La notte del falò migliore

Quando da queste mani aperte
il mare è lontano, lontanissimo,
nell’ora della calma solitudine
io guardo sempre il cielo.

Non più l’onda dei primi sogni
dentro i grandi occhi scuri
né l’imponente nave americana
da seguire fino a non vederla più.

Ora, qualche azzurro su di me
e nuvole ad imitar le spume
me lo ricordano, quel mare.
Ma non è la stessa cosa, non è.

Assente è la notte del falò migliore,
acceso sottovoce sulla riva amica
coi rami secchi a sfiorare l’acqua
e poi vedere quant’eravamo bravi.

Falchi e puledre disposti a mezzaluna,
tutti a bruciare i giornali dei grandi.
tutti a fissare il rosso che cresceva,
la stanchezza messa un po’ in disparte.

L’amore, allora, si muoveva in fretta,
al solo accenno d’uno sguardo appena,
al primo vento di confuse tenerezze,
al passo lesto dei migliori anni.

Aurelio Zucchi

Quale allegria

Quale allegria
se ti ho cercato per una vita senza trovarti
senza nemmeno avere la soddisfazione di averti
per vederti andare via

quale allegria,
se non riesco neanche più a immaginarti
senza sapere se strisciare se volare
insomma, non so più dove cercarti

quale allegria,
senza far finta di dormire
con la tua faccia sulla mia
saper invece che domani ciao come stai
una pacca sulla spalla e via…
quale allegria,

quale allegria,
cambiar faccia cento volte per far finta di essere un bambino
con un sorriso ospitale ridere cantare far casino
insomma far finta che sia sempre un carnevale…
Sempre un carnevale.

Senza allegria
uscire presto la mattina
la testa piena di pensieri
scansare macchine, giornali
tornare in fretta a casa
tanto oggi è come ieri

senza allegria
anche sui tram e gli aeroplani
o sopra un palco illuminato
fare un inchino a quelli che ti son davanti
e son in tanti e ti battono le mani.

Senza allegria
a letto insieme senza pace
senza più niente da inventare.
Esser costretti a farsi anche del male
per potersi con dolcezza perdonare
e continuare.

Con allegria
far finta che in fondo in tutto il mondo
c’è gente con gli stessi tuoi problemi
e poi fondare un circolo serale
per pazzi sprassolati e un poco scemi

facendo finta che la gara sia
arrivare in salute al gran finale.
Mentre è già pronto Andrea
con un bastone e cento denti
che ti chiede di pagare

per i suoi pasti mal mangiati
i sonni derubati i furti obbligati
per essere stato ucciso
quindici volte in fondo a un viale
per quindici anni la sera di Natale…

LUCIO DALLA

PAROLE DI MARMO

s’ammassano attorno
lette e rilette
su tombe e giornali.

Quando
cambiamo
il senso?

Tinti Baldini

Published in: on novembre 6, 2011 at 12:18  Comments (10)  
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Povera patria

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po’ da vivere…
La primavera intanto tarda ad arrivare.

FRANCO BATTIATO

Moby Dick

L’idea più a lungo cullata era di tutti:
fiocinatori da sempre
andammo in barca.
Sotto tettoie di nuvole locali
mangiate ai lati come michette
uccelli a riva; più niente dopo solo mezz’ora.
Tutti zitti
soltanto l’acqua e un guscio di noce
e poi i segreti, le piccole erezioni notturne
la paura, che quella grande bocca mai ferma
ci inghiottisse.
Ci prese il mancamento dei vinti, via le risa
le canottiere e braghe da poveri
via tutto.
Felicità del nudo sfidava anche la morte
i binocoli di quelli rimasti sopra i sassi
a leggere giornali
col pane tra le mani.

Massimo Botturi

Stati d’animo

Fra spallate senza scuse
al mattino volano
su marciapiedi
notizie
di giornali già letti
e agli angoli
finti sorrisi strappati
parlano come mangianastri rotti
soffocando un lamento
che attraversando la strada
veniva investito
dall’indifferenza

Pierluigi Ciolini

Sogni

 
Il giorno perpetua i suoi problemi
in questa notte che mi vede insonne.
M’affaccio cercando il ristoro della luna
col suo fascino che parla di magia.
Ossuta una mano vedo spigolare
tra i rifiuti da altri abbandonati
a cui dare forse nuova vita
cercando tra giornali accartocciati.
Due occhi fissi un abito di cenci
una bambola par guardar sorpresa
ostile l’apparenza ma non per chi
abbandonato ha il conformismo
cercando dentro sé la libertà.
Le accarezza i capelli  sussurrando bisbigli
un linguaggio di due cuori alla deriva
Se la pone accanto sul giaciglio d’asfalto:
per questa notte avrà con chi dividere
sogni.

Elide Colombo

Compianto per Garcia Lorca

Al muro, il poeta al muro
dicevano i giornali,
Lorca fucilato al muro.
Per telegrafo un muro
è uguale a un altro muro.
Gli angeli non hanno pianto
non hanno rivolto domande
perché in paradiso è proibito.
Hanno guardato il muro
Hanno guardato il sangue
Come si guarda una rosa
Sopra un muro di calce.
Hai colto la rosa
E ti sei messo a giuocare:
era come alla fiera di Cordova
era come alla corrida,
era come alla porta del sole
il giorno di Sant’Isidoro.
Era bello vedere gli angeli
Incantati di te, Garcia.
Erano stati ragazzi a Siviglia
E ti apprezzavano.
All’improvviso furono tristi,
la rosa era più bianca
e tu più fioco.
Erano stati ragazzi a Siviglia
E sapevano che un muro
È diverso da un altro muro.
In cielo te lo sei portato
Perché ce ne fosse uno meno.
Gli altri portano cavalli,
portano cigni e colombe:
Tu, Garcia, un muro
Un muro che non si scavalca.
Lasciate che gli angeli piangano.
RAFFAELE CARRIERI

In estate come in inverno

EN ÉTÉ COMME EN HIVER

En été comme en hiver

dans la boue dans la poussière

couché sur de vieux journaux

l’homme dont les souliers prennent l’eau

regarde au loin les bateaux.

Près de lui un imbécile

un monsieur qui a de quoi

tristement pêche à la ligne

Il ne sait pas trop pourquoi

il voit passer un chaland

et la nostalgie le prend

Il voudrait partir aussi

très loin au fil de l’eau

et vivre une nouvelle vie

avec un ventre moins gros.

En été comme en hiver

dans la boue dans la poussière

couché sur de vieux journaux

l’homme dont les souliers prennent l’eau

regarde au loin les bateaux.

Le brave pêcheur à la ligne

sans poissons rentre chez lui

Il ouvre une boîte de sardines

et puis se met à pleurer

Il comprend qu’il va mourir

et qu’il n’a jamais aimé

Sa femme le considère

et sourit d’un air pincé

C’est une très triste mégère

une grenouille de bénitier.

En été comme en hiver

dans la boue dans la poussière

couché sur de vieux journaux

l’homme dont les souliers prennent l’eau

regarde au loin les bateaux.

Il sait bien que les chalands

sont de grands taudis flottants

et que la baisse des salaires

fait que les belles marinières

et leurs pauvres mariniers

promènent sur les rivières

toute une cargaison d’enfants

abîmés par la misère

en été comme en hiver

et par n’importe quel temps.

§

In estate come in inverno

nel fango nella polvere

sdraiato su vecchi giornali

l’uomo che ha l’acqua nelle scarpe

guarda le barche lontane.

Accanto a lui un imbecille

un signore che ne ha

tristemente pesca con la lenza

Egli non sa perché

vedendo passare una chiatta

la nostalgia lo afferra

Anch’egli vorrebbe partire

lontano lontano sull’acqua

e vivere una nuova vita

con un po’ di pancia in meno.

In estate come in inverno

nel fango nella polvere

sdraiato su vecchi giornali

l’uomo che ha l’acqua nelle scarpe

guarda le barche lontane.

Il bravo pescatore con la lenza

torna a casa senza un sol pesce

Apre una scatoletta di sardine

e poi si mette a piangere

Capisce che dovrà morire

e che non ha mai amato

Sua moglie lo compatisce

con un sorriso ironico

E’ una ignobile megera

una ranocchia d’acquasantiera.

In estate come in inverno

nel fango nella polvere

sdraiato su vecchi giornali

l’uomo che ha l’acqua nelle scarpe

guarda le barche lontane.

Sa bene che i battelli

son grandi topaie sul mare

e che per i bassi salari

le belle barcaiole

e i loro poveri battellieri

portano a spasso sui fìumi

una carrettata di fìgli

soffocati dalla miseria

in estate come in inverno

con non importa qual tempo.

JACQUES PRÉVERT

Candle in the Wind

ceracandelagrande

Goodbye Norma Jean
Though I never knew you at all
You had the grace to hold yourself
While those around you crawled
They crawled out of the woodwork
And they whispered into your brain
They set you on the treadmill
And they made you change your name

And it seems to me you lived your life
Like a candle in the wind
Never knowing who to cling to
When the rain set in
And I would have liked to have known you
But I was just a kid
Your candle burned out long before
Your legend ever did

Loneliness was tough
The toughest role you ever played
Hollywood created a superstar
And pain was the price you paid
Even when you died
Oh the press still hounded you
All the papers had to say
Was that Marilyn was found in the nude

Goodbye Norma Jean
From the young man in the 22nd row
Who sees you as something as more than sexual
More than just our Marilyn Monroe

§

Addio Norma Jean
anche se non ti ho mai nemmeno conosciuta
avevi il decoro di rimanere te stessa
mentre quelli intorno a te strisciavano
strisciavano fuori allo scoperto
per sussurrarti nel cervello
ti hanno sbattuta sulla ruota di un mulino
e ti hanno fatto cambiare nome

e a me sembra che tu abbia vissuto la tua vita
come una candela al vento
che non sapeva mai a chi aggrapparsi
quando cominciava a piovere
e avrei voluto conoscerti
ma ero solo un bambino
la tua candela si è spenta molto prima
di quanto non abbia mai fatto la tua leggenda

la solitudine era dura da sopportare
il ruolo più difficile che tu abbia mai recitato
Hollywood aveva creato una superstar
e il dolore è il prezzo che hai pagato
persino alla tua scomparsa
la stampa ancora ti tormentava
tutti i giornali hanno dovuto scrivere
era Marilyn quella trovata nuda

addio Norma Jean
dal ragazzo della ventiduesima
che vede in te qualcosa in più della sensualità
più della nostra Marilyn Monroe

ELTON JOHN