Estate

Bambino
il pomeriggio d’estate
s’andava a riposare
solo il tempo
per uno sguardo
al campo dietro casa
e mi faceva paura
e mai avrei voluto
trovarmi lì
nel calore soffocante
in cui pareva
nessuno potesse esistere.
Dietro i vetri
il ronzio delle cicale
mi trascinava fuori
col pensiero,
dove tutte loro
in una moltitudine informe
cantavano per sé
cercando di spiccare
sulle altre,
senza sapere che
sarebbe arrivato l’inverno
a cancellare i loro
inutili sforzi.

Gian Luca Sechi

Musica

Ovatta il capo dal reale
se io non lo proteggo,
s’apre l’udito
ed è
sommo rapimento
ora che di lei m’impregno,
è troppo, non regge
la mia fragilità di sensi
l’estasi violenta.

Daniela Procida

Published in: on novembre 26, 2011 at 07:11  Comments (5)  
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Fard

Fuoco d’artificio
disidratato
dalle mie stesse ossa;
si muove
tra balli d’aria invisibile;
pesantezza nell’oblìo di un fard
creato per abbellire,
per nascondere
per evidenziare,
far della mia ombra
la mia ricercatezza
dell’esser pura.
Tutto sfuma. Tutto tace
tra la sua polvere cristallina…
nei vari echi
di essermi pervasa dentro
come in una prigionìa.
In forza – in fragilità
in esser semplicemente io:
donna e uomo
asessuati di sola essenza…

Glò

Published in: on novembre 4, 2011 at 07:33  Comments (3)  
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A te, pragmatico uomo, chiedo

 
Prestami la tua capacità di decidere
la tua sicurezza nel sapere in cosa credere.
Scrollami, dimmi che non ho più l’età
che i sogni sono illusioni per allocchi
protagonisti di fiabe antiche inascoltate.
.
Convincimi che la luna è solo un astro
e non complice luce che si fa discreta
per proteggere un’intimità
o regalare un brillar di gemme
alle sciolte chiome di colei
che come fiera le libera al vento
per spargere profumi incantatori.
.
Dimmi che il cielo è aria
e non dimora di angeli e di anime.
Fammi credere che mai più
le braccia forti di mio padre
sorreggeranno la mia fragilità
e che il sorriso di mia madre
ho spento io per sempre
abbassando le palpebre
su occhi che mai rivedranno luce.
.
Polvere, solo polvere,
resterà di questo amore cosmico
tormento e gaudio
che mi divora l’anima
attimo per attimo
facendo di me una fiamma
che non so estinguere.

Elide Colombo

Piccola confessione notturna

Odio questa fragilità
che mi infrange anche
sulle piccole cose,
come onde sugli scogli,
senza però col tempo
modellarle;
odio restare nascosto
dietro questo atteggiamento
e violentarmi per
non mostrare debolezza,
ogni attimo
sempre uguale,
convivere con il desiderio
ansioso di cambiare
e la certezza di
non farcela
eppure quando vi guardo
non scorgo in voi
nessuno di questi
tratti,
ma neanche voi
riuscirete mai
a trovarli in me
perché,
pur disprezzandovi,
non riesco ad essere
che come voi.

Gian Luca Sechi

Published in: on agosto 26, 2011 at 07:11  Comments (3)  
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Sonetto 109

SONNET 109

O, never say that I was false of heart,
Though absence seem’d my flame to qualify.
As easy might I from myself depart
As from my soul, which in thy breast doth lie:
That is my home of love: if I have ranged,
Like him that travels I return again,
Just to the time, not with the time exchanged,
So that myself bring water for my stain.
Never believe, though in my nature reign’d
All frailties that besiege all kinds of blood,
That it could so preposterously be stain’d,
To leave for nothing all thy sum of good;
For nothing this wide universe I call,
Save thou, my rose; in it thou art my all.

 §

Non dire mai che il mio cuore ti è stato infedele

Sebbene la lontananza sembrasse attenuare la mia fiamma:

Potrei forse allontanarmi da me stesso? No, come non potrei

Abbandonare la mia anima che è chiusa nel tuo petto:

Quella è la casa del mio amore. Se ho vagato,

Come ogni viaggiatore alla fine torno a casa,

Giusto in tempo, dal tempo non cambiato,

Porto l’acqua nella fedeltà per lavare le sozzure del viaggio.

Non credere – benchè nella mia natura regni

La fragilità che assedia ogni tipo di sangue –

Che io possa stupidamente insozzare quell’acqua,

Che io lasci per un nulla la tua ricchezza di bontà:

Perchè nulla è per me l’intero l’universo…

Tranne te, mia rosa: nell’universo sei tu il mio tutto.

WILLIAM SHAKESPEARE

Fratelli d’Italia

Di che reggimento siete | fratelli? | Parola tremante | nella notte. | Foglia appena nata | Nell’aria spasimante | involontaria rivolta | dell’uomo presente alla sua | fragilità | Fratelli.

GIUSEPPE UNGARETTI

Spot

Immagini
dentro schermi
saccenti.
Echi d’acquisto
equipaggiati
di castelli,
mulini,
madri volanti,
padri sorridenti,
figli sguazzanti
in favole di pane
o di biscotti
senza toccare mai
la fragilità
di un guscio fresco
tra calli
teneri di fatiche,
senza specchiarsi mai
nella perla di un sudore
sopra occhi
di chi ha visto scorrere
anni di progresso
poi affacciati
alla rovina
di genuinità
sotto l’età
del sole stanco
… … …
Cosa conosce
l’anima di un bambino
se non una corsa
accerchiata
dal (finto) benessere
filastroccato?
Solo il voler avere
tra segmenti pindarici
della pretesa.

Glò

Anni insieme

Non sono buono
per quanto mi piaccia
crederlo,
mostrami
il tuo lato
più dolce
e lo colpirò,
dandoti la colpa
della mia crudeltà,
facendomi scudo
dei miei difetti,
ovvia conseguenza
della tue mancanze,
soffocherò in gola
ogni parola
di incoraggiamento,
per farmi forza
con la tua fragilità,
per vincere questa
guerra,
che non so quando
iniziò ad andare
contro tutte
la mie promesse.

Gian Luca Sechi

Nudo poeta

Sprofonda la lacrima
dilaniata d’ infinito
dolorosa nel gelido
scorrere di una
clessidra inesorabile
di sabbie mobili
palude di fragilità
dove la mente è
affollata di mangrovie
dedalo della notte

sepolto da lampioni
t’incammini su marciapiedi
stringendo in delirio abbraccio
il folto delle tue assenze
e nell’amuleto che non trovi più
s’attarda la mano cercando
di dipingere la smisurata doglia
di una figlia che non nascerà

Pierluigi Ciolini