

Published in: on ottobre 28, 2011 at 07:27  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

A Stellina una mattina

 
Ti ho vista là
contro il cielo rosa
nella foschia chiara
immateriale del mattino
.
Sul bordo della poltrona
il tuo profilo si stagliava
rivolto alla luce
al riquadro della finestra
.
Guardavi più in là
immobile e silenziosa
forse anche tu ami i colori
quelle nuvole rosa sull’azzurro
.
O chissà i tuoi occhi
a cosa erano rivolti
se fosse solo una posa
o che mistero ti teneva
.
Stellina mia compagna
di ogni giorno, tu
mi sei sempre vicina
dolcissima micina!

azzurrabianca

Foschia


Anche se mi avvolge la foschia
ho spalancato le finestre
a fronte
rettangoli appiattiti si
aprono a paravento
le torri
accostate a cime di olmi
dove sulle punte
dondolano volatili
plana il fresco sulle guance
Il collo stretto a finta lana
Respiro.

Rosy Giglio

Published in: on maggio 16, 2011 at 07:10  Comments (6)  
Tags: , , , , , , , , , , ,

Vincent

Starry

starry night

paint your palette blue and grey

look out on a summer’s day

with eyes that know the

darkness in my soul.

Shadows on the hills

sketch the trees and the daffodils

catch the breeze and the winter chills

in colors on the snowy linen land.

And now I understand what you tried to say to me

how you suffered for your sanity

how you tried to set them free.

They would not listen

they did not know how

perhaps they’ll listen now.

Starry

starry night

flaming flo’rs that brightly blaze

swirling clouds in violet haze reflect in

Vincent’s eyes of China blue.

Colors changing hue

morning fields of amber grain

weathered faces lined in pain

are soothed beneath the artist’s

loving hand.

And now I understand what you tried to say to me

how you suffered for your sanity

how you tried to set them free.

perhaps they’ll listen now.

For they could not love you

but still your love was true

and when no hope was left in sight on that starry

starry night.

You took your life

as lovers often do;

But I could have told you

Vincent

this world was never

meant for one

as beautiful as you.

Starry

starry night

portraits hung in empty halls

frameless heads on nameless walls

with eyes

that watch the world and can’t forget.

Like the stranger that you’ve met

the ragged men in ragged clothes

the silver thorn of bloddy rose

lie crushed and broken

on the virgin snow.

And now I think I know what you tried to say to me

how you suffered for your sanity

how you tried to set them free.

They would not listen

they’re not

list’ning still

perhaps they never will.

§

Notte stellata
dipingi la tua tavola di colori blu e grigio
osserva una giornata d’estate
con gli occhi di chi conosce l’oscurità della mia anima
dipingi ombre sulle colline
abbozza gli alberi e i giunchi
cattura la brezza e brividi invernali
nei colori della linea dell’orizzonte innevata

Ora capisco cosa hai cercato di dirmi
e quanto hai sofferto per la tua saggezza
e quanto hai provato a liberarli
loro non ti avrebbero ascoltato
loro non sapevano quanto
ma probabilmente ora starebbero a sentire

Notte stellata
fiori infuocati che brillano con luminosità
nuvole vorticose nella foschia scura
si riflettono negli occhi di Vincent blu come ceramiche
I colori cambiano tono
campi al mattino di grano ambrato
facce sopravvissute allineate nel dolore
sono mitigate sotto la mano amorevole dell’artista

loro possono non amarti
ma il loro amore era vero
e quando non c’è più nessuna speranza
in quella notte stellata
ti sei ripreso la tua vita come spesso fanno gli amanti
ma io potrei avertelo detto Vincent
questo mondo non è mai stato fatto per uno bello come te…

Notte stellata
i ritratti pendono sui muri vuoti
teste senza cornici su muri senza nome
con gli occhi che guardano il mondo e non dimenticano
come gli stranieri che hai incontrato
l’uomo logoro in abiti stracciati
la spina d’argento della sanguinosa rosa
che giace dopo essere stata strappata sulla neve virginea

ora credo di sapere
quanto hai sofferto per la tua saggezza
quanto hai provato a liberarli
loro non ti avrebbero ascoltato
loro ancora non ascoltano
e forse non ascolteranno mai

DON MCLEAN


Genova per noi

Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.

Eppur parenti siamo un po’
di quella gente che c’è lì
che in fondo in fondo è come noi, selvatica,
ma che paura ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte e non sta fermo mai.

Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna.
Genova, dicevo, è un’idea come un’altra.
Ah, la la la la la la

Ma quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l’annusiamo
e circospetti ci muoviamo
un po’ randagi ci sentiamo noi.

Macaia, scimmia di luce e di follia,
foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia…
e intanto, nell’ombra dei loro armadi
tengono lini e vecchie lavande
lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova ha i giorni tutti uguali.

In un’immobile campagna
con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi sono un sogno
e il sole è un lampo giallo al parabrise…

Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.

PAOLO CONTE


Genova

Adagiata sul lembo di terra
ti fanno scudo i monti
i piedi lambisce
il mare
l’occhio vigile ruotando
osservi e indichi
dell’approdo
la via
nella rosea foschia
mi appari scintillante e amica
stretta
difficile
ma sempre viva
tra le tue braccia umide
odoranti
mi lascio raccogliere
stanca la sera
 

Anna Maria Guerrieri

Published in: on gennaio 13, 2010 at 06:55  Comments (4)  
Tags: , , , , , , ,