Figli

ON CHILDREN

Your children are not your children.
They are the sons and daughters of Life’s longing for itself.
They come through you but not from you,
And though they are with you yet they belong not to you.

You may give them your love but not your thoughts,
For they have their own thoughts.
You may house their bodies but not their souls,
For their souls dwell in the house of tomorrow,
which you cannot visit, not even in your dreams.
You may strive to be like them,
but seek not to make them like you.
For life goes not backward nor tarries with yesterday.

You are the bows from which your children
as living arrows are sent forth.
The archer sees the mark upon the path of the infinite,
and He bends you with His might
that His arrows may go swift and far.
Let your bending in the archer’s hand be for gladness;
For even as He loves the arrow that flies,
so He loves also the bow that is stable.

§

I vostri figli non sono i vostri figli.

Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.

Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,

E benché stiano con voi non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,

Perché essi hanno i propri pensieri.

Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,

Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.

Potete sforzarvi d’essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.

Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.

Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.

L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,

e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.

Fatevi tendere con gioia dalla mano dell’Arciere;

Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l’arco che sta saldo.

KHALIL GIBRAN

Dissolvenza

Si dissolve facile
il vigore del dover essere
nel seducente desiderio
di realizzarne la volontà.
Come frecce di ghiaccio
freddo fuoco esso infligge
all’ingenuo pianto di lacrime.
Sulle sane incertezze infuria
dubbi che sanno di voglie
e innanzi a chi pondera
soltanto quel che emerge,
strugge parole imprudenti
rivolte a scolpire la reale
sostanza dell’essere.

Daniela Procida

Viaggio di notte


Attratto lo sguardo,
dove righe di luci vanno all’orizzonte
frecce bianche indicano la meta
percorrendo  paralleli ai paraurti
tunnel luminosi si accendono di bagliori
come il sole al mattino

strade interrotte
deviazioni in continuo
danno il senso di un labirinto
e continua il viaggio
in  queste strade illuminate
lampeggiando di giallo oro
merlettano il battistrada
e il bianco corallo segna per terra  la strada
come la mappa il tesoro
una  grande galassia
con pianeti e comete  illuminati tra loro
e un viaggio di notte
percorso sull’autostrada

Rosy Giglio

Una vita in più

Ma se a volte questa
mi pare troppa
tanta di massi
al petto e
foglie secche
in astio di solchi
arrivati in fretta
come fustigate
tanta di neve pestata
troppa d’imbrogli attorno
e mascherate
spessa
di spilli
e di nodi a palla
e la voglia
di scansarla
prende la
notte
che tutto tace e
il cuore spegne
lampade e frecce.

Ma se guardo le
costellazioni
le guardo
come l’uomo nei millenni
famigliari in miracolo
di forme
e strisce e
molecole e materia
e
mai vorrei smettere di vedere
quel piccolo mio
cielo.

Se quelle pagine stropicciate
mi son sottratte
furia divento in
furto di vita
se non vedo bambini
per un giorno mi manca l’aria
e
non chiudo la notte finestre
per non perdere un alito del vento
e
vorrei ancora certi baci che
raccontar non posso
senza i colori

e vorrei mercati
e sangue veloce in circolo
e amanti in fila
e figli che cantano
e mani prensili davvero di cieli e stelle
e tatuati
sulla pelle i sorrisi
di tutti i miei morti
e camminare camminare
per
altro dolore magari
ma che sia andare
e poi ritrovare tutte le parole
che mi sono lasciata dietro
tutte le promesse che sventolate
mi hanno
fatto vento

una vita in più
fosse anche solo per espiare
questo
troppo amore
che non ci fa fermare
e ci fa di cristallo e di roccia
di
pioggia scrosciante o goccia
donne e madri
amanti e compagne con i
fianchi esposti
a chissà quanti colpi…

Tinti Baldini e Maria Attanasio

Maestrale

Soffia il vento scompiglia le parole
le porta lontano
a cavallo di un onda
come frecce
colpiscono il cuore
lanciate da cupido inquieto
e senza melodia

Gianna Faraon

Published in: on settembre 9, 2010 at 07:23  Comments (4)  
Tags: , , , , , , ,

Le rondini

Son tornate
a sorvolare
la casa di pietra
ai margini del bosco.

S’apre il cielo
ai garriti
di frecce piumate e
tra le fronde inverdite
riecheggiano
altri gridi
altri frulli.

Esulta il cuore
spalanca finestre
ad aria nuova
si fa piccolo nido
negli anfratti
del muro a sud
si accoccola.

Graziella Cappelli

Published in: on agosto 21, 2010 at 07:29  Comments (5)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Passa…


Passano gli anni come frecce ardenti
te li ritrovi sui capelli e nei denti,
passano i figli davanti al tuo specchio
loro sempre più grandi e tu più vecchio.
Passano i nomi e quelli che restano fanno la Storia
milioni di altri  restano senza memoria.
Passano i minuti lenti di ogni attesa
poi  c’è l’incontro e la resa.
Passano i cani in branco e fanno paura
passa lenta la notte della tua cura.
Passano i giorni di scuola
prima degli ultimi poi sempre più sola.
Passano gli anni fecondi
a pensarci bene son durati quanto secondi.
Passano le parole
a volte si sciolgono come neve al sole.
Passano le nuvole, le stagioni
gli uomini le donne, si nasce incendiari e si muore pompieri.
Passa tutto e quello che resta
dopo un po’ pure passa.

Maria Attanasio


Published in: on gennaio 4, 2010 at 07:00  Comments (6)  
Tags: , , , , , , , , , , , ,