Scrivere di polvere

per contrastare il lento scivolare delle stanze
su piani instabili
con la pazienza e il tatto
conservarne di suoni e di cadute e tutti
gli orizzonti allineati alle pareti
e le maree talvolta
e l’altro amare

scrivere fiore quando si sa che un fiore scritto
non è quel fiore ma tutt’altro
anche il segnarsi della vita addosso
scriverne è questo passo idiota da spoeta

un dire inutile
muffa dietro il ritratto fatto a penna
alla scadenza nuda e sparpagliata
invio frammenti in ogni direzione
e fosse il dunque______l’ardire mio femmineo
svolgimento infinito di frattali

mi scriverei di sillabe interrotte in un continuo
spargimento di dubbi e incazzature
sbalorditivo l’attimo che torna e torna e torna
in rifrazione eterna

Cristina Bove

Realnauti

Abbiamo nomi
tracciati in corpi di periferia
puntiluce dal centro all’infinito

di frattali e parabole
di latimerie fossili
abitiamo caverne metafisiche
depositi di addii

ma nuda è la sorgente,
la dipinse Courbet – pareva viva –
questa la verità:
l’effige di una forma transitoria
esposta in un triangolo

e noi recisi andiamo
portando l’illusione
di non essere eterni

Cristina Bove

Quando la Neve regna sulla terra secca

Tutto tenta di fermarsi
Lei fa si che ogni cosa rallenti – e
Quando lei è bianca – si illumini:

Il più orribile dei volti diventa etereo
La mano più lontana ti sfiora
E il più antico dei frattali – con delicata precisione
Si mostra dinanzi al cielo bluastro.

L’occidente – l’assassino che accoglie il Sole
Oggi è commosso dai fiocchi delle sue lacrime
Oggi gli concede di guardarla
Cadere pulita sugli Aironi.

Nicole Marchesin

Published in: on febbraio 5, 2010 at 07:20  Comments (4)  
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