La tempesta non conta i suoi morti

Videro fuochi di sant Elmo
aprire il nero come fosse un foglio
un mare obliquo
mare
mare
mare!

navigavano vene da contratto
senza diritto di mugugno
ma d’inventarsi un cielo      sì
lo fecero grondante di bitume
piovvero inferno e sangue

il Capitano
s’accorsero nell’attimo d’un lampo
leggeva poesie sul cassero fiammante

o marinaio
mio marinaio
parodiava una voce di balena
arpione in gola
non suonare campane
il gelo ha già ghermito le tue braccia
e le ghirlande
barcollano battendo le fiancate

nessuno scenderà da questa nave

Cristina Bove

September Morn

Sparirò come foglia
al vento d’autunno.
Dileguerò il miraggio
alle pendici delle dune.
Sfuggirò dai sogni
nell’ipocrisia condita.
Scioglierò al primo raggio
i brinati cristalli.
Slegherò il nodo
che a stento
si trattiene.
Con desiderio intimo e infantile
danzerò sola, scalza
sotto la pioggia di Settembre.
Lascerò scorrere le lacrime
e intesserò ghirlande
per il mio dolore.

Michela Tarquini

Mattino

MAÑANA

Y la canción del agua
es una cosa eterna.

Es la savia entrañable
que madura los campos.
Es sangre de poetas
que dejaron sus almas
perderse en los senderos
de la Naturaleza.

¡Qué armonías derrama
al brotar de la peña!
Se abandona a los hombres
con sus dulces cadencias.

La mañana está clara.
Los hogares humean,
y son los humos brazos
que levantan la niebla.

Escuchad los romances
del agua en las choperas.
¡Son pájaros sin alas
perdidos entre hierbas!

Los árboles que cantan
se tronchan y se secan.
Y se tornan llanuras
las montañas serenas.
Mas la canción del agua
es una cosa eterna.

Ella es luz hecha canto
de ilusiones románticas.
Ella es firme y suave,
llena de cielo y mansa.
Ella es niebla y es rosa
de 1a eterna mañana.
Miel de luna que fluye
de estrellas enterradas.
¿Qué es el santo bautismo,
sino Dios hecho agua
que nos unge las frentes
con su sangre de gracia?
Por algo Jesucristo
en ella confirmose.

Por algo las estrellas
en sus ondas descansan.
Por algo madre Venus
en su seno engendrose,
que amor de amor tomamos
cuando bebemos agua.
Es el amor que corre
todo manso y divino,
es la vida del mundo,
la historia de su alma.

Ella lleva secretos
de las bocas humanas,
pues todos la besamos
y la sed nos apaga.
Es un arca de besos
de bocas ya cerradas,
es eterna cautiva,
del corazón hermana.

Cristo debió decirnos:
“Confesaos con el agua,
de todos los dolores,
de todas las infamias.
¿A quién mejor, hermanos,
entregar nuestras ansias
que a ella que sube al cielo
en envolturas blancas?”

No hay estado perfecto
como al tomar el agua,
nos volvemos más niños
y más buenos: y pasan
nuestras penas vestidas
con rosadas guirnaldas.
Y los ojos se pierden
en regiones doradas.

¡Oh fortuna divina
por ninguno ignorada!
Agua dulce en que tantos
sus espíritus lavan,
no hay nada comparable
con tus orillas santas
si una tristeza honda
nos ha dado sus alas.

§

E la canzone dell’acqua
è una cosa eterna.
È la linfa profonda
che fa maturare i campi.
È sangue di poeti
che lasciano smarrire
le loro anime nei sentieri
della natura.
Che armonia spande
sgorgando dalla roccia!
Si abbandona agli uomini
con le sue dolci cadenze.
Il mattino è chiaro.
I focolari fumano
e i fiumi sono braccia
che alzano la nebbia.
Ascoltate i romances
dell’acqua tra i pioppi.
Sono uccelli senz’ala
sperduti nell’erba!
Gli alberi che cantano
si spezzano e seccano.
E diventano pianure
le montagne serene.
Ma la canzone dell’acqua
è una cosa eterna.

Essa è luce che si fa canto
di romantiche illusioni.
E’ sicura e dolce,
piena di cielo e calma.
E’ nebbia e rosa
di un mattino eterno.
Miele di luna che cola
da nascoste stelle.
Cos’è il battesimo santo
se non Dio che si fa acqua
e ci unge la fronte
con il suo sangue di grazia?
Per questo Gesù Cristo
s’è confermato in lei.
Per questo le stelle
riposano sulle onde.
Per questo madre Venere
é nata nel suo seno,
e cogliamo da amore amore
quando beviamo acqua.
E’ l’amore che scorre
così calmo e divino,
è la vita del mondo
la storia della sua anima.

Essa porta via segreti
dalle bocche degli uomini
perché tutti la baciamo
per spegnere la nostra sete.
E’ un’arca di baci
di bocche già chiuse,
prigioniera eterna,
sorella del cuore.

Cristo ci ha detto:
<Confessatevi con l’acqua
di tutti i dolori,
di tutte le infamie.
A chi, fratelli,
confidar le nostre pene
se non a lei che sale al cielo
tra bianche fasce?>.

La sola perfetta condizione
é bere acqua,
torniamo più bambini
e più buoni; si rivestiranno
così le nostre pene
di ghirlande di rose
e si perderanno gli occhi
in regioni d’oro.

Oh divina fortuna
Che nessuno ignora!
Acqua dolce ove tanti
lavano lo spirito,
nulla si può paragonare
alle tue sante sponde
se una profonda tristezza
ci ha dato le sue ali.

FEDERICO GARCIA LORCA