Estasi

L’amore è…
inaridito,
soffocato,
represso

L’antica volontà
non osta…
il sentimento,
il desiderio,
la voglia…
del donarsi

Le brevi,
fugaci apparizioni
conclamano
la brama eterea
dello sprigionarsi
la frenesia …
dei sensi

L’animo gentile
è travolto…
e soggiogato
dall’impeto naturale…
dell’umano rapporto

Ciro Germano

Published in: on febbraio 8, 2012 at 07:06  Comments (7)  
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Incontro in circolare

Alta, bruna, fiancuta,
sotto un soprabito disadorno,
la bella ragazza confusa
nella misera folla
d’una vettura circolare interna,
pareva sorda a ogni affanno.
Ferma sul corridoio, un po’ appartata,
le sue gambe di statua
sostenevano gli urti
come solido ponte un fiume in piena.
Non gloria in lei spirava,
non frenesia di vita o giovinezza,
ma una decisa e forte indifferenza
luceva nei suoi occhi assorti e aguzzi.
Era di quelle
romane bellezze
che son rare anche a Roma,
dove mai non s’incontrano
senza un muto stupore.
Era un grande segreto
della vita di Roma
che m’appariva in luogo men propizio,
nella forma più degna.
Donde veniva, ove andava
la bella romana chiomata
di lucidi e ricci capelli?
Quale mestiere o cura attribuirle?
Spostandosi verso l’uscio
trovò qualcuno con cui discorrere
famigliarmente.
E mi volgeva le spalle
alte com’ali tese.
Al Colosseo discese leggermente,
scomparendo ai miei occhi, oimé, per sempre.

VINCENZO CARDARELLI

Uomo…

Uomo che hai il deserto nel cuore
stoppa della frenesia
l’impulso di un’insaziabile
piacere dal gusto ignoto,
rallenta la tua corsa
quando spingi forte l’acceleratore
della fantasia solo un dissapore,
inequivocabile gioco di pazzia
della tua mente, caduta
per errore nelle mani di colei
che si fa chiamare “perversione”

Beatrice Zanini

Abbraccio l’autunno


Non faccio fatica
a concedermi
all’abbraccio dell’autunno
tratteggio i colori
sulle pareti dell’anima
rosso rubino l’accesa passione
giallo mozzafiato il bacio del sole
ruggine e porpora
il passo delle fronde
dove riposa il passero
e canta spavaldo il merlo
duro fatica a vestirmi di malinconia
l’estate mi ha già salutato
svanita la ragia appiccicosa dell’afa
restano solo impronte dentro
intatte voglie di frenesia
ma chi ha detto che l’autunno
è la stagione delle foglie morte?
E’ meraviglioso passaggio
punto d’arrivo e di raccolta
ricci e castagne mi sorridono
e le cromature della natura
con pennellate di colori accesi
ricompongono nel cuore
sfumature armoniose
uniche
di magica allegria.

Roberta Bagnoli

Ricordi


Sola mi avvio lungo la via
poco importa il luogo
la frenesia del tempo
Ciò che voglio sei tu
i tuoi silenzi
il tuo salire e scendere le scale
mi mancano i nostri dialoghi
il nostro andare senza meta
tra la folla indifferente
Ora lentamente sola arrivo a te
per accarezzare il tuo volto pallido
per stringerti la mano
perché tu possa
assorbire il mio calore
percepire la mia presenza
ora mi deve bastare
il tuo sguardo
carico di parole non dette
di frasi incomplete
che mai conoscerò
ma le mie parole bastano
per farti sognare luoghi lontani
memorie  vissute nella
spensieratezza della verde età
con l’energia dei sogni
quando parlavano non le labbra
ma i nostri corpi  stretti uno all’altro
Ora basta la mia voce e i tuoi occhi
Si illuminano di una luce lontana
E si riflettono sui miei
mentre le mie labbra sussurrano ti amo

Gianna Faraon

A Senhal


A  CLÎ

Quand l’è tänp ed caranvèl
fèr di sèlt sanza grinbèl
pò cuntént andèrsen vî
in silänzi e in pónta ed pî
a zarchèr una caśleńna
dóvv tafièr un’anadréńna
e vulèr såtta un linzôl
par magnèr sfrâpl e raviôl!
Pò, in sta mûśica fiuré,
lûv biasèr un dåulz candé
dåu fritèl cån sî grasû
e ala lómm di mirasû
chèld gustèr ranûc’ cån Clî
ch’la s fa vgnîr la freneśî,
ch’l’é l’insónni d nôstra vétta,
che però l’é tante drétta
ch’an s’ariès mai ed ciapèrla,
pzigutèrla e intànt baśèrla!
L’é un źarmói, l’é un sprucajén,
l’ha del cûruv da viulén
l’é una źòja l’é un zriśén ,
cån Clî psairi ciacarèr
cån Clî psairi anc źughèr,
la Sô véggna… psair vindmèr!

§

A  SENHAL 1

Quando è tempo di carnevale
far dei salti senza grembiale
poi contenti andarsene via
in silenzio e in punta di piedi
a cercare una casina
dove ingollare un’anatrina
e volare sotto un lenzuolo
per mangiare sfrappole e raviole!
Poi, in questa musica fiorita,
ghiotti masticare un dolce candito
due frittelle con sei ciccioli
e alla luce dei girasoli
caldi gustare ranocchi con Senhal
che ci fa venire la frenesia,
che è il sogno della nostra vita,
che però è tanto scaltra
che non ci riesce mai di acchiapparla
pizzicottarla e intanto baciarla!
È un germoglio, è snella carina,
ha delle curve da violino
è una gioia è un ciliegino/sorrisino 2,
con Senhal poter chiacchierare
con Senhal poter anche giocare
la Sua vigna… poter vendemmiare!

Sandro Sermenghi

1 Senhal” (Clî) nome fittizio che nella poesia dei  trovadori provenzali adombrava il nome della  donna amata che, per rispetto e per sana gelosia, veniva tenuto segreto.

2 ciliegino e/o sorrisino (zriśén) in bolognese si scrivono nello stesso modo.

La vita è sogno

“Che è mai la vita? Una frenesia. Che è mai la vita? Un’illusione, un’ombra, una finzione… E il più grande dei beni è poi ben poca cosa, perchè tutta la vita è sogno, e gli stessi sogni sono sogni!”

PEDRO CALDERON DE LA BARCA

Published in: on gennaio 1, 2010 at 07:48  Comments (6)  
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La città dei merli caduti

Là, sul quadrante
la fionda tira l’ora,
martello a ferro caldo
la frenesia padrona
che mi fa ruote adese gli scambi
luci poche.
La testa dell’ ariete vaneggia al buio nord:
di là la Francia verde bottiglia
qui l’annuso
di fabbriche moderne, tirate a lustro, file
di alberi con scritte liquore;
antenne tonde
antenne come baffi di gatto
aghi sottili, a ricamare strade di tram
letti frugali, fatti d’imballi vecchi
di un lanificio chiuso.

È la città dei merli caduti.
Poche mani, non più capaci a chiedere la carità
o carezze
un segno dell’umana pazienza
un pasto caldo, va bene anche un bicchiere di vino
a qualche d’uno.
È la città che tace il rumore della terra
la copula di biella e d’ogiva,
è scafo molle
nel mare della storia dei ghiacci
e qui viviamo.

Massimo Botturi

Published in: on dicembre 13, 2009 at 07:33  Comments (2)  
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