Notte giovane

Rapito dal silenzio
vagavo tra le stelle
nella notte bruna.
Dormiva il paese
disteso sul colle,
le fioche luci
proiettavano sogni
sullo schermo del cielo.
Sognavo giovane
affacciato alla finestra
al fresco respiro
della brezza notturna
il mio futuro
nel silenzio luminoso
delle stelle lontane
e della confidente luna.  

Nino Silenzi

Published in: on giugno 27, 2012 at 07:13  Comments (6)  
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Boato di silenzio (Alla donna sola)

Ti offro il mondo in una semplice rosa
profuma d’intensità racchiusa
come il mio eros,
è un esplicito sos
che non posso mandarti
in un anonimo sms,
se ne andrebbe il mio futuro
rapito dall’audace risposta.
Ti offro il mondo
nel mio corpo devastato
dalle lusinghe dell’attesa,
ti offro tutto
ma in cambio non ho niente
solo orgasmo solitario e prolungato,
solo un misero boato di silenzio.

Roberta Bagnoli

Published in: on giugno 22, 2012 at 07:17  Comments (6)  
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Le strade non portano

LOS CAMINOS NO VAN

Los caminos no van
a ningún fin, que todos
acaban en nosotros.
La llama del crepúsculo
nos funde en uno sólo.
Hermoso es caminar,
soñar, cantar. Hermoso
ser una gran ternura
con un corazón próximo,
(con un dolor remoto).
La tarde se desnuda,
muestra sus hondos oros.
Encanta cada forma
con su vino glorioso.
Ya no hay nada : – pasado,
futuro, sombras, gozos -,
por fuera de nosotros.
La tarde desempolva
su cálido tesoro.
sus pámpanos de fuego
zuman en nuestros ojos.
La tarde es nuestra. El mundo
se hizo para nosotros.
Somos su centro vivo
y gira el tiempo en torno.
Pasa y no puede herir
con su dolor remoto
nuestro corazón próximo.
Los caminos no van
a ningún fin, que todos
acaban en nosotros.

§

Le strade non portano
a nessuna meta; tutte
terminano in noi.
La fiamma del crepuscolo
ci fonde in unità.
È bello camminare,
sognare, cantare. Bello
essere gran tenerezza
con un cuore vicino,
(con un dolore remoto).
La sera si denuda,
mostra i suoi ori profondi.
Ogni forma ci incanta
col suo vino gioioso.
Ormai non c’è nulla: – passato,
futuro, ombre, gioie –,
fuori di noi.
La sera spolvera
il suo caldo tesoro.
I suoi pampini di fuoco
stillano nei nostri occhi.
La sera è nostra. Il mondo
fu fatto per noi.
Siamo il suo centro vivo
e gira il tempo intorno.
Passa e non può ferire
col suo dolore remoto
il nostro cuore vicino.
Le strade non portano
a nessuna meta; tutte
terminano in noi.

JOSÉ HIERRO DEL REAL

PICCOLO SCRITTO SUL TERREMOTO

 
Vorrei dire qualcosa a quelle persone dire di loro
dei cumuli di macerie dell’esser senza niente ora
delle certezze smarrite le più materiali essenziali
del bene di casa e lavoro conquiste di sudore
dell’arte dei palazzi castelli e chiese e affreschi
e piccole piazze che avevan la memoria d’incontri
passaggi calmi sulle biciclette nelle vie di paese
i negozietti di pane i portici d’ombra e riparo
alla pioggia accoglienza di parole scambiate
e i grandi capannoni d’industrie e forme di lavoro
 
vorrei dire di una terra che non se l’aspettava
questo che è come una guerra dove i colpi
esplodono senza nessuno che li mandi e che non puoi
sperare di fermare magari anche solo idealmente
facendo girotondi e inneggiando alla pace
con bandiere multicolori e cori da fare in corteo
d’altra parte dici non è responsabilità umana
 
e le vite perse lasciate là
sotto il crollo
se c’è una responsabilità
o no in questa faccenda
le costruzioni edilizie antisismiche o precarie
che importa a chi non c’è più
ma se ne penserà per il futuro
 
da qua mi dispiace per i paesi che abbiamo conosciuto
poco
visto un po’ di sfuggita
si diceva magari un’altra volta guardo meglio
eran lì da secoli e lì li immaginavi in futuro
sempre pronti e ben disposti ad accoglierti
ora non ci sono più
ma cosa posso dire? se fossi brava lo farei
mi dispiace per il caldo sotto le tende
mi viene da piangere quando vedo qualcuno di loro parlare alla televisione
non riesce a finire la frase la tristezza lo fa fermare in un nodo di
pianto
e in loro, nei loro volti e toni di voce di gente di campagna, di gente come
era mio zio o qualche altro parente, vedo l’umanità dolente impotente
“quello che prendi alla natura la natura se lo riprende”
Questa è la nostra radice, nei detti contadini, nel rispetto
per i confini della natura di quel che si può e quel che no
in una conoscenza di secoli o millenaria della terra

Alessandra Generali

Ho raccolto chiavi…

Ho raccolto chiavi lungo le strade della vita,
percorrendo vicoli e perlustrando angoli
con nel cuore la disperata e dolorosa ansia
che nasce nel cercare di cogliere
il senso segreto, nell’immobile bellezza,
dell’atmosfera creata da un bacio appassionato.

Ho raccolto chiavi lungo il cammino
dall’aspetto malinconico nell’apparenza,
mentre la luna diafana e trasparente
impotente udiva parole intrise di menzogne
che come pulviscolo ricoprivano
le orme lasciate dal mio passaggio.

Ho raccolto chiavi nel mio peregrinare
nell’illusione, di trovare ancora
in un futuro intatto e armonioso,
gocce sanguigne sul virginale candore
di una pagina in attesa di parole
nate dal cuore di chi non ha paura della verità.

Patrizia Mezzogori

Il mio domani

Metterò nel salvadanaio
pensieri positivi
monete preziose
per un futuro
senza angoscia.

Terrò in serbo nei cassetti
i miei fiori preferiti
per profumare le prime rughe.

E su tutto riverserò
il canto suadente del mare
custodito in conchiglie di madreperla.

Sandra Greggio

Published in: on giugno 8, 2012 at 07:14  Comments (12)  
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Contatto

Accarezzo con mano leggera, quasi a sfiorare,
il tuo corpo disteso al mio fianco,
con occhi chiusi lasci scorrere il tempo, vorrei fermarlo,
troppi sono gli anni che le mie mani ti sfiorano.
Il tempo a me segnato si accorcia inesorabilmente.
Mi restano i ricordi di notti meravigliose trascorse
a sognare un futuro migliore, viaggi lontani,
tramonti in riva al mare, scalate e rifugi tra i nostri monti.
Ora ricordo il passato,
quel passato diviso in due nel bene e nel male,
sempre solo noi.
Non voglio staccare questa mia mano dal tuo corpo assonnato,
non voglio spegnere questo incanto,
creato da un contatto innocente come una carezza.
Inconsapevole tu dormi, un respiro profondo scuote le tue membra
Quasi fosse una risposta ai miei pensieri.
Un grazie dato attraverso il contatto di due corpi inseparabili da sempre.

Gianna Faraon

IL LIBRO DI MELISSA

 
Avrei potuto averti come alunna,
vederti vestita di primavera,
con lo zainetto pieno di futuro,
e con la testa china sui quei libri,
ma con lo sguardo libero di volare.
.
Ne ho visti tanti anch’io
di banchi vuoti,
vuoti con sopra un fiore
a ricordare.
.
Ma il tuo è macchiato
di violenza assurda ,
quella studiata nei libri di storia,
che mai avresti immaginato
colpirti potesse tanto crudelmente.
.
Ora anche tu, inconsapevolmente,
entri nella storia
e scrivi pagina di un libro
che resterà nel tempo,
a monito di quanti leggeranno.

Sandra Greggio

(A ricordo dell’attentato di Brindisi, il 19 maggio 2012)

El pueblo unido

El pueblo unido jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido!
De pie, cantar que vamos a triunfar.
Avanzan ya banderas de unidad,
y tu vendrás marchando junto a mí
y así verás tu canto y tu bandera
al florecer la luz de un rojo amanecer
anuncia ya la vida que vendrá.

De pie, marciar,
que el pueblo va a triunfar.
Será mejor la vida que vendrá
a conquistar nuestra felicidad
y en un clamor mil voces de combate
se alzarán, dirán,
canción de libertad,
con decisión la patria vencerá.

Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando: ¡Adelante!
El pueblo unido jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido!

La patria está forjando la unidad.
De norte a sur se movilizará,
desde el salar ardiente y mineral
al bosque austral,
unidos en la lucha y el trabajo irán
la patria cubrirán.
Su paso ya anuncia el porvenir.

De pie cantar que el pueblo va a triunfar
millones ya imponen la verdad.
De acero son, ardiente batallón.
Sus manos van, llevando la justicia
y la razón, mujer,
con fuego y con valor,
ya estas aquí junto al trabajador.

Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando: ¡Adelante!
El pueblo unido jamás será vencido,
El pueblo unido jamás será vencido!

§

Il popolo unito, non sarà mai vinto
Il popolo unito, non sarà mai vinto

In piedi, cantare
che trionferemo.
Già avanzano
Bandiere di unità.
E tu verrai
camminando con me
e così vedrai
prosperare il tuo canto e la tua bandiera.
La luce
di un tramonto rosso
già annuncia
la vita che verrà.

In piedi, combattere
il popolo trionferà.
Sarà migliore
la vita che verrà
a conquistare
la nostra felicità
e in un lamento
mille voci di lotta si alzeranno,
diranno
canzone di libertà,
con decisione
la patria vincerà

E ora il popolo
che si alza nella lotta
con voce da gigante
urlando: avanti!

Il popolo unito, non sarà mai vinto
Il popolo unito, non sarà mai vinto

La patria sta
forgiando l’unità
da nord a sud
si muoverà
dal salare
ardente e minerale
al bosco australe
uniti nella lotta e nel lavoro
andranno,
percorreranno la patria
il loro passo già
annuncia il futuro.

In piedi, cantare
il popolo trionferà.
A milioni
impongono la verità,
sono uno squadrone
di acciaio ardente,
le loro mani
porteranno la giustizia e la ragione
Donna,
con fuoco e con valore,
sei qui
insieme al lavoratore.

E ora il popolo
che si alza nella lotta
con voce da gigante
urlando: avanti!

Il popolo unito, non sarà mai vinto
Il popolo unito, non sarà mai vinto

SERGIO ORTEGA ALVARADO

Futuro

Il mio calendario
sfoglio
attimo per attimo
come quella margherita
bambina
che correva nel giallo
e ci vedo
cortei di giorni
che aspettano
di sentirmi
futuro.

Tinti Baldini

Published in: on maggio 3, 2012 at 07:07  Comments (15)  
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