Se non ti avessi amato

 
Se non ti avessi amato
quanta fatica in terra
a trascinare il giorno
e quanta in cielo
a spingere il giro della luna
Nei miei cassetti
quaderni di pagine bianche
e pettini senza denti
per carezzare i sogni
Nelle mie dita
attese senza un domani
stupori nascosti e brividi
e quelle parole mai scritte
rimaste in gola
se non ti avessi amato
Ancora un’alba
rischiara la terra umida
e l’ostinato rifiorir della ginestra
Tu sei disperata luce
di un miraggio tenero e distante
ma basta quel fioco albòre
a farmi di certezza il dono
che non sarebbe stella il sole
e vita questa mia vita
se non ti avessi amato

Fabio Sangiorgio

Filo

Cuore
mio
devo riprendere
a tessere
ritrovare le fila
di passeggiate
tra noi
dentro
una tazza caffè
immaginare la tela
radiosa del futuro
ed essere
così virtuosa
da non aspettare più
nessun
Ulisse
piuttosto imparare
tutte
le lingue del mondo
per gridare il mio
dolore
fino in fondo
e poi
risalire come da un pozzo
verso la vita che
è il pane da comprare
ed il
latte fresco perchè alle femmine va bene
e la ginestra da baciare di
gocce dolci
quelle del pianto di sera
e sbattere sabbia dai tappeti
quella del deserto dentro.

Forse viene fuori
dal nostro dirci dentro
un abito
da sposa?
E Maria rispose

Cuore nel mio cuore
che mi sei
entrata
dentro
come se t’avessi conosciuto
in altre vite
io vorrei
unire il mio
al tuo dolore perchè
nonostante il tempo
che passa
non si
placa un
minuto
forse è questo mettere in fila
parole
che passano dal
cuore alla
testa alle mani
che ci unisce più del sangue
più del ventre
più delle
mani se fossimo vicine
io non lo so ma vorrei
il tuo dolore
per farne
pane
a sfamare
acqua a dissetare
per dare un senso
al fiore e
alle api
a figli voluti a quelli negati
alla vita come alla morte
per
continuare
a vivere
senza farmi altro male

Tinti e Maria

Viandare sui poggi

dove satura la ginestra
esplode nel giallo.
Cipressi in fila
guardiani delle vigne
del tremulo papavero
sul ciglio.
S’apre la valle
in conca di colori
nell’azzurrino
degradar dei monti.
Nell’aria palpiti
profumi
e in questa vastità
sublime è l’anima.

Graziella Cappelli

Punta Oncino

 
Il sinuoso ondeggiare
delle alghe sommerse
nello specchio d’acqua,
dove il sole è riflesso
I ricci di mare
costellan gli scogli
sul fondo, la fauna
fa di colori lo sfoggio
Le correnti propizie
n’esaltano la nitidezza
dell’oasi blu,
dall’immutata bellezza
Discende al mare
la gialla ginestra
ed il verde pino
secolare connubio…
di Punta Oncino

Ciro Germano

All’alba dei vent’anni

Ricordo che con l’aria da bambina
i ricci tuoi ribelli avvoltolavi,
col nastro rosso della festa grande,
al tondo specchio.

Ricordo quella sera che svanisti
via dal mio cuore, ormai invaghito
perso, all’alba dei vent’anni.
Pallido il sole.

E ancora quando d’allegria più gaia
baciasti quella foglia di ginestra,
mentre, tremulo, un trillo di cicala
echi destava.

E tua volesti far viola vermiglia,
a un libro di poesie dentro serbasti
quel caro fiore: futuro di ricordi,
ch’ora son mesti

per me. Ora sogno, pien di tenerezza,
gli atti infantili e splendido il sorriso
ancora vedo, penso: “col tuo viso
ciao, Giovinezza”.

Paolo Santangelo