Le ortensie

Sembravano tuonare, le ortensie, nel giardino
quando nascosti bene per gioco là amavamo
fare come gli uccelli che s’alzano, improvvisi
per correre alla tana da tutti noi decisa:
la bocca di una vecchia fontana.
Era settembre
il fresco delle sei della sera ci incontrava
come le madri uscite dagli stabilimenti,
pronte a dettare burro e due cose per bottega.
Un’ora solamente e poi casa, era settembre
il rischio grande d’esser felici a poche cose:
i fuochi per il santo, le bancarelle e i dolci.
Il rivolo che s’era formato il nostro fiume
la meliga e le vecchie robinie un po’ Salgari.
E poi i saluti dalle ringhiere
giù in cortile, le bici incatenate, i gatti rossi usciti
a fare scorta d’ultime luci
e poi la notte.

Massimo Botturi

Sogni nelle scarpe

Attraverso la vita
in bilico
tra scivolosi ciottoli
di un torrente.
A volte, sento il fresco
dell’acqua limpida,
altre mi immergo
nel molle fondo.
Sento la terra sotto i piedi
ma gli occhi rivolgo al cielo.
Tengo saldamente in mano
le mie scarpe
ma non posso indossarle.
Son piene di sogni
che mi servono
per proseguire il cammino.

Sandra Greggio

Published in: on agosto 23, 2011 at 07:36  Comments (7)  
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Foschia


Anche se mi avvolge la foschia
ho spalancato le finestre
a fronte
rettangoli appiattiti si
aprono a paravento
le torri
accostate a cime di olmi
dove sulle punte
dondolano volatili
plana il fresco sulle guance
Il collo stretto a finta lana
Respiro.

Rosy Giglio

Published in: on maggio 16, 2011 at 07:10  Comments (6)  
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Sensazione

SENSATION

Par les soirs bleus d’été, j’irai dans les sentiers,
Picoté par les blés, fouler l’herbe menue :
Rêveur, j’en sentirai la fraîcheur à mes pieds.
Je laisserai le vent baigner ma tête nue.

Je ne parlerai pas, je ne penserai rien,
Mais l’amour infini me montera dans l’âme ;
Et j’irai loin, bien loin, comme un bohémien,
Par la Nature, heureux- comme avec une femme.

§

Nelle sere azzurre d’estate andrò per i sentieri,
pizzicato dal grano, a calpestare l’erba tenera:
come in sogno ne sentirò il fresco nei piedi.
Lascerò che il vento bagni la mia testa nuda.
Non dirò nulla, non penserò a niente:
ma l’amore che non ha fine mi riempirà l’anima,
e andrò lontano, molto lontano, come un vagabondo
attraverso la Natura, felice come quando si sta con una donna.

ARTHUR RIMBAUD

Prato di collina


Prato di collina
il loglio, una pietra
il suono del vento
sole già basso e luce bianca
così bello tutto
così bello
ci vorresti tu
il fresco mi sfiora la spalla
muove i capelli
e le cime bianche del loglio
splendenti muovono in onde
come il mare
ci vorresti tu
un movimento così dolce
nel giorno stremato
la sera morbida e selvaggia
sfiora le labbra
fino all’ultimo pensiero sfinito
traccia d’infinito
e ci sei tu

azzurrabianca

Published in: on settembre 10, 2010 at 07:11  Comments (2)  
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Guerra (in miniatura universale)

La guerra dei mondi
non vive che in miniatura esposta
alla grandezza dei caratteri
scelti e viziati
nel loro intangibile universo
con espressione di serpente
viscido nella sua finezza
e caldo nell’avvolgerti inconsapevolmente
all’odio che non provi dentro di te;
annebbiandoti nel suo anelito di versi
il suo agrodolce veleno ti stende
alla bellezza del biondo sole
e cerchi il fresco della tua difesa
tra i suoi raggi di invaghita consapevolezza.

Glò