Non potrai

Non potrai chiudermi in un angolo,
scacciarmi dal tuo esistere e andare
da sola per quella strada che finisce
nella nebbia dell’ignoto eterno domani
Non potrai prendere di me i gesti,
le parole, i sorrisi, il sudato corpo che
al tuo si unì tra silenzi e grida d’amore
in una stanza sul mare dove il tempo
era eternità e noi frammenti di universo.
Non potrai, amore mio, non potrai di me
giocarti fuggendo dai giorni inventati
da noi per sfidare la vita che restava,
la gente che di noi l’amore invidiava.
Se fu per amore lo stringersi le mani
che disperate nell’altre amore cercavano,
sarà per amore l’ultima stretta quando
di te la mano dalla mia scivolerà stanca
di una vita lastricata di dolori e offese.
Non potrai amore mio negarmi il diritto
di baciare i tuoi occhi socchiusi, parlarti
di noi e della nostra povera felicità rubata
mentre lentamente scivoli nell’oblio
e nel faticoso ricordo sorriderai di noi.
Se tuo fu il diritto di essere amata,
mio fu quello di prendere tutto di te,
anche il dolore che mi regalerai quando
il nostro tempo sarà un pendolo fermo,
un ora, una data nel calendario del cuore.
In quella stanza sul mare qualcuno
sentirà i nostri sussurri, i nostri gemiti
e sarà ancora amore tra noi perché
non ti lascerò andar via da sola, perché
sarà ancora mio quell’amore dal quale
scacciarmi vorresti.

Claudio Pompi

Io e te…

Io e te…
persi in un mondo troppo distante
fatto di suoni e pensieri diversi,
dove i sentimenti si perdono tra nebbie
che avvolgono fin nel profondo
anche il più rumoroso silenzio.

Io e te…
tra falsità e maldicenze,
solitudini ricercate e volute
espresse con parole ingannatrici
ad emulare il canto delle sirene
tra immagini che scorrono lente.

Io…
per giorni e notti alla ricerca
di colori sbiaditi tra la malinconia
che costella di frammenti la vita,
come sabbia che scorre in una clessidra
per ricordarmi che il tempo non lo vivrò con te…

Patrizia Mezzogori

Scrivere di polvere

per contrastare il lento scivolare delle stanze
su piani instabili
con la pazienza e il tatto
conservarne di suoni e di cadute e tutti
gli orizzonti allineati alle pareti
e le maree talvolta
e l’altro amare

scrivere fiore quando si sa che un fiore scritto
non è quel fiore ma tutt’altro
anche il segnarsi della vita addosso
scriverne è questo passo idiota da spoeta

un dire inutile
muffa dietro il ritratto fatto a penna
alla scadenza nuda e sparpagliata
invio frammenti in ogni direzione
e fosse il dunque______l’ardire mio femmineo
svolgimento infinito di frattali

mi scriverei di sillabe interrotte in un continuo
spargimento di dubbi e incazzature
sbalorditivo l’attimo che torna e torna e torna
in rifrazione eterna

Cristina Bove

Vascello nella tempesta

Ho fatto di tutto per non affondare
imbarcando acqua di mare in tempesta,
spinto verso le aperte tombe di scogliere
grigie come sinistri manieri.
Pezzi di me ora galleggiano tra scogli
eretti come lapidi senza nomi e date.
Raccontano frammenti di storia e vita,
nel costante borbottio ripetono a cantilena
le stesse parole fino a quando improvvisa
un onda nuova quel frammento porterà
a largo e svanirà corroso.
Vascello sicuro e fiero di vele spiegate,
in ogni mare sospinto dai mutevoli venti
del destino ho navigato seguendo le stelle.
Ho solcato il mare dell’indifferenza umana
raccogliendo anime naufraghe lasciate
alla mercè dei vortici che la vita crea
In oceani del male ho fatto scalo in isole
di pace per prendere poi nuove rotte.
Nel mare del dolore che ogni nave solca
Ho chiuso i boccaporti del cuore perché
le immense onde sopra di me passassero
ricucite le vele strappate la rotta ho ripreso.
Solo al mare dell’amore mi sono arreso,
ho lasciato che questo vascello alla deriva
andasse, che i suoi venti le consumate vele
dell’anima tormentata stracciassero.
In quel mare dove gli altri mari si mischiano
e tutt’uno diventano, ho subito i flagellanti
flutti del male, del bene, dell’indifferenza
e della passione che più del sole acceca,
rendendo schiavi senza memoria e orgoglio
chi del dio amore agli acuminati scogli
nel naufragio mortale del cuore si consegna.

Claudio Pompi

Misteriosi sguardi

Misteriosi sguardi s’intrecciano
nell’aura notturna creata dalla luna
che si cela tra nuvole soffici
come carezze di seta.
Il mio pensiero, tra implacabili
nervature d’ombra,
si scaglia in frammenti
taglienti come schegge di vetro
per poi farsi silenzio
e spegnersi nel vasto universo
costellato dal bianco riverbero
di logore e tristi realtà.

Patrizia Mezzogori

Sai quando il vento…

entra e scricchiola tra le imposte socchiuse
e ci voltiamo per conoscere le ultime notizie
o ci alziamo per assaporare gli odori del mondo.

Sai quando il vento …
ci chiama dentro e non raccapezziamo
che senso ha morire un poco ogni giorno
senza sapere delle violenze al mondo di fuori.

Sai quando il vento …
sibila stanco di non farsi capire
e alza la voce fino a lasciare lamenti
tra frammenti di case ed occhi di pianto.

Sai quando il vento …
mi porta per mano alla torre del faro
lasciandomi solo di fronte al mare
ad avvistare nuove vele in arrivo.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 3, 2012 at 07:20  Comments (9)  
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Le ali di un angelo

Avevo scolpito una statua di dolore,
freddo come quel marmo il mio cuore.
Solo pensieri e interminabili silenzi,
notti di luna senza poesia e dolcezza,
stelle che schegge di felicità sembravano.
Frammenti di una sola stella distrutta.
Davanti a lei passai i giorni e gli anni,
lucida di lacrime su di lei versate.
Dal buio dei pensieri spuntò un angelo,
con le sue ali l’anima mia avvolse,
a se la strinse e la portò in volo, a lei
mostrò un cielo dimenticato da tempo.
Restarti accanto, disse, voglio per sempre.
Mai è per sempre, guardati intorno.
Volerai lontano al primo alito di vento
Che avverso soffierà su di noi.
-Se è questo che temi apri il tuo cuore-
Tagliò le sue ali e le pose ai miei piedi.

Claudio Pompi

Tra le mani il cielo

 
Frammenti di cristallo
a disegnare il tempo
nelle mattine gelide
nell’alito caldo di sogni
.
e la musica alla radio
gli occhi pungenti
le poesie che soffiano
parole all’orecchio
.
mani strette
a sfidare i giorni
mentre la vita corre
e mi viene contro
.
il cielo è addosso
come una pelle
trame di follia
nei passi delle nuvole

astrofelia franca donà

Dentro gli scogli di ghiaccio

 
Tra un sorriso
e una lacrima il mondo
è trascinato:
voglia di vita tra dolor di morte,
venti e elementi
del pianeta Terra soffiano
ruggendo tra bufere
dentro scogli di ghiaccio
.
Frammenti
di vitasogno, come
lucenti stelle di giglio adorne
candida giovane
la luce spirituale,
bella e leggera d’etere
di rosa profumata.

Paolo Santangelo

Impressioni d’ottobre

 
Un rintocco di campana
calmo e preciso
stempera frammenti
di ricordi indelebili
sul tuo volto stupefatto,
svanisce sofferta paura
di lottare in prima fila,
nell’intricato turbinio dell’anima
ingialliscono impressioni d’ottobre.
Cadono tremule foglie al sospirar del vento,
non c’è posto per il rimpianto,
all’istante netto si delinea il percorso
per troppo tempo schiavo della strisciante nebbia.
Filtrano pensieri emozioni di luce radiosa,
il sole mi ha scelta sovrana di me stessa,
dall’alto scende un’ala di biancore impressionante
che accarezza il corpo interamente,
si posa sull’incredula testa una corona di rose verdi
mista a ramoscelli di ulivo e petali violetti,
è il quadro della vita che prende forma
sulla tela di uno strascico di risa convulse e felici.

Roberta Bagnoli