Il discorso

interroga la geometria celeste
dove il sole condannato dalla legge
lotta per la riforma dell’ellisse,
vuole allontanarsi
dall’orbita inquinata del pianeta.
Il progetto che pubblica risorse
ha perso il controllo
sulla piattaforma
dove si fondono scienza e l’incoscienza
seminando la plaga di rovine.
Il tragitto che apre uno spiraglio
da cui trapela luce di domani
è monito severo
a questa civiltà
tarata dagli abusi
che predica la pace e insozza l’uso,
gridano le ragioni nucleari
con la voce venefica potente
che aspettano un errore per sognare…
ed il velo rognoso sotto il cielo
ha preso piede.
L’abbozzo di fede di speranza e carità
sono sterili voci
soffocate dall’orgoglio e da brame
arrampicati all’albero di mele
per la mela più grossa della cima.

Giuseppe Stracuzzi

Canzone della solitudine

A un passo
dai miei passi
si levano
frontiere vive
Non esiste
segno cardinale
solo la solitudine
moltiplicata
divisa fra moltitudini
di persone
La città ha
un aspetto
minerale
la sua geometria
non è bella
come quella appresa
a scuola.
Ricordo triangoli
foderati
cubetti come
di zucchero
uova variopinte.
Così iniziai il
cammino verso
le forme
poi arrivò
la circonferenza
e con lei
la prima donna
racchiusa in una luna
Cara solitudine
dove sei stata
sino ai miei tanti anni
senza fare conoscenza
certamente viaggiavi
nei treni, oppure
negli specchi
eccoti lì nella fotografia
stando sempre
a me vicina.
Tutto è stato inventato
ma nulla che
possa liberarci
dalla solitudine.

Marcello Plavier