Fantasmi

Ti ho vista velata e sola
alla trattoria dell’amore
dove non c’era nessuno.

Nella trattoria dell’amore
dove anch’io ero assente,
dove tutti erano assenti,
gli amori, i sentimenti,
le albe albine
e i tramonti di melograno,
i fiori della beltà e le rose,
quelle che ancora nessuno conosceva.

Nella trattoria dell’amore
provenienti dalla via Lattea
orde affamate di Angeli
si incontravano
e incrociavano i loro scudi
trasparenti
in un fracasso divino
dove io non riuscivo neppure a pregare.

Nella trattoria dell’amore
nessuno mangiava
perchè il cibo era assente
ma avevano tutti la pancia piena
tronfia di ire e di sfide
che diavoli vermigli provocavano
cantando di miserie e di orrori.

Una madonna sconosciuta
intonava nenie e litanie
ai suoi bambini
che la deridevano
perchè latte ella  non avea
ma sangue nero e amaro
arrivato dal grembo sverginato
della terra
e piangevano.

Nella trattoria dell’amore
tutti presenti e tutti assenti
ora
facevano festa
perchè nella strada fangosa
erano apparsi i giullari
che mangiavano a crepapelle
gli avanzi e gli avanzi
di tutti gli avanzi del mondo
e promettevano anche agli Angeli
una vita migliore.

Nella  trattoria dell’amore
ormai c’era tutto
mancava solo l’aria e il fuoco
Alla fine anch’io ero stanco
e affamato.
Non vedevo più niente
mentre l’oste, pingue e allegro,
ci invitava per la cena.

Gavino Puggioni

Gli aironi

Ed ora che ti aiuto a salire
sei piccina, schiacciata
come certe lattughe alla tempesta.
Vicina al finestrino, che sembri un aviatore
con le sue grandi ali d’ingegno e cartapesta.
Non fosse che hai diviso due mari con le mani
e attraversato strade di traffico alle nove;
potrei paragonarti agli aironi di Milano
che scappano impauriti
da tutto quel fracasso, per dileguarsi
in mezzo a una storia sempre uguale.

Massimo Botturi

Il Re Travicello

Al Re Travicello
piovuto ai ranocchi,
mi levo il cappello
e piego i ginocchi;

lo predico anch’io
cascato da Dio:
oh comodo, oh bello
un Re Travicello!

Calò nel suo regno
con molto fracasso;
le teste di legno
fan sempre del chiasso:

ma subito tacque,
e al sommo dell’acque
rimase un corbello
il Re Travicello.

Da tutto il pantano
veduto quel coso,
«È questo il Sovrano
così rumoroso? »

(s’udì gracidare).
«Per farsi fischiare
fa tanto bordello
un Re Travicello?

Un tronco piallato
avrà la corona?
O Giove ha sbagliato,
oppur ci minchiona:

sia dato lo sfratto
al Re mentecatto,
si mandi in appello
il Re Travicello».

Tacete, tacete;
lasciate il reame,
o bestie che siete,
a un Re di legname.

Non tira a pelare,
vi lascia cantare,
non apre macello
un Re Travicello.

Là là per la reggia
dal vento portato,
tentenna, galleggia,
e mai dello Stato

non pesca nel fondo:
che scienza di mondo!
che Re di cervello
è un Re Travicello!

Se a caso s’adopra
d’intingere il capo,
vedete? di sopra
lo porta daccapo

la sua leggerezza.
Chiamatelo Altezza,
ché torna a capello
a un Re Travicello.

Volete il serpente
che il sonno vi scuota?
Dormite contente
costì nella mota,

o bestie impotenti:
per chi non ha denti,
è fatto a pennello
un Re Travicello!

Un popolo pieno
di tante fortune,
può farne di meno
del senso comune.

Che popolo ammodo,
che Principe sodo,
che santo modello
un Re Travicello!

GIUSEPPE GIUSTI

Donna 2010

FEMME 2010
Fœtus nourrisson enfant fille adolescent
qu’avenir tu seras FEMME
dans cette société de trop de promesses fausses
appuyée sur l’externe apparence
mais
vide plus qu’une peau de kaki pelé
ou
de la vannure après le battage:
celui-ci est des nos pas extrême signe!
Foetus nourrisson enfant fille adolescent femme
qu’avenir tu seras MÈRE
dans cette société de balle… … …
Non! Non! Nooon routine, train-train, habitude, répétition,
u-ni-for-mi-té:  NOOOOOON!!!
Refaisons quatre pas dans la vie!
Risons! Jouons! Chantons!
Plus souvent à la promenade!
Ce sera une distraction voir du bas
sur le bouillon-blanc
devant à ce ciel changeant
entre fracas le grèbe pris par collapsus pour un saignée
que lance fanfaron sa poésie
aux enfants qui en vacarme entre les pieds
ils ont la voie:
” Fleur de mimosa
bananes je t’ai envoyé de Mombasa
mais tu ne veux pas encore… être ma épouse!”

§

Feto poppante bimba ragazza adolescente
che domani sarai DONNA
in questa società di marmellata
poggiata sull’esterna apparenza
ma
vuota più d’una buccia di cachi pelato
o
della pula dopo la trebbiatura:
questo è de’ nostri passi estremo segno!
Feto poppante bimba ragazza adolescente donna
che domani sarai MADRE
in questa società di loppa … … …
No! No! Noooo routine, trantran, abitudine, ripetizione,
u-ni-for-mi-tà: NOOOOOOOO!!!
TROTTIAMO A RIPRENDERCI la vita!
RIDIAMO giochiAMO cantiAMO più spesso a spasso
sarà uno spasso vedere dal basso sul tassobarbasso
dada-vanti a quel cielo cangiante
fra fracasso lo svasso preso da collasso per un salasso
che lancia smargiasso la sua poesia
fra il chiasso dei bimbi che vivon la via:
“Fior di mimosa
spedito ti ho il mio riso da Kinshasa
ma ancora tu con me…fai la ritrosa!”

Sandro Sermenghi