Orme di sabbia

Arrancano i ricordi di un sentiero,
di foglie e ricci secchi per tappeto,
scricchioli autunnali sempre amati,
da sandali di gomma avventurieri.
Scioglievano i colori novembrini,
confusi da giudizi ancora acerbi,
profumi amici di brusii lontani
e nudi nidi, sui legnosi arti;
sfioravano le punte nubi incaute,
il cielo era lì, poco discosto,
e come un album da ricolorare,
offriva forme alla mia bocca aperta.
Ma i giorni lo stradino hanno scordato
e quando son tornato per cercare,
i rovi mi hanno dato il benvenuto
e non sapevo più dove guardare.
Invecchia l’uomo e riga sulla fronte:
è ruga d’oro scritta dal tragitto,
che se non si percorre più sovente,
svanisce, righiottita dagli sterpi.

Flavio Zago

Misura lo sguardo

 
il cielo lontano
tentativo vano
trovarti in alto
tra nuvole solitarie
spendo il tempo
a imbastire fini
trame illusorie
mentre intemperie
interrompono
i raggi sottili
di pallido sole
una strana congerie
di eventi inattesi
lasciano sospesi
disattesi giudizi
io continuo a cercare…

Antonietta Ursitti

Published in: on giugno 15, 2012 at 07:17  Comments (4)  
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Se potessi

 
Se potessi scegliere, uscirei
da questo bozzolo di silenzio
e parole sonnambule
s’alzerebbero in volo,
libere, multicolori.
Non più lacrime e dolore 
da questo male oscuro 
che m’allontana da tutti,
mai più avvolta in questa ragnatela
che sminuisce, spegne i sorrisi,
attanaglia il cuore.
Fuggirei lontana da questo tormento
che avviluppa e implacabile dilania, 
opprime, toglie il respiro.
Lontana dai giudizi di chi addita 
chiamandomi – pazza –
e non può capire…
che ho solo bisogno d’amore
Patrizia Mezzogori

Ciò che all’uomo rende onore

Tempesta la mia anima
turbolenza di un cielo
ingiallito dal tempo
pergamena ritrovata
in uno scrigno dorato

la via scritta in sanscrito
destino dell’uomo
travagliato
dall’infinito andare
di dispute e offese
terra che ha assorbito sangue
di avi trafitti

madrigali e ugole urlanti
regole e condanne
giudici e giudizi
improrogabili morti
in ingiuste cause
o giuste clemenze

impregnato il tempo
nel baratro di persone perse
cadenzare di un presente
nel ritmo di pioggia
scrosciante

incenso asperso a purificare
e raggi di sole ad illuminare
sol quello che non duole
e che all’uomo rende onore

Maristella Angeli

Odori di campagna

 
C’è una storia da ritardare, la mia
la rifaccio con sapori di campagna
coltivo un rigoglio di terra
immensamente radicato
profondità sanguigna
umanità versatile
in bionde distese di spighe che albeggiano
Non voglio sentenze o giudizi
ne ho avuti da una vita
mi voglio sentire capita

Aurelia Tieghi

Published in: on luglio 23, 2011 at 07:17  Comments (8)  
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Galoppando

Galoppando sentore d’intesa
protetti dalla notte
e la sua coltre di mistero
teneri amanti
s’abbandonano in essa
schivi da giudizi
e dinieghi di forma
solo la passione regna sovrana
in questa notte di passaggi e fusioni
nei diversi chiaroscuri
delle zone d’ombra
tra incertezze e veti stantii
solo il fruscio dei loro corpi
ad accarezzar tra le lenzuola
sorrisi e lacrime
che ancora destano  leste le molle
di un meccanismo che d’incepparsi
non ha più voglia.

Beatrice Zanini