Anima in Ellade

 
 
Pensieri vaghi, immagini perdute
cavalcano le ombre dell’insonnia,
rimbalzano nei gorghi della mente
memorie come aghi, a rintuzzarmi il sonno.
Le partenze…….. i ritorni………….
Sospesa la tua mano, di là dal vetro
simulando un saluto…
era un addio!
 
Felicità! …..Ma c’è?
Io ne ho intravisto il lampo,
poi subitaneo il buio
per pupille accecate
più scuro, ineluttabile.
Dimmi: – Tu l’hai trovata?
E quel limpido sguardo di  cerbiatto
non l’ha sfocato il tempo?
Pare immutato agli occhi del cuore!
 
Se un dì l’anima inquieta
libera ormai dagli aggravi terreni
andrà a posarsi in Ellade
potrà bearsi ancor di quel sorriso.

Viviana Santandrea

Non fà rumore il dolore

 
Fiume infido
che scorre
nelle viscere dell’anima
travolgendo
ogni bellezza.           
Salgo
sull’arco bianco
del sorriso
ponte sospeso
sui gorghi.
A labbra rosse
mi sostengo.

Graziella Cappelli

Published in: on novembre 10, 2011 at 06:51  Comments (16)  
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Accade

 
Apprezziamo le piccole cose
quando non ci perdiamo
nei gorghi mostruosi delle chimere.
Abbiamo voglia di placide notti
viviamo giorni inquieti, difficili.
Cerchiamo di ridere
quando gli altri ci spingono
nei cortei di tristezza annunciata.
Godiamo alla vista
del timido, meraviglioso pettirosso
e non serve far scongiuri
se ci attraversa un innocuo gatto nero.
Accade ciò che deve accadere.
Accade ciò che vogliamo che accada.

Roberta Bagnoli

Published in: on ottobre 22, 2011 at 07:33  Comments (11)  
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La vita è come un fiume di sangue


La  Vita,
un  fiume
di  sangue  incessante
che entra  in  materia
di  goccia,
spruzzata  per  caso
sul  bordo  dai  gorghi;
e,  poi,  lenta  si  essicca
cominciando  a  finire,
prima  rossa,
in  polvere  nera.

Cosa  è  umano
il  calendario
la convenzione tempo:
lunga  sequela
di  cifre
del  passato  prossimo
remoto. . .ricordo,
del  domani  venturo
paura  d’ ignoto
o  di  speranza . . .

Settembre,
Autunno,
Inverno
della  goccia
di  sangue  che  coagula
e  rapprende
ed  esplode,
in  mille  granuli,  oltre  i  cieli,
dal  buio  nella  luce
o,  viceversa,
in  altri  stàdi  e  forze. . .
. . .il  corpo  umano
disperso  sgretolato, dall’anima
distacco,  conclude  il  suo
destino  dove. . .
non  c’ è  vento, né  luogo, né  tempo.

Paolo Santangelo

Fino a che punto

Siamo
come un velo di verità trapuntate
trascinato nel fango di mille fandonie
e nei gorghi equivoci dell’ignoranza.

Afferriamo
quel poco che vada d’accordo
con il nostro egoismo
e la nostra pochezza.

Dovevamo elevarci
a menti pensanti
al bene comune
alla solidarietà umana
ad una società più giusta
che mai più tollerasse
il male che è in noi.

Ci siamo ridotti
con la bava alla bocca
a difendere privilegi
contro i più deboli
contro l’umanità che preme
morente di fame
contro il mondo
che non può più sopportare
uno sfruttamento selvaggio
per i nostri consumi
montati ad arte
da chi produce
inutilità.

Lorenzo Poggi

Veste trasparente


Traspare la sera
negli occhi di una luna fanciulla
veste di farfalla
sfiora l’anima
e incanta il vento di stupore
trasale il respiro
cerca gorghi sereni
incavo di cuore
atrio di dolcezza
per rotolare morbido
in abbandono al silenzio.
Ferma la notte
non osa stendere il velo
soffusa luce
ammanta il cielo
e lo trafigge di aghi deliziosi.
Vorrei acquietarmi
così fra le tue braccia
senza alcun perché
sciogliere i pensieri
pettinare i miei intricati dubbi
e nascere nuovamente
metamorfosi felice
margherita impazzita di luce!

Roberta Bagnoli

Morte per acqua

DEATH BY WATER

Phlebas the Phoenician, a fortnight dead,

Forgot the cry of gulls, and the deep seas swell

And the profit and loss.

A current under sea

Picked his bones in whispers.

As he rose and fell

He passed the stages of his age and youth

Entering the whirlpool.

Gentile or Jew

O you who turn the wheel and look to windward

Consider Phlebas,

who was once handsome and tall as you.

§

Fleba il fenicio,
morto da quindici giorni,
dimenticò il grido dei gabbiani,
e il flutto profondo del mare
e il guadagno e la perdita.
Una corrente sottomarina
gli spolpò le ossa in sussurri.
Mentre affiorava e affondava
traversò gli stadi della maturità
e della gioventù
entrando nei gorghi.
Gentile o Giudeo
o tu che volgi la ruota
e guardi nella direzione del vento
pensa a Fleba,
che un tempo è stato bello
e ben fatto al pari di te.

THOMAS STEARNS ELIOT

Lago

 
Verde nel riflesso di alberi sul fondo
solo in gorghi profondi vive e si arrovella.
Non scorre specchio al cielo
il suo fiume imprigionato
tra le canne di sponde lontane,
una barca quieta contempla l’acqua
verde che nella brezza del mattino
s’increspa appena e muore
avvolta in nebbia prematura e sorda,
in cui solo grida di barcaioli ai remi
danno senso e vita al fermo e sempiterno
Viverone

Marcello Plavier

Published in: on gennaio 9, 2010 at 07:04  Comments (9)  
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