La voce

Cosa più rara non la conosco ancora,
ma dopo che il cristallo è percosso
nulla è uguale.
Così, da ragazzino, mi capitò il tuo canto.
Qualcosa che parlava di fuoco, e di città;
tu ci mettevi il piglio del merlo e della gazza
quel libero pensare d’essere sola in casa.
La castità che c’è nel lavarsi, o fare il letto
dopo che l’aria è entrata
a soffiare sull’amore.

Massimo Botturi

Published in: on febbraio 14, 2011 at 07:42  Comments (2)  
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Cant(ier)iamo?


Una gazza averla della Savana
si posa accanto alla ghiandaia
dei nostri boschi e guardano
il mare dove sguazza la ballerina
quella acquatica dolce
mentre canta a squarciagola
il fulvo fringuello che ama
le gente e la cincia col ciuffo
richiama lo scricciolo trillante
che spesso si rifugia all’ombra
dei cespugli di more.
Volano a coppie e poi
si perdono in volo
l’usignolo veloce e tondo
come un batuffolo
il rigolo minuscolo delle alpi e
il merlo di lago che ama
confondersi coi bimbi mentre il pettirosso
quasi umano ride in peli morbidi e colori.
Distante osserva il passero solitario
blu che ama la roccia a punta in pensiero.
Gli s’accosta la rondine mai sola e
dietro appare uccel del paradiso
che si mostra in veste nuziale.
L’allodola di Giulietta è tra i rami
a difendere il nido e lo zigolo
sempre più raro
se ne sta a raccogliere
muschio e fili d’erba e ascolta
lontano il canto flautato
del tordo castano.
Vola sfrenato il cardellino
che tintinna argentino
mentre il picchio
muratore e acrobata
salta sul tronco ………
Tutti ci ritroviamo e cantieriamo?

Tinti Baldini