Sous le ciel de Paris

Sous le ciel de Paris
S’envole une chanson
Hum Hum
Elle est née d’aujourd’hui
Dans le cœur d’un garçon
Sous le ciel de Paris
Marchent des amoureux
Hum Hum
Leur bonheur se construit
Sur un air fait pour eux

Sous le pont de Bercy
Un philosophe assis
Deux musiciens quelques badauds
Puis les gens par milliers
Sous le ciel de Paris
Jusqu’au soir vont chanter
Hum Hum
L’hymne d’un peuple épris
De sa vieille cité

Près de Notre Dame
Parfois couve un drame
Oui mais à Paname
Tout peut s’arranger
Quelques rayons
Du ciel d’été
L’accordéon
D’un marinier
L’espoir fleurit
Au ciel de Paris

Sous le ciel de Paris
Coule un fleuve joyeux
Hum Hum
Il endort dans la nuit
Les clochards et les gueux
Sous le ciel de Paris
Les oiseaux du Bon Dieu
Hum Hum
Viennent du monde entier
Pour bavarder entre eux

Et le ciel de Paris
A son secret pour lui
Depuis vingt siècles il est épris
De notre Ile Saint Louis
Quand elle lui sourit
Il met son habit bleu
Hum Hum
Quand il pleut sur Paris
C’est qu’il est malheureux
Quand il est trop jaloux
De ses millions d’amants
Hum Hum
Il fait gronder sur nous
Son tonnerr’ éclatant
Mais le ciel de Paris
N’est pas longtemps cruel
Hum Hum
Pour se fair’ pardonner
Il offre un arc en ciel

§

Sotto il cielo di Parigi
Una canzone decolla.
È nata oggi
Nel cuore di un giovane

Sotto il cielo di Parigi
Camminano degli innamorati
La loro felicità si costruisce
Su un aria fatta per loro

Sotto il ponte di Bercy
Siede un filosofo
Due musicisti, qualche spettatore
Poi di gente a migliaia

Sotto il cielo di Parigi
Fino a sera vanno cantando
L’inno di un popolo innamorato
Della sua vecchia città

Vicino Notre Dame
Talora si ordisce un dramma
Sì, ma a Paname
Tutto può sistemarsi

Qualche raggio del cielo d’estate
La fisarmonica di un marinaio.
La speranza fiorisce
Al cielo di Parigi

Sotto il cielo di Parigi
Scorre un fiume gioioso.
Addormenta nella notte
I vagabondi ed i mendicanti

Sotto il cielo di Parigi
Gli uccelli del Buon Dio
Vengono da tutto il mondo
Per chiacchierare tra di loro

E il cielo di Parigi
Ha suo proprio segreto.
Per venti secoli è innamorato
Della nostra isola di Saint Louis

Quando lei gli sorride
Lui si mette il suo abito blu.
Quando piove su Parigi
È perché [il cielo] è infelice

Quando è troppo geloso
Dei suoi milioni di amanti
Fa rimbombare su di loro
Il suo fulgido tuono

Ma il cielo di Parigi
Non è crudele a lungo.
Per farsi perdonare
Lui offre un arcobaleno

JEAN DRÉJAC     (musica di Hubert Giraud)

Nodi e nodi

C’è una macchia nera che avanza
finge d’essere nube
invece ha zanne
il mio cuore ha paura
se lui mi dice cara
dovrai cavartela da sola
parla
un giovane di mille giri fa
quando le danze
avevano negli occhi
già il destino

a un ragazzo smarrito
grido non puoi non voglio
che ti attanagli il tempo
e la parola rotta
il crollo delle case
la disfatta
le strade le stagioni
i triangoli apposti sulle strade.

Annunciate alle linee di dogana
vengono navi pavesate a notte
i passeggeri
s’appressano all’imbarco
alcuni sottobraccio
per non restare soli.

Io sulla riva aspetto
ti porgerò la mano per l’attracco.

Cristina Bove

Carl Hamblin

The press of the Spoon River Clarion was wrecked,

And I was tarred and feathered,

For publishing this on the day the Anarchists were hanged in Chicago:

“I saw a beautiful woman with bandaged eyes

Standing on the steps of a marble temple.

Great multitudes passed in front of her,

Lifting their faces to her imploringly.

In her left hand she held a sword.

She was brandishing the sword,

Sometimes striking a child, again a laborer,

Again a slinking woman, again a lunatic.

In her right hand she held a scale;

Into the scale pieces of gold were tossed

By those who dodged the strokes of the sword.

A man in a black gown read from a manuscript:

‘She is no respecter of persons.’

Then a youth wearing a red cap

Leaped to her side and snatched away the bandage.

And lo, the lashes had been eaten away

From the oozy eye-lids;

The eye-balls were seared with a milky mucus;

The madness of a dying soul

Was written on her face —

But the multitude saw why she wore the bandage.”

§

La rotativa del “Clarion” di Spoon River fu distrutta,

e io impeciato e impiumato,

perché il giorno che gli Anarchici furono impiccati a Chicago pubblicai questo:

“Ho visto una donna bellissima con gli occhi bendati

sui gradini di un tempio di marmo.

Una grande folla le passava dinanzi,

i volti imploranti alzati verso di lei.

Nella sinistra impugnava una spada.

Brandendo quella spada,

colpiva ora un bimbo, ora un operaio,

ora una donna in fuga, ora un pazzo.

Nella destra teneva una bilancia:

nella bilancia venivano gettate monete d’oro

da chi scampava ai colpi della spada.

Un uomo in toga nera lesse da un manoscritto:

“Non guarda in faccia nessuno”.

Poi un giovane con berretto rosso

le fu accanto con un balzo e le strappò la benda.

Ed ecco, le ciglia erano state corrose

dal marcio delle palpebre;

le pupille bruciate da un muco lattiginoso;

la follia di un’anima morente

era scritta su quel volto-

allora la folla capì perché portasse la benda”.

EDGAR LEE MASTERS

IO NON SO COSA SIA IL TEMPO

Vorrei sapere quale è la vera misura del tempo, forse ne ha una oppure ne ha infinite. Faccio alcuni esempi. Quella del sognare è falsa o sbagliata, perché il tempo viene consumato talvolta in modo affrettato e talaltra in modo prolungato, e ciò che viviamo nel sogno è lento o rapido a seconda di un tempo che non conosco e non capisco; quella della divisione in ore mi pare assolutamente bugiarda perché divide il tempo dall’esterno in maniera spaziale nel modo in cui non riesco a conoscerne la natura. Chissà perchè ma a me pare che sia tutto falso e che il tempo sia semplicemente un cerchio dove poter introdurre i sogni che nel tempo sono estranei; nel ricordo della mia vita passata mi capita talvolta di vedermi più giovane a vent’anni  che non quando giocavo con i trenini. Quando ciò accade ho crisi di coscienza, mi si aggroviglia il pensiero, mi pare tutto sbagliato ma non riesco a trovare l’errore. E’ come assistere ad un esercizio di prestidigitazione, dove ti senti ingannato senza capire dove sia il trucco. La misura del tempo poi mi fa fare pensieri strani come se un automobilista che è calmo in auto stia andando in fretta oppure lento, se c’è sincronia fra i movimenti che occupano lo stesso tempo in cui mi bevo un caffè, scrivo e penso in modo oscuro. Ed allora mi perdo, cosa è il tempo? Una illusione creata dall’uomo come misura senza misura oppure un fatto che non esiste e mi uccide? E’ qui che sprofondo nel baratro dell’inesplicabile trasportandomi in un mondo parallelo dove lo sento come fosse persona fisica facendomi sentire stanco, obliato in un sonno che mi assale improvviso.

Marcello Plavier

Alcool letale

Disteso, appisolato
su quel lettino sfatto,
tu giaci abbandonato
inconscio del misfatto.
Sotto il lenzuol tirato
giace altra vita inerte:
un giovane spirato
avvolgon le coperte.

Michela Tarquini

Published in: on ottobre 11, 2010 at 07:14  Comments (4)  
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Città vecchia

Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.
Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.
Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.
Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.
UMBERTO SABA


Notte giovane

Rapito dal silenzio
vagavo tra le stelle
nella notte bruna.
Dormiva il paese
disteso sul colle,
le fioche luci
proiettavano sogni
sullo schermo del cielo.
Sognavo giovane
affacciato alla finestra
al fresco respiro
della brezza notturna
il mio futuro
nel silenzio luminoso
delle stelle lontane

e della confidente luna.

Nino Silenzi

Published in: on giugno 5, 2010 at 07:32  Comments (4)  
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Splendessero lanterne

 

Should lanterns shine, the holy face,
Caught in an octagon of unaccustomed light,
Would wither up, an any boy of love
Look twice before he fell from grace.
The features in their private dark
Are formed of flesh, but let the false day come
And from her lips the faded pigments fall,
The mummy cloths expose an ancient breast.

I have been told to reason by the heart,
But heart, like head, leads helplessly;
I have been told to reason by the pulse,
And, when it quickens, alter the actions’ pace
Till field and roof lie level and the same
So fast I move defying time, the quiet gentleman
Whose beard wags in Egyptian wind.

I have heard may years of telling,
And many years should see some change.

The ball I threw while playing in the park
Has not yet reached the ground.

§

Splendessero lanterne, il sacro volto,
Preso in un ottagono d’insolita luce,
Avvizzirebbe, e il giovane amoroso
Esiterebbe, prima di perdere la grazia.
I lineamenti, nel loro buio segreto,
Sono di carne, ma fate entrare il falso giorno
E dalle labbra le cadrà stinto pigmento,
La tela della mummia mostrerà un antico seno.

Mi fu detto: ragiona con il cuore;
Ma il cuore, come la testa, è un’inutile guida.
Mi fu detto: ragiona con il polso;
Ma, quando affretta, àltero il passo delle azioni
Finché il tetto ed i campi si livellano, uguali,
Così rapido fuggo, sfidando il tempo, calmo gentiluomo
Che dimena la barba al vento egiziano.

Ho udito molti anni di parole, e molti anni
Dovrebbero portare un mutamento.

La palla che lanciai giocando nel parco
Non è ancora scesa al suolo.

DYLAN  MARLAIS  THOMAS

Ribellione


Non sono di quelli
che sono voce d’incanto
sussurrante alla giovane
nella penombra
la vaga bellezza
che starà nei suoi sogni.
Né sarò partecipe nel dolore
di coloro che lievitano rabbia
di una vita malamente tradita
Ma sono di quelli che
accerchiano raffiche
e stanan bufera
strappando collare
sono di quelli
che modellano
luce per chi la ricerca
con fresco parlato
di mare, si, vicino.

Tinti e Marcello

Published in: on novembre 19, 2009 at 08:30  Comments (6)  
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