Una vacanza

Mi sono preso una vacanza
passando per la cruna d’un ago
e chiudendomi dietro la porta.
Ho rovistato nel cesto del bucato
per riscoprire la fragranza dei fiori
ed il canto di protesta delle donne
al fiume dei secoli di marmo.
Ho ritrovato la madia dal gusto del pane
e l’odore d’infante nel dondolo a culla.
Adesso che è rimasto qualche muro maestro
e l’erba che cresce al posto del tetto,
non so pronunciare che silenzio di lacrime
e cercare, interdetto, qualche pietra annerita
a far da conchiglia.

Lorenzo Poggi

L’insetto illecito

Al mio paese la litoranea
prosegue afflitta di ristoranti,
che corrono impegnati a dare odori
di pesce fritto ed altro.
Dopo il deturpamento,
il profumo di mare ed il respiro
diventano sinceri,
la costiera di profusa schiuma
esala dolce sciabordio di onde,
propone scorrazzando
più fragranza di mare,
quando la sera un sentimento dolce
si affaccia,
quando il cielo
fuori dallo schiamazzo di lampioni
indossa dolce abito di stelle
ed il mare si veste come il cielo…
rintocca un desiderio
di seguire l’incanto,
ma la strada è interrotta
dall’ illiceità
che ferma i piedi al muro di una villa
in questa bella patria di venduti
di vergogna e di abusi,
perché l’insetto illecito
che succhia il sangue ovunque
partorisce i vermi
sulle mele più dolci…

Giuseppe Stracuzzi

Senza titolo

Sbruffa rosso sangue
esplode nell’aria
come l’artifizio

pavoneggia nel terrazzo
civettando con il sole
s’atteggia al vento
che gli ruba i petali
e il suo profumo

un velo di fragranza
avvolge le narici
fino a stordire i sensi
il mio geranio

Rosy Giglio

Published in: on giugno 21, 2011 at 07:45  Comments (12)  
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Preghiera

Se te ne vai
salpi dal cuore
spezzandomi reni
con giorni
insensati
di vele a ponente.
Il viverti dietro
è stridore
ingessato
su ardesia del tempo
e l’occhio singhiozza
aghi di pino,
che graffiano
mari di umori.
Se te ne vai
mi lasci l’ombra
le pareti diventano
abside romanica
grezza e nuda
il soffitto s’incurva
in viale di tigli a Settembre
le finestre
panorama plasmato
di alvei incavati e valli
all’orizzonte
e il colore attorno
acquazzone di Marzo.
Se te ne vai
perde calore
e fragranza,
il tuo tatto tatuato
sul mio tremore
e il mutare
delle forme
scioglie nodi carnali
di corpi estasiati.
Troppo fragile
e nero di seppia
l’aquilone del sogno
per forare le nubi
e i domani fumosi.
Tutto mi è disegnato dentro
acquaforte mi sento
incisa di te.

Tinti Baldini e Flavio Zago

Maritozzo e cappuccino

Ci hai fatto caso, mai, alla fragranza
di quel profumo tant’assai speciale
che t’accarezza il naso con creanza
ogniqualvolta che da un bar zonale

se ne esce senza un po’ di titubanza
e che t’avvolge col suo far fatale
da spingerti, così com’è sua usanza,
a far la colazione nazionale:

col maritozzo, il buon fiore all’occhiello
di quello che il mattino ci sa offrire,
e il cappuccino, autentico gioiello

d’un’inventiva ch’è tutta nostrana,
e che son nati apposta pe’elargire –
con poco – e insieme – quel gran toccasana?

Armando Bettozzi

Mi manchi…non mi manchi…mi manchi!

Ma tu lo sai
che quando te ne vai
torna il silenzio e avvolge questa stanza,
io lo assaporo poi, come carta
di caramella,
tengo tutta per me la mia fragranza?

Muovo a passo di danza
dove ancora si tocca
il tuo respiro; dolce ho sulla bocca
l’aroma del tuo sigaro e con la mano
mi attardo a rassettare
l’impronta del tuo peso sul divano.

Ogni mio gesto è forse
negazione di assenza
voglia di libertà
o inganno dell’attesa?
Comunque, torna presto!

Ogni parola spesa
prima che te ne andassi
mi scandaglia la mente
però il mio cuore sente
che questa porta
mi separa dal buio e freddo inverno
da ogni cosa al di là
ma non da te.

E così resto
infagottata di serenità
però tu, torna presto!

Viviana Santandrea

Sonetto della rosa tardiva

SONETO DA ROSA TARDIA

Como uma jovem rosa, a minha amada…
Morena, linda, esgalga, penumbrosa
Parece a flor colhida, ainda orvalhada
Justo no instante de tornar-se rosa.

Ah, porque não a deixas intocada
Poeta, tu que es pai, na misteriosa
Fragrância do seu ser, feito de cada
Coisa tão frágil que perfaz a rosa…

Mas (diz-me a Voz) por que deixá-la em haste
Agora que ela é rosa comovida
De ser na tua vida o que buscaste

Tão dolorosamente pela vida ?
Ela é rosa, poeta… assim se chama…
Sente bem seu perfume… Ela te ama…

§

Come una giovane rosa, la mia amata…

bruna, bella , snella, ombrosa

sembra il fiore colto, ancora coperto di rugiada

nell’istante in cui sta per diventare rosa.

Ah, perchè non la lasci intoccata

poeta, tu che sei padre, nella misteriosa

fragranza del suo essere, fatto di ogni

cosa tanto fragile che completa la rosa…

Ma (mi dice la Voce) perchè lasciarla sullo stelo

ora che è rosa commossa

di essere nella tua vita quel che hai cercato

così dolorosamente lungo la vita?

Lei è rosa, poeta…così si chiama…

senti bene il suo profumo…Lei ti ama…

MARCUS VINICIUS DE MORAES