La verità

‘Na gavetta de granci giornalisti,
che rajeno carote a chi li paga;
‘na voja de fregasse che s’allaga;
ingiustizie e spettacoli mai visti,

deputati magnoni e pagnottisti,
fregnacce d’agguantasse co’ la draga,
ministri frammassoni e camorristi
che nun fan’altro che ingrossà la piaga.

Conocchie, preti, gente che s’addanna,
strozzini, tasse, giudici vennuti…
e in fonno er vaticano che comanna.

Er merito che mòre su la paja
e la grolia che ghigna a li cornuti:
ecco le condizioni de l’Itaja.

GIGGI ZANAZZO      (1893)

Ciò che all’uomo rende onore

Tempesta la mia anima
turbolenza di un cielo
ingiallito dal tempo
pergamena ritrovata
in uno scrigno dorato

la via scritta in sanscrito
destino dell’uomo
travagliato
dall’infinito andare
di dispute e offese
terra che ha assorbito sangue
di avi trafitti

madrigali e ugole urlanti
regole e condanne
giudici e giudizi
improrogabili morti
in ingiuste cause
o giuste clemenze

impregnato il tempo
nel baratro di persone perse
cadenzare di un presente
nel ritmo di pioggia
scrosciante

incenso asperso a purificare
e raggi di sole ad illuminare
sol quello che non duole
e che all’uomo rende onore

Maristella Angeli

Caro signore

Mio caro
signore impomatato
di gomma rivestito
e d’arroganza
mi dici che
se le case son
di sabbia
e le donne mercato
se i giudici
non contano
e l’Italia
neanche
se i tiranni
sono amici
e nemico è
il popolo che suda
che se i trucchi
e la malizia
fan da padroni
è buona cosa per me
allora ti rispondo
che c’è ancora
chi s’avvolge di
bandiera
di mille colori
e uno solo
pulito
intatto
bianco
d’amore
che sventola
dentro
molti cuori
e tu non puoi
capirlo
nè toccarlo.

Tinti Baldini

IL Q.I. DI UNA DEMOCRAZIA

Abbiamo recentemente dedicato una riflessione, attraverso le belle parole di Roberta Bagnoli, alla vicenda di Sakineh, la donna iraniana accusata di adulterio e complicità in omicidio, che rischia la lapidazione secondo la legge del suo sventurato paese. Proprio ieri lo stato della Virginia, United States of America, terra della libertà e della democrazia, ha dato esecuzione alla sentenza di un suo tribunale in dispregio di ogni domanda di grazia o appello civile mandando a morte con una iniezione letale Teresa Lewis, una donna di 41 anni  accusata anch’essa di essere la mandante di un omicidio. Teresa Lewis era una persona con comprovati deficit mentali, poichè superava di soli due punti il Q.I. di 70 necessario per evitare legalmente la condanna alla pena capitale. Il Q.I. , o quoziente di intelligenza, è una finzione burocratica, una di quelle mistificazioni pseudo-scientifiche con le quali la nostra società moderna è solita lavarsi le mani da ogni responsabilità reale nei confronti delle persone deboli e svantaggiate, ed in questo caso ha funzionato da discrimine, da comoda scappatoia per applicare una legge che in qualsiasi nazione che si rispetti sarebbe da considerare un mostro giuridico.  L’ipocrisia del sistema americano è ormai nota, liberale e democratico a parole, nei fatti spietatamente irrispettoso dei più elementari diritti civili.  Ma non è solo questo il punto. Io non conosco il Q.I. dei procuratori americani, nè quello dei loro giudici o governatori. Io so solo che una democrazia non si misura con i punti di un test, ma con le sue leggi, le sue sentenze e le sue politiche interne ed internazionali: il regalo che gli Stati Uniti hanno confezionato e servito in un piatto d’argento ad Ahmadinejad, che ora da asino della democrazia si può sentire a buon diritto autorizzato a dare del “bue cornuto” ai boia americani suoi colleghi di capestro, è evidente. Se vogliamo misurare il quoziente di intelligenza dimostrato dalla democrazia americana in questa circostanza, dobbiamo concludere che è stato davvero molto basso. E ancora una volta a pagare è stato un essere umano indifeso.

Il Cantiere

Il caso

HAP

If but some vengeful god would call to me
From up the sky, and laugh: ” Thou suffering thing,
Know that thy sorrow is my ecstasy,
That thy love’s loss is my hate’s profiting!”

Then would I bear it, clench myself, and die,
Steeled by the sense of ire unmerited;
Half-cased in that a Powerfller than I
Had willed and meted me the tears I shed.

But not so. How arrives it joy lies slain,
And why unblooms the best hope ever sown?
Crass Casualty obstructs the sun and rain,
And dicing Time for gladness casts a moan …
These purblind Doomsters had as readily strown
Blisses about my pilgrimage as pain.

§

Solo che un qualche iddio vendicativo mi chiamasse
Dall’alto cielo, e irridesse: ” Tu, creatura che soffre,
Sappi che il tuo dolore è il mio diletto,
Che del tuo amore frustrato profitta il mio odio!”

Allora sopporterei, tenderei i nervi e morrei,
Rafforzato dal senso d’un ira immeritata;
Mezzo racconsolato dal pensiero, che un più potente di me
Avesse voluto e assegnato le lacrime ch’io piango.

Ma non così. Come accade che la gioia venga uccisa,
E perché avvizzisce la più dolce speranza mai seminata?
Il caso balordo s’oppone al sole e alla pioggia,
E il tempo biscazziere getta per allegria il dado d’un lamento …
Per questi giudici ciechi tanto valeva cospargere
Gioie lungo il mio cammino così come il dolore.

THOMAS HARDY

Poesia della morte

 

Prendete il mio sangue, 

Prendete il mio sudario 

 E i resti del mio corpo. 

 Scattate fotografie alla mia salma nella tomba, sola. 

 Inviatele al mondo, 

 Ai giudici 

 E alle persone di coscienza, 

 Inviatele agli uomini di sani principi e alle persone oneste. 

 E lasciate che portino il peso della colpa, di fronte al mondo, 

 Di quest’anima innocente, 

 Lasciate che portino il peso, di fronte ai loro figli e di fronte alla storia, 

 Di quest’anima sprecata, senza peccato, 

 Di quest’anima che soffre nelle mani dei “protettori di pace”.  

 

 JUMAH  AL  DOSSARI    

(prigioniero a Guantanamo per cinque anni,  senza accusa e senza processo)