…madre mia!

Quando ti chiederò aiuto,
ancor prima  d’indovinar perché,
posa le tue mani su di me
e… accarezzami, madre mia!

Come allora, antalgico sarà
quell’indugiar d’esperte dita
sull’umido spasmo  delle gote.

Quando ti chiederò perdono,
ancor prima  di concederlo,
metti gli occhi nei miei occhi
e… accarezzali, madre mia!

Come allora, fluido sarà
quel complice danzar di sguardi
dell’amore impareggiabile.

Aurelio Zucchi

Published in: on giugno 14, 2012 at 07:32  Comments (3)  
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Con Fido in te

 
Solo è Vento.
Sfiora volti
di genti, trafugando
alle gote tepore,
strappando loro
mute carezze.
.
Solo è Pensiero,
che scrive,
e s’imbusta
si lecca
e s’invia
al proprio indirizzo,
per poi fingersi lieto
nel potersi decantare
quei suoi falsi amori
.
Non è solo, Cane
l’accompagna
fido l’istinto, lui sa.
Sa ululare la Luna.
Sa,
il valore spolpato
dell’ osso
.
Solo è uomo,
stolido,
iroso,
rugoso
rigido
ramarro
arroccato.
Che vive di vento,
e che lecca i mille francobolli
e non sa cantare la Luna.
Che non sa essere,
Cane.
Non sa.

Flavio Zago

Published in: on gennaio 15, 2012 at 07:23  Comments (8)  
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Farfalla prigioniera

Nere arcate su gocce di tristezza –
perle di umida malinconia –
di magnifica, tristezza,
di dolce, malinconica tristezza,
rassegnata, tristezza,
lo sguardo
lontano fai vagare tra i ricordi,
tra i sogni di bambina ormai sfumati
tra braccia inadatte, e egoiste
che in cerchio
stringono
la lieta libertà che più non hai.

Fili dorati sulla fronte chiara,
raccolti in una coda di cavallo
donano fierezza
a chiare gote appena zigomate,
lisce e vellutate;
contornano lo sguardo…che non guarda
per non vedere quello che hai lasciato.

Il corpo adolescente,
di bambina cresciuta,
su gambe di alabastro,
sotto la vestina,
lo perdi per donare il paradiso
a chi da tempo, ormai,
non lo sperava più.
Ma solo lui lo vede…
non già lo sguardo tuo, smarrito
tra il bel ricordo
di quella tua sognante gioventù
ch’è già finita.

Ami soltanto
per vivere una vita.

Armando Bettozzi

Chi siede

Chi siede
su quello scranno
e tutti attorno
chi sbuccia banane
chi rimesta fango
chi conta scudi
chi li disperde
c’è massa silenziosa
che acconsente
gruppi inerti che
scandiscono il tempo
poi quelli che arrossano
gote e malleoli
mentre chini raccolgono
briciole di luna
a parte un cerchio di festanti
che mandano fetore e risate
c’è chi mormora al vento
chi assopito rinuncia
chi applaude senza le mani
o s’accanisce su ruvidi fogli
ci sono poi anziani e bambini
a raccolta
attorno ad uno stagno
che si specchiano
avari di sorrisi
e donne colorate che
attendono
sguardo al mare
che non c’è
………….
ma chi è seduto
su quello scranno?

Nessuno

Vuoto è il potere
se ferisce le anime
dei vivi
e quelle dei morti.

Tinti Baldini

Primo amore

Primitive emozioni,
rossori di gote e palpiti di cuore,
tremor di voce,
farfallio di mente.

Nottate bianche,
parole perse su fogli colorati,
scialbe mattine
sciupate a meditar per il domani.

Pensieri dolci
tra gli olmi d’un viale,
pudici baci
e piccoli tormenti.

Prime sessualità
confinate in un toccar di mani,
represse tra tenerezze
e semplici carezze.

Salvatore Armando Santoro

Riflesso

Dondolò la luna
il tuo sorriso,
vegliò con cura
l’ameno sonno
di fanciulla innamorata.
Sfiorò il suo raggio
le delicate fattezze
dell’acerbo corpo proteso.
Le accarezzò le gote
sfiorandola col tocco
del riflesso dorato.
Cullandola
se ne invaghì
e a miriadi
le donò sogni
e sorrisi,
le dispensò gioia,
delle stelle
fece sue custodi,
gelosa
di umani sentimenti.

Michela Tarquini

Published in: on febbraio 12, 2011 at 07:15  Comments (5)  
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Non avevo capito

che quella bocca

chiedeva in urlo

basta

non avevo capito che

la mano appesa

alle mie gote

era di preghiera

e le parole spente

erano

supplica in canto

lo sguardo d’agnello

no al martirio.

 

Non volevo capirlo

amore mio

e ti guardarei ancora

a vita

chino il capo

senza più passione.

 

Ora ho capito

che la tua pace

non è la mia.

 

Che le stelle

ti facciano da guardia

mentre passi.


Tinti Baldini

Published in: on febbraio 10, 2011 at 07:07  Comments (9)  
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Al confine con l’anima

Quando
al vero specchio mi rifletterò
le mie gote avranno mille anni in meno.
Saranno lisce come antica seta e timide
si scanseranno – piano – per fare spazio
agli induriti occhi che avranno, loro sì,
gli anni che io avrò!

Aurelio Zucchi

Published in: on gennaio 21, 2011 at 06:57  Comments (3)  
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La pallida pianista

L’eburnee piccole mani
fuggivano lievi, correndo,
fremendo sui lucidi tasti
volavano. Sfiorata. Dalle agili,
magiche dita destata dal sonno
la bianca tastiera vibrava
di garrule note in tripudio
nell’aria commossa con mille
faville qual vivida fiamma
salivano, ardenti tremavano
un attimo breve,  poi lieve
di suoni una pioggia fatata
dorata pareva  discendere,
dall’alto e al cuore fluire,
fasciarlo radiosa in morbido
e tenue calore.
–                                Il mio sguardo
immobile era fisso nel dolce
carissimo viso. Vedevo
la pallida fronte, gli intenti,
sereni occhi suoi, le gote,
le labbra rosate, i bruni capelli
fulgenti in un’ala di luce …
Armoniosa arcana dolcezza
mai conosciuta sentivo salire
nell’anima muta, vaporosa
sfumare nell’eco di tremuli
suoni: nel vuoto, nel nulla
d’intorno svanivano tutte
le cose. Poi sùbito, tacque
improvviso il soave concènto
e leggère fuggendo sull’ali
del vento le ultime note,
volse su me le sue grandi
pupille e in quell’attimo,
incanto d’un’ora divina,
mi parve rivivere tutto.

Paolo Santangelo

Se non fosse


Se non fosse
per la danza canterina
di due merli in amore
che m’invitano ad uscire
dalla mia timida corazza
tarderei stamattina
ad unirmi al passo giocoso
ed invitante della tardiva primavera.
La vita stamani mi respira addosso
e si posa lieve in dolce pioggia
d’ignare lacrime che solcano gote
come se fossero canali asciutti.
Mi lascio andare
io posso volare
posso alzarmi e camminare
fra arbusti d’incertezze
e dipingere con pastelli d’amore
il mio oggi e spero anche il domani.
Non porrò limiti al mio volo
non farò più domande
oggi vivo anche per chi non può farlo
per chi è stato rapito prematuro
dallo scenario meraviglioso della vita
perché la vita ha in sé il fascino
dell’impossibile e della bellezza pura
se solo ne gustassimo il calice pienamente
se solo riuscissimo a capirne l’importanza
se solo l’amassimo come fosse l’ultimo giorno
se solo la rispettassimo con giustizia
non la negheremmo al nostro fratello
nato figliastro con la pelle scura
e con il marchio fame impresso
negli occhi sporgenti e scheletriti.

Roberta Bagnoli