Sorrisi senza tempo

 
Avevo negli occhi la luce dell’Amore
e nel cuore il desiderio di donare.
La gioventù prezioso talento
una ricchezza di cui rendere conto.
.
Erano aneliti di generosità, speranze,
scelte attese di realizzare la mia vita
tra poveri maltrattati cui donare…me
tra sorrisi di conforto ed opere, in umiltà.
.
Mi si chiese obbedienza ed io accettai.
Altra via nella vita io percorsi
mai tuttavia i miei sogni dimentico
e sorrisi senza tempo fioriscono tra le mani
donati ieri, vitali oggi, fertili domani.

Elide Colombo

Kavaja

Kavaja ha finestre affacciate sull’Adriatico
Davanzali di gerani, con mani in attesa
Vicini di casa con Bari, sono, li senti parlare a volte
O li vedi, a prendere un caffè nella veranda del mare

Avviene quasi sempre nelle belle notti d’estate
In cui le tarde ore ci trovano ancora fuori
A contemplare il cielo, i boschi fitti dei pini
Pilastri illuminati dal chiarore argenteo

Ha un suono mistico il suo silenzio
Le sue piccole case dalle rosse tegole
Le sue strade, spoglie da notturni rumori
Da vani luccichii e vanità giovanili

Due bianche dita al cielo si volgono
L’uno libertà, democrazia l’altro
Inciso di sangue in ogni soglia e pietra
Echeggiano orgogliosi in ogni cuore di Kavaja

Kavaja dalla rughe sul volto
Dalle mille sofferenze che ti squarciano l’anima
Nelle polveri di burocrazie, sepolta
Dalle sorgenti in secca, Kavaja assetata

Kavaja è donna di casa, dal capo coperto
Dalle lunghe vesti o minigonne e tacchi a spillo
Che orma non lasciano sul marciapiede
Ove giovani ragazzi,  fuori dalle botteghe, attendono

Kavaja dalla generosità di bellezza autentica
Tempio d’armonia e rispetto, t’accoglierà in ugual modo
Che tu sia uno che prega Allah, nell’antica moschea
O candele accendi, dinnanzi ad una croce, nella giovane chiesa

Kavaja terra del grano, del granturco e degli
Insonni poeti, che tessono versi per belle fanciulle
Kavaja dalle timide e sognanti palpebre
L’epicentro del mio cuore e dei miei pensieri

Anileda Xeka

[Mi]…Piacerebbe

M’ addolcisce
zuccherare frasi
con ossigeni di raffica
dentro incertezze altrui.

Sorvolare dintorni di fiamme
imbattermi in nucleo
di caparbietà discente
e riapparire
bruciata
di generosità
mai abbastanza
per decolorare profondità
a bassa quota.

Del dolore prossimo
lascio appeso al suolo
il sogno che non si sogna più;
abbozzo timone scolpito a raggio
irregolare
ed ecco la facciata
d’alto picco a bassotondo
diverso da rovesciare
se navigato in sua stessa
felicità galleggiante…

e

ri-emergo infuocata
da un’apnea capace di comporre
l’esimio dell’imperfezione
senza nulla capirci se non il suo vuoto
da criptare.

Glò

L’uomo comune


Egli, ha lo stesso destino dell’artista,
e come tale,
per poter essere un giorno encomiato,
dovrà giocoforza,
prima guadare …la soglia fatale
Fino ad allora, però,  gli è concesso,
con generosità elargita,
e  simile all’asino per eccellenza
l’immediata terrena…riconoscenza.

Ciro Germano

Published in: on dicembre 12, 2010 at 07:09  Comments (4)  
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Stupore


Sguardo stupito
furtivo
cattura il volo di una farfalla
attimi di vita leggera
percorso d’aria e di terra
sono troppe le crepe spaccate
eppure
in un mare d’atroce deserto
è sorprendente trovare
un fiore sbocciato dal nulla
generosità di un seme
portato dal vento
forse nutrito da una goccia
d’acqua piovana
o dalla gentilezza di una mano
trionfo d’amore
la forza vitale della natura
segue la strada maestra
all’occhio umano incomprensibile
si cela preziosa e immutabile
nella semplicità del cuore universale.

Roberta Bagnoli

[Mi]…Piacerebbe

M’ addolcisce
zuccherare frasi
con ossigeni di raffica
dentro incertezze altrui.

Sorvolare dintorni di fiamme
imbattermi in nucleo
di caparbietà discente
e riapparire
bruciata
di generosità
mai abbastanza
per decolorare profondità
a bassa quota.

Del dolore prossimo
lascio appeso al suolo
il sogno che non si sogna più;
abbozzo timone scolpito a raggio
irregolare
ed ecco la facciata
d’alto picco a bassotondo
diverso da rovesciare
se navigato in sua stessa
felicità galleggiante…

e

ri-emergo infuocata
da un’apnea capace di comporre
l’esimio dell’imperfezione
senza nulla capirci se non il suo vuoto
da criptare.

Glò