Choka

 .
Placido mare
sole rosso nascente
alba d’estate
.
Flutti salati
alla luce dei raggi
risplende il mare
.
Bimbi festosi
costruiscono castelli
in riva al mare
.
Fasci di sole
riflettono festosi
sulle finestre
.
Caldi colori
grandi frutti maturi
succoso miele
.
Spighe dorate
ondeggiano nei campi
futuro pane
.
Cala la sera
friniscono cicale
parlan d’amore
.
Breve la notte
sui campi già fioriti
stilla nuova rugiada
.
Patrizia Mezzogori

Fallace pensiero

Oltre un fosco baluardo
severo custode di paure
tu, uomo, censuri la voglia
d’evadere ancora da quelle,
persuaso da menzognero
fallace pensiero di rubare
immeritati piaceri.
Deluso che la vita doni
i suoi frutti tardi o presto
o quando come le aggrada,
nulla preannunciando
in tempo al tempo
per dare l’agio di scandire
i fortuiti splendori,
soffri oggi di felicità
che attendesti invano, ieri.

Daniela Procida

Published in: on luglio 9, 2011 at 07:09  Comments (1)  
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Sedoka – A primavera

A primavera
frinire di cicale
fra i frutti dei ciliegi
.
Nel vento s’ode
il palpito di un cuore
sotto la luna piena
Patrizia Mezzogori
Published in: on giugno 21, 2011 at 07:32  Comments (18)  
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Uva Passa

Cariche le braccia di frutti
mi affaccio, generoso tralcio,
nel tuo tempo d’autunno.

Appoggio rotolanti
i miei anni distillati
al tuo viso spremuto,

capolinea galleggiante
di un accidentato
viaggio solitario.

Dalla plancia inamidata,
affascinato scruti
il torchio del ciclone

ma la bitta rassicuri
che più non scioglierai
il rassegnato ormeggio.

Porterò frutti appassiti
sulle mie braccia asciutte
al mercato d’inverno.

Anna Maria Guerrieri

Il camino

Frigna la legna
e fuma;
scoppietta il ciocco
nel camino
e braci ardenti schizza
sulle pareti nere affumicate.
Lingue tremanti
disegnano colori
nel vano opaco
pieno d’oggetti e pinze.
Le fiamme altalenanti
rimbalzano sul volto
del vecchio che pasteggia
col suo boccale rosso
e mesce vino
ed accompagna con del pecorino.
Sonnecchia:
il capo pende
e sogna allegramente
più ricche messi
ed il granaio già colmo,
frutti pendenti
e nuovi arrivi
negli allevamenti.
Bela lontano
(oh accorato lamento!)
l’agnello nell’ovile
e la madre risponde
con disperato affanno.
Ché il mondo
è sì crudele
e del dolore altrui
alcuno più si cura.
E il pianto d’una madre
nessun petto commuove,
nè lacrime conosce
l’occhio che nulla vede
e al cuor nulla trasmette,
ché vivere o morire
nel mondo degli umani,
ai nostri giorni,
pietà più non produce,
ne sentimento alcuno
ormai procura.

Salvatore Armando Santoro

Perle

Un giorno penserai
di aver sprecato tempo-
quando saprai
che le tue perle
han fatto sazi i porci-
allora non ti aspettare nulla
dalla zolla
i tuoi frutti li troverai altrove

Anna Maria Guerrieri

Published in: on marzo 24, 2011 at 07:17  Comments (4)  
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Gli alberi si disfanno all’interno di una sfera di nebbia

Les arbres se defont à l’intérieur d’une sphère de brouillard

Dans le brouillard qui entoure les arbres, les feuilles leur sont

dérobées; qui déjà, décontenancées par une lente oxydation,

et mortifiées par le retrait de la sève au profit

des fleurs e fruits, depuis les grosses chaleurs d’août

tenaient moins à eux.

Dans l’écorce des rigoles verticales se creusent par

où l’humidité jusqu’au sol est conduite à se désintéresser des

parties vives du tronc.

Les fleurs sont dispersées, le fruits sont déposés. Depuis

la plus jeune âge, la résignation de leurs qualités vives e de partie de leur

corps est devenue pour les arbres un exercise familier.

§

Nella nebbia che circonda gli alberi, le foglie sono

loro sottratte e queste, sconcertate da una lenta ossidazione,

e mortificate dal ritirarsi della linfa a vantaggio

di fiori e frutti, fin dalle grandi calure di agosto già

erano meno attaccate ad essi.

Nella scorza si scavano canaletti verticali attraverso cui

l’umidità del suolo è portata a disinteressarsi delle

parti vive del tronco.

I fiori sono dispersi, i frutti vengono deposti. Dalla

più tenera età, rassegnare qualità vive e parte dei loro

corpi è diventato per gli alberi un esercizio familiare.

FRANCIS PONGE

Ritrovo di famiglia


Impollinati sullo stesso cespuglio
portati dal vento in stagioni diverse
lungo sentieri irti fino a uno spazio vuoto
dove nidificare, dove l’ombra che si sposta
lascia pozze di luce, per lo splendore
di una fioritura maturata in frutti
esposti alla sorpresa della tempesta.
Nell’uguaglianza e nella diversità
ciascuno apprendendo lingue diverse
pensando pensieri diversi
sigillando sconfitte nel proprio cuore
fino a scrutare il tempo con gli stessi occhi.

Rosalba Casetti

Ascolta

Ascolta i miei lunghi silenzi
che più d’ogni inutile parola
dicono senza mentire.
Ascolta i miei errori passati
amari frutti pieni di matura
saggezza.
Ascolta di notte i miei passi
lenti e stanchi del trascinar
la vita.
Insonne attendo l’alba per scacciare
i ricordi più tristi che a sera
vengono per tormentare la mente
mia.
Vorrei rubare al tuo destino
gli errori che farai.
Parlarti non avrebbe senso,
di innata sordità la giovinezza
è malata.
L’età matura ha troppe parole.
Ascolta con il cuore la vita
che in me ha camminato,
ascolta le mie rughe, i miei occhi
poveri di luce ormai.
Nella tua valigia metti un po’ di me
prima di partire per la tua vita
figlio mio.

Claudio Pompi