Miracolo d’amore

 
Vi racconto il mio pensiero, sulla vita e il suo mistero
Un po’ vera e un po’ menzogna: sotto al cavolo o… cicogna?
.
Angioletto birichino guarda Terra un bel mattino
da una nube tutta blu si rivolse al suo Gesù:
io quassù che ci sto affà? Mi dài mamma ed un papà?
.
E strillando a sfinimento, sveglia tutto il firmamento!
Mezzanotte: brilla il sole ed abbaglia un girasole
e la luna a mezzogiorno per l’arrosto accende il forno,
due o tre stelle, un unicorno, la galassia lì in soggiorno,
tre pianeti ormai confusi,  sulla Terra tutti ottusi!
.
“Olilalà” disse il Signore, ma cos’é ‘sto gran fragore?
Vide il piccolo angioletto:  lo guardò pieno d’affetto:
zitto piccolo urlatore,   corri sotto a un cavolfiore
poi vediamo cosa avviene, ma stà attento, attento bene!
.
Vola lesto l’angioletto, ma quel cavolo era stretto,
poi si sposta un pochettino: patapùnfete,  un tombino.
Per fortuna una cicogna che suonava la zampogna,
tra una nota un canto e un forse, da un comignolo lo scorse!
.
Vola giù in gran picchiata, piglia pure una testata
Prende quindi l’angioletto e lo pone in un sacchetto.
E poi va sulla città,  a cercar mamma e papà!
.
Vede il babbo dentro l’orto, che zappava tutto assorto…
un granello seminato, in Agosto ormai inoltrato,
nel giardino assai curato, era appena già sbocciato.
Meraviglia:  ma cos’è?  Questo è il dono per un Re!
.
Lo raccoglie con amore,  ma non era un cavolfiore…
Là, nel centro, una sorpresa, bella grande, a lungo attesa:
dentro il grande fazzoletto ci dormiva un pargoletto!
.
Quel papà tanto contento, ringraziò del dolce evento.
Prese un ramo di mimosa e poi tante rose rosa
e le offrì riconoscente, a una mamma sorridente!
.
Un abbraccio collettivo:  tutti gli angeli in arrivo
e un bacione esagerato a ogni bimbo che è già nato.
Ma cicogne o cavolfiore, son Miracoli d’Amore!

Sandra Tosi

Il nostro Paolo ci ha segnalato questa brava autrice, la cui specialità sono le presentazioni Powerpoint, quei “regali” che ogni tanto ci giungono allegati alle mail degli amici e che ci fanno divertire, commuovere o riflettere con testi illustrazioni e musiche. Potere trovare le sue creazioni a questo indirizzo http://www.mondopps.com/ . Complimenti a Sandra anche per l’inventiva e la grazia della sua filastrocca!

O capo insanguinato

O HAUPT VOLL BLUT UND WUNDEN

O Haupt voll Blut und Wunden,

Voll Schmerz und voller Hohn,

O Haupt, zum Spott gebunden

Mit einer Dornenkron;

O Haupt, sonst schön gezieret

Mit höchster Ehr’ und Zier,

Jetzt aber höchst schimpfieret:

Gegrüßet sei’st du mir!

Du edles Angesichte,

Davor sonst schrickt und scheut

Das große Weltgewichte,

Wie bist du so bespeit!

Wie bist du so erbleichet!

Wer hat dein Augenlicht,

Dem sonst kein Licht nicht gleichet,

So schändlich zugericht’t?

§

O capo insanguinato del dolce mio Signor,

di spine incoronato, straziato dal dolor:

perché son sì spietati gli uomini con Te?

Ma sono i miei peccati! Gesù, pietà di me.

O Volto sfigurato da immani crudeltà,

le piaghe han oscurato l’augusta Tua beltà:

infondi in me una stilla di sangue redentor,

accendi una scintilla d’amore nel mio cuor.

Signore, dolce Volto di pena e di dolor,

o Volto pien di luce, colpito per amor.

Avvolto nella morte, perduto sei per noi.

Accogli il nostro pianto, o nostro Salvator.

Nell’ombra della morte resistere non puoi.

O Verbo nostro Dio, in croce sei per noi.

Nell’ora del dolore ci rivolgiamo a Te.

Accogli il nostro pianto, o nostro Salvator.

JOHANN SEBASTIAN BACH 

(dalla Passione Secondo Matteo, Corale 63)

Che fantastica storia è la vita

Mi chiamo Antonio e faccio il cantautore,
e mio padre e mia madre mi volevano dottore,
ho sfidato il destino per la prima canzone,
ho lasciato gli amici, ho perduto l’amore.
E quando penso che sia finita,
è proprio allora che comincia la salita.

Che fantastica storia è la vita.

Mi chiamo Laura e sono laureata,
dopo mille concorsi faccio l’impiegata,
e mio padre e mia madre, una sola pensione,
fanno crescere Luca, il mio unico amore.
A volte penso che sia finita,
ma è proprio allora che comincia la salita.

Che fantastica storia è la vita.
Che fantastica storia è la vita.
E quando pensi che sia finita,
è proprio allora che comincia la salita.
Che fantastica storia è la vita.

Mi chiamano Gesù e faccio il pescatore,
e del mare e del pesce sento ancora l’odore,
di mio Padre e mia Madre, su questa Croce,
nelle notti d’estate, sento ancora la voce.
E quando penso che sia finita,
è proprio allora che comincia la salita.

Che fantastica storia è la vita.
Che fantastica storia è la vita.

Mi chiamo Aicha, come una canzone,
sono la quarta di tremila persone,
su questo scoglio di buona speranza,
scelgo la vita, l’unica salva.
E quando penso che sia finita,
è proprio adesso che comincia la salita.

Che fantastica storia è la vita.
Che fantastica storia è la vita

ANTONELLO VENDITTI

Ho visto un angelo

 
Non esistono angeli fra gli uomini                   
la sua parvenza è un’allucinazione                   
scaturita dall’umano desiderio                         
di concretizzare ciò che il cielo cela.
 Mi rapisce il pallore di quel volto                  
gli occhi immensi spalancati sul male           
quella domanda a cui non so rispondere        
la serietà che così poco si addice .
ad un bimbo che natura vuole felice.              
Mi avvicino, lo sguardo accarezzante            
– oggi torno a casa, non posso guarire-
Mi guarda e soggiunge – non essere triste
Gesù vuole giocare con me ed io sono
                                                   felice-

Elide Colombo

Published in: on novembre 18, 2011 at 07:12  Comments (6)  
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Sera

S’àncora la vela
Vola la falena
Plana l’aquilone

Canta il grillo all’aria una canzone.

Sfreccia giù una stella
Dondola la culla
Dorme la farfalla

Muggono i sospiri nella stalla.

Corrono le ruote verso casa
per strade scure o poco illuminate
nella sera spalmata a distesa.

Poi le ore portano la notte
che s’empie di gioventù fremente.
Volano i pensieri, e nella mente
nasce una preghiera al buon Gesù.

Armando Bettozzi

Chaire

 
Eco di parole antiche
donano pace.
L’anima sospesa
tra un brillio di stella
e pungente raffica di vento
nulla di più pretende,
sazia di quell’Amore
che vive anche di dolore .

Elide Colombo

L’angelo Gabriele fu mandato a Maria, che stava per diventare Madre di Gesù e le disse “Chaire, ke- chari tomene” : Rallegrati, o piena di grazia! E’ il più bel saluto che io conosca, un saluto che le preannunciava di essere stata scelta da Dio, di essere “la prediletta”. Un saluto, la cui accettazione, avrebbe anche arrecato consapevoli grandi dolori.

Published in: on agosto 23, 2011 at 08:00  Comments (4)  
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La lingua di mia madre

LA LENGA DE MA MÉRE

Quan dz’ëro petsou din lo brë,
Mamma in tsanten dejet parë:
“Në në dessu la pluma,
In bon repou,
Mon dzen petsou,
Fé nëna, druma druma”.

Quan un Non tsëjet de se pot,
Aprë llie dze dijò lo mot:
(in dzeugnen le man). Jeuse…
Jesu, Josè
Vardade-mè
Cetta nët. Amejeuse.

Lettre ma mamma sayet pà;
A prèdzé llie m’at inségnà
Sensa gneuna Grammère.
Mè pi grantet,
Dze prédzo adret
La lenga de ma mère.

L’est de coteuma i dzor de vouë,
Qu’atot d’entso su lo papë,
In pout dëre (pachence!),
Tan in patoè,
Come in francè,
Le bague qu’in se pense.

In adzeublen et lettre et mot.
Dz’aprouvo d’ecrire mè ettot
Lo patoë de mon përe.
Më! tot solet,
Pouro vieillet,
Que pourri-dzò tan fëre?

§

Quand’ero piccolo nella culla

mia madre cantando così diceva:

“Në në sulla piuma,

in buon riposo,

mio bel piccino,

fai la ninna, dormi dormi”

Quando un nome cadeva dalle sue labbra

dopo di lei ripetevo la parola:

(giungendo le mani): jeuse…

Gesù, Giuseppe

proteggetemi

questa notte. Così sia.

Mia madre non conosceva le lettere;

a parlare lei m’ha insegnato

senza nessuna Grammatica.

Io più cresciuto

parlo come si deve

la lingua di mia madre.

E’ costume oggigiorno,

che con l’inchiostro sulla carta,

si possa dire (finalmente!),

tanto in patois,

quanto in francese,

le cose che si pensa.

Combinando lettere e parole,

anch’io provo a scrivere

il patois di mio padre.

Ma! tutto solo,

povero vecchietto,

che cosa mai potrò fare?

JEAN-BAPTISTE CERLOGNE

 

Buona Pasqua

Strano umore oggi il mio
Forse mi mancano
i suoni fantasiosi delle campane
le campanelle delle scuole
le grida dei bimbi durante la ricreazione
Non sento aria di festa ma di dolore
sento quella gioia perduta dell’innocenza
sento lo sgomento delle notizie infauste.

Ma non voglio girare intorno alle parole
sento palpabile la fine di un epoca di fede
di rispetto, per chi dentro ad un confessionale
ascoltava ancora il dolore altrui.
Dove si è nascosto Gesù
forse anche lui senza dimora
vive nei giardini
dorme nelle panchine del parco
forse ora è al pronto soccorso di ospedale
a tenere la mano a chi lo cerca
nel silenzio dell’ultima ora
alla mensa dei poveri che per oggi il pasto
lo hanno assicurato anche con una fetta di colomba
Lui padrone del mondo ma nella sua dimora non c’è pace
Quante verità sulle sue parole
logorare dal tempo,
scolorite in quelle pagine racchiuse
in librerie dimenticate
Altre forme di preghiera sono sorte nel tempo
altri ideali rappresentano la sua persona
altre leggi ha dettato la sua chiesa
Amore cambiata con potere
Povertà con possesso
Fede con dittatura
Pace con guerra
Riprendiamoci le sue parole
Cerchiamolo
Tra le strade dei pensieri
nello sguardo dei bambini
nelle tasche dei poveri
nelle coscienze di chi ancora
ne possiede una
Non inviamo solo auguri di una buona pasqua
Ma auguriamoci di saper cercare
la pace nei cuori di tutti noi.

Gianna Faraon

Madonna delle Grazie

(Ballata in do minore)

Dentro ognuno di noi
c’è un balcone fiorito,
spesso stiamo affacciati
ma senza aver capito
che ciò che vediamo sotto
non sempre è cosa vera
ciò che vediamo sotto
spesso è una chimera.

Con i piedi nella cera
con le piaghe ed i rimorsi
sfilan lente in processione
come anime perse,
quando finalmente guardo
meglio dentro i loro occhi,
vedo che…
hanno volti tutti uguali
vedo tanti me…

Ma è il coraggio di sfilare
sotto al mio balcone
che non ho,
che mi fa capire infine
che non sono io,
e l’altrui giudizio
le trafigge come una spada,
siate voi dannate ovunque
senza fine sia la strada.

Se potessi bagnarmi
nelle acque di un fiume
formato dalle lacrime
di chi è senza rancore,
e asciugarmi al vento
di un’estate infinita
di chi crede nell’amore
di chi crede nella vita.

E sei tu dolce Mirella
che cammini in mezzo a tante,
con un cero nella destra
e un foulard intorno al viso,
porti un cuore palpitante
di passioni e di rimorsi
e vedo che
hai tuo figlio nei tuoi occhi
ed è dolce il tuo sorriso.
Puoi guardare ancora il mondo
con gli occhi di un bambino
con lo sguardo di speranza
di un Gesù non divino,
con la mente galleggiare
a metà tra il bene ed il male,
tra un futuro ed un passato
che non resti tutto uguale.

Alla fine della mia vita
forse anch’io entrerò in chiesa,
come loro,
a contare i miei peccati
le speranze ormai deluse,
ma ho paura sia finita
impossibile è il perdono,
tutti i fiori appassiti
il balcone ormai è chiuso.

Sandro Orlandi

Suzanne

Suzanne takes you down to her place near the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she’s half crazy
But that’s why you want to be there
And she feeds you tea and oranges
That come all the way from China
And just when you mean to tell her
That you have no love to give her
Then she gets you on her wavelength
And she lets the river answer
That you’ve always been her lover
And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that she will trust you
For you’ve touched her perfect body with your mind.
And Jesus was a sailor
When he walked upon the water
And he spent a long time watching
From his lonely wooden tower
And when he knew for certain
Only drowning men could see him
He said “All men will be sailors then
Until the sea shall free them”
But he himself was broken
Long before the sky would open
Forsaken, almost human
He sank beneath your wisdom like a stone
And you want to travel with him
And you want to travel blind
And you think maybe you’ll trust him
For he’s touched your perfect body with his mind.

Now Suzanne takes your hand
And she leads you to the river
She is wearing rags and feathers
From Salvation Army counters
And the sun pours down like honey
On our lady of the harbour
And she shows you where to look
Among the garbage and the flowers
There are heroes in the seaweed
There are children in the morning
They are leaning out for love
And they will lean that way forever
While Suzanne holds the mirror
And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that you can trust her
For she’s touched your perfect body with her mind.

LEONARD COHEN


§

Nel suo posto in riva al fiume
Suzanne ti ha voluto accanto
e ora ascolti andar le barche
ora vuoi dormirle accanto
si lo sai che lei è pazza
ma per questo sei con lei
e ti offre il the e le arance
che ha portato dalla Cina

e proprio mentre stai per dirle
che non hai niente da offrirle
lei è già sulla tua onda

e fa il fiume ti risponda
che da sempre siete amanti.

E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
perchè sai che le hai toccato il corpo
il suo corpo perfetto con la mente.

E Gesù fu marinaio
finchè camminò sull’acqua
e restò per molto tempo
a guardare solitario
dalla sua torre di legno
e poi quando fu sicuro
che soltanto agli annegati
fosse dato di vederlo
disse: Siate marinai finchè il mare vi libererà.

E lui stesso fu spezzato
ma più umano abbandonato
nella nostra mente lui non naufragò.

E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
forse avrai fiducia in lui
perchè ti ha toccato il corpo con la mente.

E Suzanne ti da la mano,
ti accompagna lungo il fiume,
porta addosso stracci e piume
presi in qualche dormitorio
il sole scende come miele
su di lei donna del porto
e ti indica i colori
tra la spazzatura e i fiori
scopri eroi tra le alghe marce
e bambini nel mattino
che si sporgono all’amore
e si sporgeranno sempre
e Suzanne regge lo specchio.

E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
perchè sai che ti ha toccato il corpo
il suo corpo perfetto con la mente.

FABRIZIO DE ANDRÉ