Angoli di cielo

 
Di scale
che salgono al cielo
ne ho cercate
non ne vedo…
serenamente
nelle soste agli azimut
in una stella
dei nostri infarti
partecipiamo…
noi lo sai
palesemente col vento sui sassolini dei sentieri
ai soli sui cimiteri
andiamo…
i cipressi
ci prolungano la vista al cielo e in vista di lunga fila di lapidi
ci trasformiamo
da  amanti eroi…
a ciascuno
il suo segno
il suo rintocco di campana
e delle siepi
ce ne faremo casa
e rifugio…
saremo
il funerale
e nelle soste aspetteremo di raccogliere degli infarti al cuore i sassolini… .
mi dicono che insistono scale
che salgono nei cieli.

Enrico Tartagni

Campane

 
A festa
Rintocco felice
E nell’aria il suono
D’ali di Angeli
Ancora in volo.
.
A lutto
Come battito
Duro del cuore
Ché  non si ritorna mai
Dal funerale
Di chi si è amato e perso
Caduto dalla vita
In nuova Luce.

Maria Attanasio

Published in: on gennaio 26, 2012 at 06:58  Comments (12)  
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Canzone delle lumache che vanno al funerale

CHANSON DES ESCARGOTS QUI VONT À L’ENTERREMENT

A l’enterrement d’une feuille morte

Deux escargots s’en vont

Ils ont la coquille noire

Du crêpe autour des cornes

Ils s’en vont dans le noir

Un très beau soir d’automne

Hélas quand ils arrivent

C’est déjà le printemps

Les feuilles qui étaient mortes

Sont toutes ressuscitées

Et les deux escargots

Sont très désappointés

Mais voilà le soleil

Le soleil qui leur dit

Prenez prenez la peine

La peine de vous asseoir

Prenez un verre de bière

Si le coeur vous en dit

Prenez si ça vous plaît

L’autocar pour Paris

Il partira ce soir

Vous verrez du pays

Mais ne prenez pas le deuil

C’est moi qui vous le dis

Ça noircit le blanc de l’oeil

Et puis ça enlaidit

Les histoires de cercueils

C’est triste et pas joli

Reprenez vos couleurs

Les couleurs de la vie

Alors toutes les bêtes

Les arbres et les plantes

Se mettent à chanter

A chanter à tue-tête

La vraie chanson vivante

La chanson de l’été

Et tout le monde de boire

Tout le monde de trinquer

C’est un très joli soir

Un joli soir d’été

Et les deux escargots

S’en retournent chez eux

Ils s’en vont très émus

Ils s’en vont très heureux

Comme ils ont beaucoup bu

Ils titubent un petit peu

Mais là-haut dans le ciel

La lune veille sur eux.

 §

Al funerale di una foglia morta

Due lumache se ne vanno

Hanno il guscio nero

La fascia nera nelle corna

Se ne vanno nella sera

Un bellissima sera d’autunno

Ahimè quando arrivano

È già primavera

Le foglie che erano morte

Sono tutte resuscitate

E le due lumache

Sono molto deluse

Ma ecco il sole

Il sole che gli dice

Prendete prendete il disturbo

Il disturbo di sedervi

Prendete un boccale di birra

Se ne avete l’animo

Prendete se vi piace

L’autobus per Parigi

Partirà stasera

Girerete il mondo

Ma non prendete il lutto

Sono io che ve lo dico

Annerisce il bianco degli occhi

E poi vi imbruttisce

Le storie dei funerali

Sono tristi e per niente belle

Riprendete i colori

I colori della vita

Allora tutte le bestie

Gli alberi e le piante

Si mettono a cantare

A cantare a squarciagola

La vera canzone viva

La canzone dell’estate

E tutti a bere

Tutti a trincare

È proprio una bella sera

Una bella sera d’estate

E le due lumache

Se ne tornano a casa

Se ne vanno assai commosse

Se ne vanno felicissime

Avendo bevuto tanto

Barcollano un pochino

Ma lassù nel cielo

La luna veglia su loro.

JACQUES PRÉVERT

Un uomo

Quando pensiamo alla Grecia ci vengono in mente i suoi lirici classici, i suoi poemi epici, il suo teatro, la sua immensa civiltà, forse anche i suoi monumenti straordinari e i suoi incomparabili panorami. La cronaca di oggi, funestata dalla notizia di gravi incidenti in occasione delle manifestazioni di piazza ad Atene, ci riporta invece alla realtà di un popolo in difficoltà, alle prese con una crisi le cui cause sono il frutto di speculazioni finanziarie e di manovre dei potenti, ma il cui prezzo viene pagato, come sempre succede, dai più deboli e i più onesti.  Noi condanniamo ovviamente sia la violenza cieca  e sconsiderata che non porta a nessuna soluzione, sia quella altrettanto cieca e sconsiderata volta a reprimere ogni dissenso, perchè entrambe causano spesso vittime innocenti, e la Grecia non è nuova ad episodi del genere di quelli che si sono verificati oggi. La nostra amica Cristina (posso chiamarti anch’io Barchetta?) ci ricorda  in questo giorno un protagonista della storia greca recente, sicuramente un uomo di parte, ma un uomo che non si volle mai piegare a compromessi. Si tratta di Alessandro Panagulis, di cui ricorre oggi l’anniversario del  funerale, il 5 maggio 1976, la più grande manifestazione di popolo della storia greca. Questo,  nel post  apparso su “Barche di carta”  il cui link vedete qui sotto, è  l’omaggio di Cristina all’uomo politico, ma anche a tutto il suo popolo, cui va il nostro rispetto e la nostra solidarietà, un popolo che ha nel suo DNA la giustizia e la libertà, per averle insegnate a tutto il resto del mondo.

http://barchecricri.splinder.com/post/22673021/alekos

La realtà


La realtà, funerale di ogni sogno
morto troppo presto quando
inseguito svanì nelle nebbie
della vita che lo schiacciò.
Scheletro orrido di ogni illusione
derisa e violata dalla logica
che mai accetterà rivali.
Cella oscura della libertà
che allo spirito nega il cielo.
La realtà, vestito d’ogni giorno
per chi dall’armadio della mente
altri abiti colorati più non ha.
La realtà, quella che sul volto
dolorosa ti percuote quando torni
da un fuggitivo istante di sorriso.
Non ti parla di ore o giorni a venire
ma ti lega al minuto che vivi.
La realtà, fiore malato del mondo
che adorna il tuo esistere e di te
fa un disanimato  burattino che
con occhi spenti e fissi sul nulla della vita
la stessa recita senza applausi
al calar del nero sipario

Claudio Pompi

Published in: on gennaio 30, 2010 at 07:00  Comments (12)  
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