La nuova stagione

Nell’aria un dolce tepore ha allontanato il freddo inverno
Un profumo nuovo si spande all’intorno
La vita sembra germogliare assieme alla natura
Mentre il canto gioioso degli uccelli ci saluta

Le donne cominciano a svestire gli abiti scuri
Nuovi colori vanno a coprire le loro membra
E tutt’intorno sembra essere una festa attesa da tempo
Mentre il grande fiume ha smesso i panni grigi e brumosi

La collina verdeggiante ma non più coltivata
Sembra irridere chi l’ha cementata
Stamattina aprendo la finestra ho capito
Quanto scempio abbiamo operato

La parola crisi echeggia per strada
Persone cercano di gettare nel sole i cupi pensieri
Non c’è allegria ma solo ricerca serena di nuove risorse
Mi sento invischiato da questo pensare
E non trovo soluzione efficace nel loro contrasto

Mi rifugio all’ombra di un pino
Gibran mi accompagna al di fuori da questo momento
Mi sento straniero in terra straniera povero fra i poveri
Il tempo passa rapidamente celando i pensieri fra i suoi veli
Non trovo risposte a questo linguaggio stonato

Marcello Plavier

ARTE E VITA

Dice Picasso “L’arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità”. Cosa si chiede all’arte in genere se non l’originalità del fare e non del soggetto? Difatti l’arte non esprime nulla se non se stessa, ha vita indipendente come il pensiero. La vita imita l’arte più dell’arte che imita la vita. Gli effetti tangibili si possono constatare attraverso la poesia e la pittura, ecco il segreto del fascino della natura, anche come spiegazione della sua debolezza. A me, a noi, interessa particolarmente la poesia: dice Gibran “se dovessi scegliere fra la capacità di scrivere una poesia e l’estasi di una poesia non scritta, sceglierei l’estasi. E’ poesia superiore”.   Penso che la poesia non sia l’espressione di un’opinione, ma un canto che si leva da un cuore macerato oppure da una bocca col sorriso, deve nascere da emozioni vissute, da ispirazioni forti nell’animo, oppure da momenti particolarmente veri, appaganti o struggenti.  Le mie sono verità personali, la mia ignoranza è ancora enorme e ogni giorno io mi dedico a capire.  Non so quale sia lo spazio fra l’immaginazione e il conseguimento di un momento poetico, ma l’ardore e l’aspirazione del voler emozionare penso siano la chiave per una buona riuscita dello scrivere.

Marcello Plavier