Scagliandomi nudo contro il vento avverso


          M. dice che da quando hanno aperto le frontiere
          non sente più lo stesso brivido di quando ha raggiunto Copenaghen o Barcellona
          con un bel po’ di fumo nel fondo del bagagliaio
          e intanto ha sposato quel tipo di donna che mangia solo rose
          ed è meraviglioso vederli ballare anche se non ballano in maniera meravigliosa.

F. ha inghiottito tutti i tubetti dei colori ma non è ancora riuscita a dipingere niente
scrive cose deliziose con la punta del piede ma ho saputo che ha perso una gamba
gettandosi da una finestra.

P. e L. si svegliano raramente di notte e ancora più raramente si svegliano di giorno
ho contato i morti fino all’alba e i primi due erano loro con le loro vite segrete
con il loro mazzo di chiavi ciascuno con i loro modi troppo gentili.

R. e F. sono due persone per bene, si lavano i denti tutti i giorni, non hanno bisogno di niente
anche se R. una volta diede un colpo secco ai canali di Amsterdam
e ci fece ridere per tutto il millennio.

          D. e I. hanno sempre vini eccellenti e grappe affumicate da contorcerti le budella,
          sanno parlare di tutto ed I. è deliziosa come un furetto.
          A volte rido come un idiota con D. quando ricordiamo l’insetto gigante che ci apparve
          al posto di un palo della luce nella notte sintetica.

Per il resto non ho ancora smesso di cercare tra le pulci dei cani
ed ho scritto sulla copertina di un libro tutti i miei indirizzi
scagliandomi nudo contro il vento avverso
che è l’unico capace di insegnarmi
                                                                 -tutti i venti…

Massimo Pastore

Sentirti nel vento

Ovunque io andrò avrò con me
la tua voce, il tuo volto, i tuoi occhi.
Il vento ti porterà a me, ovunque tu sia,
ovunque io sarò.
Non basteranno distanze e frontiere
per fermare quell’amore che non vuole
morire di altri amori.
Non basteranno nuovi volti e sorrisi
per cancellare il tuo volto, il tuo sorriso.
Quel vento che da tempo mi segue
mi parla di te, mai stanco a me ti porta
ogni volta che da falsi amori ferito
mi rialzo deluso e ti chiamo.
Quanti amori col tuo nome chiamai
e il vento come nebbie disperse
Sei nel vento dei tramonti, nelle brezze
di mare dove sei nata, sei fatta di vento
che tutto pulisce e nuda l’anima lascia
perché di amore vero si vesta.
È nel vento il tuo nome, il tuo profumo,
il mio cercarti perenne, il nostro volersi
ancora.
Furono vento i giorni con te vissuti,
tormentati e intensi ma d’amore gonfi
come vele che cercano il largo del mare.
È tua la carezza che il vento per gioco
posa tra i miei capelli e li scompiglia,
gioco che ridendo facevi per esser presa.
Il vento mi porta quel tuo ridere e il silenzio
di un bacio che fine a quel gioco poneva.

Claudio Pompi

Canzone della solitudine

A un passo
dai miei passi
si levano
frontiere vive
Non esiste
segno cardinale
solo la solitudine
moltiplicata
divisa fra moltitudini
di persone
La città ha
un aspetto
minerale
la sua geometria
non è bella
come quella appresa
a scuola.
Ricordo triangoli
foderati
cubetti come
di zucchero
uova variopinte.
Così iniziai il
cammino verso
le forme
poi arrivò
la circonferenza
e con lei
la prima donna
racchiusa in una luna
Cara solitudine
dove sei stata
sino ai miei tanti anni
senza fare conoscenza
certamente viaggiavi
nei treni, oppure
negli specchi
eccoti lì nella fotografia
stando sempre
a me vicina.
Tutto è stato inventato
ma nulla che
possa liberarci
dalla solitudine.

Marcello Plavier

I NUOVI MURI

Muro Berlino

Sono passati venti anni dall’abbattimento del Muro di Berlino che significò l’abbattimento delle frontiere e l’apertura alla libertà per le nazioni che vivevano oltre la cortina di ferro. Un passaggio epocale, un mondo nuovo tutto da inventare al di qua della cortina, al di qua della Porta di Brandeburgo. Un mondo tutto da capire quello dell’Est. Sono passati vent’anni e con loro tanta storia. Ma oggi quanti muri sono nati sulle macerie di quello di Berlino? L’Europa occidentale si è vista invadere da gente disperata e speranzosa che nell’Occidente ha cercato una sua collocazione e una propria dignità fino a quel momento calpestata. Sono nati nuovi muri invisibili nelle città occidentali fatti di pregiudizi e diffidenze dopo una iniziale euforica accoglienza. Sono muri eretti all’interno delle varie società e pertanto nelle persone che giorno per giorno si sono trovate a convivere con “ quello dell’Est”. Quell’euforia è andata via via scemando quando insieme alle persone di buona volontà si sono mischiati come dei virus uomini che hanno trovato terreno fertile per esportare altra criminalità a volte feroce. L’Europa occidentale non era preparata dal punto di vista della sicurezza e della tutela dei cittadini, e per prima ha pagato le nuove infiltrazioni criminali che con il traffico di armi, la prostituzione, la droga hanno aumentato e potenziato la criminalità già esistente. Sono venuti a cadere insieme al muro di Berlino anche tutti quei filtri presenti nei passaggi di frontiera che bene o male quantomeno rallentavano il flusso criminale. La gente non si è sentita più protetta ed ha eretto muri che hanno reso difficile l’integrazione con quanti invece sono arrivati armati di speranze e voglia di costruire una nuova vita. Ma nel mondo sono stati eretti altri muri ideologici e religiosi come in Cina e nessuno si sogna di abbattere quel muro che separa il Tibet dalla libertà. In questa assurdità troviamo il muro eretto materialmente da Israele. Non discuto sui diritti dei palestinesi o sulle ragioni difensive israeliane perché non faccio politica ma mi sento di poter dire che non dovrebbero esistere muri di alcun genere che dividano i popoli. A Varsavia, dopo l’invasione tedesca del 1939 venne eretto un muro che significò l’inizio del martirio. Era un muro come quello di Berlino, come quello che hanno eretto sul confine con la Palestina. Le connotazioni strategiche e politiche sono diverse, è vero, ma un muro è un muro e basta. È la negazione al dialogo, una scure che recide il flusso del progresso e delle culture. Oggi ci sono troppi muri ben più intollerabili di quello di Berlino che hanno nelle malintese differenze religiose il loro punto di forza e tutti indistintamente mettono mattoni di pregiudizi e paure.

Claudio Pompi